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  <title>Schegge d'Ambra</title>
  <subtitle>l'archivio di Gondolin</subtitle>
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    <title>[The Avengers] Born With Insight And A Raised Fist</title>
    <published>2012-05-25T22:51:26Z</published>
    <updated>2012-05-25T22:53:32Z</updated>
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    <content type="html">&lt;b&gt;Titolo:&lt;/b&gt; Born With Insight And A Raised Fist&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Fandom:&lt;/b&gt; The Avengers (movieverse)&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Personaggi/Pairing:&lt;/b&gt; Tony Stark/Bruce Banner&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Warning:&lt;/b&gt; slash (che è pre-slash per la maggior parte, perché sono due imparanoiati rompipalle e non mi ascoltavano quando urlavo loro di trombare e farla finita), what if-ish (facciamo finta che non ci sia niente fra Tony e Pepper, perché non ce la faccio a scrivere di gente che si lascia), POV che cambia un po' a cacchio&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Rating:&lt;/b&gt; PG&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Conteggio Parole:&lt;/b&gt; 2476&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Note:&lt;/b&gt; Buon compleanno, &lt;span class='ljuser ljuser-name_raxilia5running' lj:user='raxilia5running' style='white-space:nowrap'&gt;&lt;a href='http://raxilia5running.livejournal.com/profile'&gt;&lt;img src='http://l-stat.livejournal.com/img/userinfo.gif?v=92.1' alt='[info]' width='16' height='16' style='vertical-align: bottom; border: 0; padding-right: 1px;'/&gt;&lt;/a&gt;&lt;a href='http://raxilia5running.livejournal.com/'&gt;&lt;b&gt;Raxi&lt;/b&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;! \o/ In ritardo, but I do what I want! (devo piantarla di usare questa frase come scusa per tutto. È così che si finisce ad uccidere ottanta persone in due giorni)&lt;br /&gt;Questa è la mia primissima fic in questo fandom, e quel poco che ho letto era in inglese (a proposito, leggetevi &lt;a href="archiveofourown.org/works/404042"&gt;A Reasonable Conclusion&lt;/a&gt;, un paio delle battutacce di Tony qui sono colpa di quella fic), quindi, uhm, la mia capacità espressiva in italiano al momento è all'incirca pari all'autostima di Tony durante Iron Man 2. Non aspettarti chissà cosa ^^''''&lt;br /&gt;Tumblr, che è Il Male™, mi ha suggerito il nome perfetto per questa ship: Rage Against The Machine. Quindi ovviamente il titolo viene da una loro canzone: Know Your Enemy.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a name="cutid1"&gt;&lt;/a&gt;Che Tony Stark si perdesse una festa era assolutamente inaudito. Ma per quanto lo attirasse l'idea di celebrare lo scampato pericolo, il suo personale contributo nell'eliminazione di suddetto pericolo l'aveva lasciato a dir poco esausto, per non parlare del fatto che aveva più muscoli doloranti che zeri nel conto in banca.&lt;br /&gt;Quindi lasciò gli altri Avengers a godersi la serata con un poco convinto: “Non mi buttate giù il resto del palazzo.”&lt;br /&gt;Mentre si allontanava, fu raggiunto da Bruce.&lt;br /&gt;“Hai un pessimo aspetto, Banner.”&lt;br /&gt;“Perché tu invece non hai affatto l'aria di uno che è stato usato come punching ball da un esercito alieno.”&lt;br /&gt;“È parte del fascino del supereroe” ghignò Tony di rimando, e Bruce sospirò. “Allora, sei ancora dell'idea di tornare a seppellirti in mezzo al nulla o vuoi accettare la mia offerta?”&lt;br /&gt;Bruce esitò. La sola idea delle meraviglie che erano state create in quei laboratori gli faceva prudere le mani dalla voglia di buttarsi di nuovo nella ricerca. Anche isolato dal mondo, aveva continuato a leggere le nuove pubblicazioni scientifiche ogni volta che poteva, ma quello che avrebbe potuto fare lì, quello che avrebbero potuto fare insieme...&lt;br /&gt;“Ti ho mai raccontato di quella volta che mi sono ubriacato mentre ero nell'armatura?” Tony interruppe i suoi pensieri.&lt;br /&gt;Bruce lo osservò perplesso.&lt;br /&gt;“Non la più brillante delle mie idee, devo ammettere. Quando mi sono svegliato il giorno dopo, oltre al mal di testa ho scoperto di avere metà laboratorio e metà garage in meno.”&lt;br /&gt;Prima che Bruce avesse il tempo di rispondere, Tony gli augurò la buonanotte e sparì dietro l'angolo, lasciandolo a trarre le proprie conclusioni.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il giorno successivo Tony non sapeva se essere sollevato o scocciato per essersi perso quella che era apparentemente stata una festa devastante. Ma gli bastò un'occhiata agli occhiali da sole da “mio dio perché ho bevuto così tanto ieri sera, qualcuno spenga il sole, per pietà, ahi, la mia testa” di Clint per decidere di essersi trovato già sin troppe volte in quella posizione, grazie tante, e si godette l'assenza di mal di testa. Di sfuggita, colse Natasha sogghignare e sussurrargli: “Così impari a sfidarmi.”&lt;br /&gt;Al che Clint grugnì qualche maledizione alla vodka e a “tutti i dannati russi”, ma con un sorriso sin troppo soddisfatto. Uh-uh, interessante.&lt;br /&gt;Tony doveva ammettere che in fondo gli dispiaceva dover vedere ripartire Thor così presto. Lo stesso non si poteva dire per Loki, però, e non poteva che essere soddisfatto che adesso fosse responsabilità della giustizia asgardiana. La Terra aveva già abbastanza problemi senza dei vendicativi e fonti di energia aliene e incontrollabili.&lt;br /&gt;Per fortuna non ci furono addii melodrammatici, o Tony avrebbe seriamente riconsiderato l'idea di far parte di quella squadra. Invece ognuno prese la propria strada senza tante storie, sapendo che, qualunque cosa fosse successa d'ora in avanti, il progetto Avengers aveva funzionato e avrebbe funzionato ancora se fosse servito.&lt;br /&gt;Tony salì sulla sua decappottabile preferita, e, inaspettatamente, Bruce lo raggiunse senza fare storie.&lt;br /&gt;Quando Tony gli rivolse un'occhiata sorpresa (e appena infastidita: si era preparato intere arringhe per convincerlo, e tutto quel lavoro se ne andava in fumo), rispose: “Ho lasciato lo spazzolino da te.”&lt;br /&gt;La risata di Tony fu coperta dal rombo dell'auto mentre premeva l'acceleratore.&lt;br /&gt;“E grazie per questi” aggiunse Bruce, facendo un gesto verso il completo che indossava.&lt;br /&gt;Tony scrollò le spalle. “Per quanto non mi dispiaccia vederti a petto nudo, non potevo mica lasciarti andare in giro con addosso solo quel paio di pantaloni semi distrutti.”&lt;br /&gt;Bruce rivolse lo sguardo verso gli edifici che scorrevano rapidi accanto a loro, sentendo il vento sulla faccia.&lt;br /&gt;“No, no, non iniziare a pensare” lo ammonì Tony “Hai tutto il tempo per decidere cosa fare del resto della tua vita. Preoccuparsi il giorno dopo aver salvato il mondo è contro la convenzione di Ginevra o qualcosa del genere.”&lt;br /&gt;“Non mi stavo-”&lt;br /&gt;“Bugiardo.”&lt;br /&gt;“Ti ha mai detto nessuno che sei insopportabile?”&lt;br /&gt;“Al contrario” rispose Tony, rivolgendogli il suo sorriso più brillante.&lt;br /&gt;E Bruce, malgrado tutto, non poté che dargli mentalmente ragione. Dopo aver passato così tanto tempo ad evitare di avvicinarsi troppo a chiunque, la facilità con cui Tony si era fatto spazio, faceva quasi paura.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Uno dei livelli dei laboratori al momento è inagibile” li avvertì Jarvis quando arrivarono alla Stark Tower.&lt;br /&gt;Tony fece un gesto come a dire che non gli importava. “Uno ci basta. Per ora” poi si rivolse a Bruce con un ghigno niente affatto rassicurane “Spero ti piaccia la musica.”&lt;br /&gt;L'altro non fece neppure in tempo a rispondere che la porta del laboratorio si aprì, accompagnata da un riff di chitarra quasi assordante.&lt;br /&gt;“Non mi piace lavorare in silenzio” spiegò Tony, ma un attimo dopo il volume scese ad un livello umano.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Bruce si perse ad ammirare il modo in cui Tony si muoveva senza sforzo apparente, come pescasse ciò che gli serviva in mezzo al disordine senza neanche guardare, ogni singolo dettaglio familiare. Probabilmente, constatò, aveva costruito di persona la maggior parte dei macchinari lì dentro. Bruce sentì un moto di rimpianto per quando anche lui era tutt'uno col suo laboratorio, gli appunti che uscivano dalla lavagna e si estendevano sul muro, facendo ammattire colleghi e staff delle pulizie... Forse non era ancora troppo tardi per riavere tutto questo, e con qualcuno con cui condividerlo.&lt;br /&gt;“Mi stai ascoltando o sei troppo impegnato a fissarmi il culo, Banner? Per inciso, non te ne farei una colpa, so che è favoloso.”&lt;br /&gt;Stavolta Bruce si sentì virare verso un imbarazzato e imbarazzante color porpora. “Cosa? No!”&lt;br /&gt;E per quanto distratto, aveva continuato a seguire il discorso di Tony. Si chiama multitasking e, contrariamente all'opinione popolare, non ne sono capaci solo le donne. Per provare il punto, ripeté quanto detto negli ultimi cinque minuti.&lt;br /&gt;“E smettila di flirtare” aggiunse “Stiamo facendo ricerca.”&lt;br /&gt;“Ancora meglio, no? Due delle mie cose preferite insieme” ghignò Tony senza ombra di pentimento, prima di continuare con un sospiro “Una volta sono stato con una fisica nucleare. Non immagini le cose che mi diceva a letto. Non potevo più entrare in laboratorio senza arrossire.”&lt;br /&gt;“Tremo al solo pensiero di qualcuno in grado di far arrossire Tony Stark” ribatté rapidamente Bruce, perché concentrarsi sull'immagine di Tony che faceva sesso era una pessima, pessima idea.&lt;br /&gt;“Aveva talento. Come scienziata, intendo” specificò senza alcuna necessità, con l'unico risultato di riportare la mente di Bruce a tutti gli altri possibili talenti che doveva aver mostrato a Tony.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ora, se c'era una persona che ne sapeva qualcosa di autocontrollo, quello era Bruce. Ma Tony era &lt;i&gt;esasperante&lt;/i&gt;. Per la maggior parte del tempo faceva in modo che le cose filassero lisce, su questo non c'erano dubbi, e i laboratori della Stark Tower erano davvero come un luna park, le discussioni che duravano fino a notte tarda alla luce bluastra delle proiezioni olografiche e dell'arc reactor erano esaltanti, e Bruce non aveva mai provato tanti buoni ristoranti in tutta la sua vita (dopo aver provato a rifiutare il milionesimo invito dicendo di non voler pesare su di lui, Tony aveva dato l'ultimatum: “O questo o cucino io” e Jarvis si era sentito in dovere di provvedere, non richiesto, un filmato delle telecamere a circuito chiuso dell'ultima volta che era successo. Bruce aveva accettato)... Ma c'erano quei momenti. Quelli in cui Tony lasciava correre la bocca prima di accendere il cervello. Perché Bruce era sicuro che si trattasse solo di questo, nient'altro che un'abitudine. Se si soffermava a pensarci, gli faceva quasi tenerezza, quel dover affermare costantemente la propria capacità di essere inappropriato, e “chissenefrega io sono Tony Stark”, e anche, più in fondo, il fatto di non essere affatto abituato a rapporti che non si basassero sul &lt;i&gt;do ut des&lt;/i&gt;, tutto conquiste di una notte. Di non essere abituato ad avere amici. Certo, c'erano Happy, e Rhody, e poi Pepper, che era uno strano miscuglio di sopportazione e affetto che Bruce poteva capire molto bene, e adesso anche Steve, che ogni tanto passava dalla Stark Tower per salutarli ed era l'unico oltre a Pepper ad avere il permesso di entrare nel laboratorio “perché si comporta bene e non tocca niente”, diceva Tony.&lt;br /&gt;“Sembra che tu stia parlando di un cane ben addestrato” sbuffò Bruce dopo uno di questi commenti.&lt;br /&gt;“Sai che esistono i peluche di Capitan America?” cambiò discorso Tony - Tony che era &lt;i&gt;esasperante&lt;/i&gt; - come suo solito “E anche i nostri? E le action figures da collezionisti. Sono piuttosto accurate, sai? Persino la mia armatura è ben fatta, con tutti i dettagli al posto giusto. Ora che ci penso” si ficcò fra i denti il cacciavite che aveva appena smesso di usare, cosicché il resto della frase venne fuori biascicata in maniera quasi incomprensibile “potrebbero essere usate dai nostri nemici per studiarla.”&lt;br /&gt;Bruce non poté fare a meno di ridere, e Tony gli lanciò un'occhiata perplessa al di sopra della spalla.&lt;br /&gt;“I &lt;i&gt;nostri&lt;/i&gt; nemici, non i &lt;i&gt;tuoi&lt;/i&gt;. Questa devo proprio raccontarla a Fury.”&lt;br /&gt;“Unf.”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Era una qualche ora indegna della notte quando Bruce barcollò verso il soggiorno. Non aveva idea del perché si fosse svegliato, ma siccome non riusciva a riaddormentarsi pensò che tanto valeva strisciare fuori dal letto e andare ad avere sonno da un'altra parte. Trovò la luce già accesa e Tony talmente concentrato sul blocco di fogli che aveva in mano da non accorgersi di Bruce finché questi non si lasciò cadere sul divano accanto a lui.&lt;br /&gt;“Avverti! Mi hai fatto prendere un infarto!”&lt;br /&gt;“Non sono esattamente un ninja, Tony, sei tu che sei distratto.”&lt;br /&gt;“Comunque colpa tua” borbottò questi.&lt;br /&gt;“Mh?”&lt;br /&gt;“Sono i tuoi appunti di oggi. Ieri, visto che suppongo sia passata la mezzanotte. In ogni caso, questa roba è...” gli rivolse uno sguardo ammirato.&lt;br /&gt;Bruce si strinse nelle spalle.&lt;br /&gt;“Mancano alcuni dati, però, e pensavo che potrei aggiungere un'ala ai laboratori così avrai lo spazio per tutto quello che ti serve. Jarvis, dammi la planimetria-”&lt;br /&gt;“Quanto pensi di farmi restare qui?” lo interruppe Bruce, più brusco di quanto non avrebbe voluto, facendo una smorfia al suono delle proprie parole.&lt;br /&gt;Tony rimase in silenzio per qualche secondo, scrutandolo con l'aria di un giocatore di scacchi mentre valuta una mossa molto importante.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;O come uno scolaretto impacciato mentre riflette su una domanda particolarmente difficile. Ma lui era Tony Stark, genio miliardario playboy, dannazione, 'impacciato' non sarebbe dovuto nemmeno essere nel suo vocabolario, ma quello era Bruce e c'erano talmente tante implicazioni, conseguenze che si ramificavano all'infinito e la mente di Tony corse a calcolare con una precisione che aveva del morboso la probabilità che finisse in disastro. Accumulò percentuali, effetti collaterali sulla squadra, controindicazioni, ipotesi sulla possibilità di riprendersi se non avesse funzionato, perché ovvio che non avrebbe funzionato, genio miliardario playboy non includeva capacità relazionali a lungo termine, e Tony sapeva che sia lui che Bruce avevano già dato in quanto a delusioni e schianti frontali contro il resto dell'umanità, e-&lt;br /&gt;“Un uomo saggio un giorno mi ha suggerito di non pensare troppo” intervenne Bruce, benedetto Bruce, voce della ragione, mettendo un freno alla mente iperattiva di Tony.&lt;br /&gt;“Ah, sì? E chi sarebbe questa fonte di verità assolute?” rispose Tony, scivolando facilmente nel loro solito battibeccare, sorriso divertito e seducente fermamente al suo posto.&lt;br /&gt;Bruce sollevò le sopracciglia, e Tony agitò una mano. “Non posso ricordarmi di tutte le perle di saggezza che distribuisco.”&lt;br /&gt;“Allora?” insistette Bruce.&lt;br /&gt;“Allora?” gli fece eco Tony.&lt;br /&gt;“Sai cosa si dice degli ospiti. Sono come il pesce, dopo un po' iniziano a puzzare. Ma tu, invece che farmi capire che è ora di andarmene, sei qui a progettare modifiche strutturali al tuo quartier generale.”&lt;br /&gt;“Durante la ristrutturazione ho fatto aggiungere alloggi per tutto il resto della squadra” confessò Tony “Non si sa mai, no? E poi c'è spazio per tutti, qui” andò avanti, quasi a doversi giustificare, il che era assolutamente ridicolo, quello era il suo grattacielo e ne poteva fare quello che voleva, no? E se la scritta 'Stark', distrutta durante il combattimento contro Loki, non era ancora stata ripristinata, e solo la A era rimasta fieramente rivolta verso la città, non era di certo un dettaglio su cui soffermarsi più di tanto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Bruce non sapeva cosa farsene di quelle ultime frasi. Non capiva se Tony avesse cambiato discorso per evitare un terreno scivoloso - perché era quello che faceva, perché era esasperante - o se stesse cercando di fargli capire che quello che stava proponendo a lui non era altro che un gesto di cameratismo, il suo modo di far parte di una squadra.&lt;br /&gt;Scosse il capo. Non che le cose complicate non gli piacessero - o non avrebbe scelto la carriera che poi aveva finito col portarlo lì - ma interagire con Tony alle volte era come dover risolvere un cubo di rubik ad otto facce, e anche la sua pazienza aveva un limite.&lt;br /&gt;“La mia era una domanda molto più semplice, Stark.”&lt;br /&gt;“Le mie risposte non lo sono mai, credevo ti ci fossi abituato.”&lt;br /&gt;A quel punto Bruce si sentì giustificato ad alzare gli occhi al cielo. “È tanto difficile dirmi se mi stai proponendo di restare a vivere qui &lt;i&gt;stabilmente&lt;/i&gt;?”&lt;br /&gt;“Perché, tu accetteresti?” scattò Tony di rimando. Attacco come forma di difesa. Fantastico.&lt;br /&gt;“Sto &lt;i&gt;già&lt;/i&gt; vivendo qui, in caso non te ne fossi accorto” ribatté, solo per poi sentire, un attimo dopo, la necessità di aggiungere: “Sì.”&lt;br /&gt;Perché Tony poteva anche essere un genio, ma certe volte aveva bisogno di una spintarella nella giusta direzione. O di enormi frecce al neon e scritte che dicevano “PER DI QUA”.&lt;br /&gt;“Oh.”&lt;br /&gt;E, un attimo dopo, Tony lo stava baciando.&lt;br /&gt;Anche Bruce era un genio, nel suo campo, ma apparentemente si era perso i segni del fatto che Tony fosse interessato a lui. Forse perché erano troppo palesi (l'unica cosa che avrebbe potuto renderli &lt;i&gt;più&lt;/i&gt; palesi sarebbero stati dei sottotitoli, o Jarvis che diceva “Il signor Stark sta flirtando con lei, dottor Banner”), e lui era abituato a lavorare con particelle subatomiche. Quindi la sua totale assenza di reazioni era assolutamente giustificabile.&lt;br /&gt;“Oh” ripeté Tony, saltando in piedi “Scusa. Scusa, io... dio, sono un idiota. Sono un idiota, vero? Sono un brillante idiota, il che rende la mia idiozia ancora più... Bruce?”&lt;br /&gt;Bruce non gli rispose, ma lo afferrò per la maglietta e lo tirò di nuovo giù, brusco, facendoselo finire addosso.&lt;br /&gt;Tutti gli attacchi di panico erano rimandati a data da destinarsi, e se qualche super-cattivo avesse avuto il pessimo gusto di attaccare in quel momento, Bruce avrebbe avuto il triplo delle ragioni per essere furibondo.&lt;a name='cutid1-end'&gt;&lt;/a&gt;&lt;br&gt;&lt;br&gt;</content>
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    <title>[Supernatural RPF] Revenge</title>
    <published>2012-05-13T23:05:54Z</published>
    <updated>2012-05-13T23:05:54Z</updated>
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    <content type="html">&lt;b&gt;Personaggi:&lt;/b&gt; Misha Collins/Sebastian Roché, menzionati Jared Padalecki e Rob Benedict&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Ambientazione:&lt;/b&gt; su un aereo diretto verso la Jus in Bello a Roma&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Cose da sapere:&lt;/b&gt; &lt;a href="https://twitter.com/#!/RobBenedict/status/195556410862485505" rel="nofollow"&gt;Twitter&lt;/a&gt;. &lt;a href="https://twitter.com/#!/sebroche/status/195556638281842689" rel="nofollow"&gt;È&lt;/a&gt;. &lt;a href="https://twitter.com/#!/sebroche/status/195522389679931393/photo/1" rel="nofollow"&gt;Il&lt;/a&gt;. &lt;a href="https://twitter.com/#!/sebroche/status/195542247427678208/photo/1" rel="nofollow"&gt;Male&lt;/a&gt; e questo è il seguito di &lt;a href="http://efpfanfic.net/viewstory.php?sid=1042998" rel="nofollow"&gt;questa drabble&lt;/a&gt; di Selene Silver, che è anche lei Il Male, ma un po' meno di twitter.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a name="cutid1"&gt;&lt;/a&gt;«Questa me la paghi» aveva promesso Sebastian, e Misha sapeva di non poter sfuggire alla sua vendetta. Non che la temesse davvero. Seb non aveva speranze contro il vero Trickster.&lt;br /&gt;Forse.&lt;br /&gt;O forse aveva trovato un punto debole, visto lo sbuffo esasperato che gli suscitò il tweet di Sebastian diretto a Robert. &lt;i&gt;Robbie&lt;/i&gt;. Sì, come no. E i romantici giri per Roma. Sì, come no.&lt;br /&gt;Jared si sporse per spiare cosa avesse causato quella reazione, e Misha cercò di nascondere il cellulare, che però gli fu strappato dalle grinfie di quel Sasquatch. Già normalmente era impossibile sfuggirgli, figurarsi quando si era intrappolati su un aereo.&lt;br /&gt;«Oh!» esclamò Jared «Sembra che il &lt;i&gt;trottolino amoroso&lt;/i&gt; stia tubando con qualcun altro!»&lt;br /&gt;Misha lo fulminò con lo sguardo, meditando se fosse il momento di sfruttare le foto che aveva scattato a Jensen l'ultima volta che l'aveva fatto ubriacare. Sarebbero state una vendetta perfetta.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Il mio headcanon (ovvero: informazioni di cui nessuno aveva bisogno bastate sullo stalking via twitter): &lt;/b&gt;il povero Robert viene sfruttato da Richard per far ingelosire Matt e da Sebastian per far ingelosire Misha. Che vita ingrata!&lt;a name='cutid1-end'&gt;&lt;/a&gt;</content>
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    <title>[Good Omens] Body Language</title>
    <published>2012-04-20T18:56:03Z</published>
    <updated>2012-04-21T15:45:09Z</updated>
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    <content type="html">&lt;b&gt;Fandom:&lt;/b&gt; Good Omens&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Personaggi/Pairing:&lt;/b&gt; Crowley/Aziraphale&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Titolo:&lt;/b&gt; Body Language [Queen - &lt;a href="http://youtu.be/rhiCmOe5GCw" rel="nofollow"&gt;Body Language&lt;/a&gt;]&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Avvertimenti:&lt;/b&gt; &lt;u&gt;crack&lt;/u&gt;, fluff da diabete fulminante (e possibile OOC sul finale ma non ho resistito), abuso di note a piè di pagina (beware: ci sono persino delle note alle note), slash&amp;sup1;, snake!Crowley (in parte), sesso non descrittivo (con human!Crowley, don't worry... e in effetti conoscendomi c'è bisogno di specificare XD)&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Rating:&lt;/b&gt; PG16&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Conteggio parole:&lt;/b&gt; 4159&lt;br /&gt;&lt;b&gt;La colpa è di:&lt;/b&gt; KiraV. Ma in realtà questa me la sono proprio cercata, parlandole di coccole e serpenti.&lt;br /&gt;La colpa è anche dei Queen che hanno canzoni che menzionano i serpenti (&lt;i&gt;You got red lips snakes in your eyes&lt;/i&gt;) e mi forniscono titoli appropriati.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a name="cutid1"&gt;&lt;/a&gt;Aziraphale non aveva mai capito il timore degli esseri umani per i serpenti. Erano creature non più aggressive o pericolose di molte altre, considerate invece simboli di bontà e bellezza. Certo, alcuni di loro erano mortali, senza contare che uno di loro&amp;sup2; aveva causato una discreta quantità di danni. Ma per quello in particolare Aziraphale non riusciva a provare alcun disgusto, nonostante fosse un agente dell'Avversario. La verità era che si era ormai abituato ad avere intorno Crowley, sia in forma umana che di serpente, tanto che non faceva più caso alla distinzione fra le due. A volte questo risultava in delle gaffe che per qualche motivo divertivano molto Crowley, come la volta in cui aveva chiesto al serpente di dargli una mano a spostare dei libri o quando, dopo avergli inavvertitamente rovesciato del tè bollente su un braccio, gli aveva chiesto se gli avesse scottato le squame.&lt;br /&gt;Talvolta Aziraphale si chiedeva ancora se il loro Accordo fosse appropriato, ma quando si ha un'unica compagnia costante, letteralmente da prima dell'inizio dei tempi, il fatto che questa sia un demone passa in secondo piano. L'Accordo era conveniente per entrambi, e non danneggiava nessuno, quindi non c'era nulla di male. Anzi, a volte riusciva a far compiere a Crowley qualche buona azione.&lt;br /&gt;Aziraphale si accorse di quanto avesse iniziato a contare sulla compagnia di Crowley intorno alla metà del Quattordicesimo Secolo. Per quanto ne sapeva Aziraphale, il demone doveva essersi acciambellato in qualche angolo oscuro ed essere entrato in letargo o qualche altra nozione similmente sciocca, dato che non aveva bisogno di dormire. Era il suo modo per ignorare i periodi che non gli piacevano, e questo l'angelo poteva capirlo, davvero, ma sicuramente oltre settant'anni senza occuparsi degli affari degli esseri umani, senza compiere neppure qualche piccolo misfatto, era davvero poco professionale. Non era da lui. Era positivo per le forze del bene, senza alcun dubbio, visto che Crowley era bravo in quello che faceva. Ma Aziraphale non poteva evitare di sentirsi vagamente apprensivo riguardo alla sorte dell'altro. Magari l'avevano riassegnato all'Inferno ed era partito senza neppure salutarlo? Sarebbe stato davvero maleducato da parte sua. O magari stava davvero solo dormendo, nel qual caso aveva comunque esagerato.&lt;br /&gt;Aziraphale ci pensò per alcuni giorni prima di decidersi. Si sentiva sempre un po' in colpa quando usava i propri poteri per scopi personali. Anche se questa avrebbe potuto essere... un'indagine, sì, un'indagine sull'equilibrio fra Bene e Male. Sulle forze dell'Avversario, sì. Quando, chiuso nel retrobottega, tracciò su un planisfero i simboli arcani per trovare il demone Crowley, si era già tranquillizzato sulle proprie motivazioni.&lt;br /&gt;Crowley era in Sud America, che ovviamente non si chiamava ancora America. Aziraphale lo trovò in un minuscolo villaggio isolato dal mondo, dove aveva formato, senza volerlo, un culto in suo onore. Il grande serpente dormiente: immobile e apparentemente immortale. Totalmente inappropriato, pensò l'angelo, mettere su una religione così, c'era da meravigliarsi che permettessero certe cose, persino di Sotto. Insomma, anche Belzebù aveva una certa integrità, a modo suo. Oltretutto Crowley sapeva quanto Aziraphale odiasse dover cancellare la memoria alle persone, e adesso l'aveva messo nella posizione di dover eliminare i ricordi di un intero villaggio, perché naturalmente non poteva lasciarlo lì a continuare ad istigare l'idolatria. Tutto questo denotava una grande mancanza di tatto.&lt;br /&gt;Crowley socchiuse appena un occhio durante tutto quel trambusto, e sibilò qualche minaccia, anche se era più preoccupato all'idea di tornare nella fredda Europa che dallo smantellamento della sua piccola setta.&lt;br /&gt;“Davvero, davvero poco professionale.” borbottò Aziraphale “Ti avrei proposto di andare a visitare la Sicilia, che in questa stagione è splendida, ma visto che non ti degni neanche di svegliarti credo che ti riporterò a Londra con me.”&lt;br /&gt;In seguito Aziraphale si sarebbe sempre chiesto se Crowley non fosse stato in realtà ben sveglio e perfettamente felice di restare in sua compagnia, nonostante il clima. Dopo tutto gli sarebbe bastato tornare in forma umana, se proprio l'assenza di calore si fosse rivelata un fastidio eccessivo.&lt;br /&gt;Crowley sonnecchiò nel retrobottega di Aziraphale per un'altra trentina d'anni, risvegliandosi solo di tanto in tanto per strisciare via da tutte le Bibbie che l'angelo stava impilando ovunque e che minacciavano di cadergli addosso.&lt;br /&gt;All'alba del Quindicesimo Secolo&amp;sup3; Crowley si stiracchiò e decise che era ora di tornare al lavoro.&lt;br /&gt;Aziraphale stava rientrando proprio in quel momento dopo aver distribuito motivazione a mantenere i buoni propositi per il nuovo anno.&lt;br /&gt;“Grazie per l'osssspitalità, angelo.” gli disse Crowley, tirandosi il cappuccio sul volto per nascondere gli occhi e andare ad ingannare qualche povera anima o perpetrare malvagità.&lt;br /&gt;“Non c'è di che, mio caro, non c'è di che. Ripassa a trovarmi prima del prossimo secolo, mi raccomando.”&lt;br /&gt;Crowley annuì ed uscì nella foschia grigia che il sole non aveva ancora dissipato.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Se non altro, Crowley era un demone di parola. Le sue visite non si interruppero mai per più di qualche mese per i successivi cinquant'anni. Entrambi si spostavano spesso, ma tornavano sempre a quel malfamato angolo di Londra. Se Aziraphale avesse sospettato quanto sarebbe diventato popolare quel quartiere nei secoli successivi, avrebbe scelto un luogo ancora più isolato. Ma ormai i suoi libri ci si erano affezionati, e non li avrebbe mai sottoposti al trauma di un trasloco.&lt;br /&gt;Il giorno in cui Gutenberg, quel caro ragazzo, finì di stampare la prima Bibbia col nuovo metodo dei caratteri mobili&amp;sup4;, Aziraphale decise che fosse un giorno da ricordare. Non aveva ancora deciso se la stampa gli piacesse o meno: dopo tutto era sempre restio ad accettare le innovazioni, specialmente quando concernevano i suoi adorati libri&amp;sup5;, ed era certo che nulla avrebbe mai eguagliato in bellezza certi manoscritti con le loro miniature uniche e preziose. Ma allo stesso tempo la stampa offriva così tante possibilità che gli parve comunque il caso di festeggiare l'evento. Mentre stava decidendo cosa fare per l'occasione, lo raggiunse Crowley.&lt;br /&gt;“Non crederai cosa mi è successso oggi.” esordì, senza neanche salutare.&lt;br /&gt;Aziraphale alzò un sopracciglio, ma Crowley non ci fece caso e continuò a parlare. “Mi mandano un galoppino da Giù per parlarmi di non so che onorificenza...”&lt;br /&gt;“Oh, cos'hai fatto stavolta?” domandò Aziraphale con disappunto.&lt;br /&gt;“Aspetta, non hai ancora sssentito la parte migliore!” lo fermò, mentre sul tavolo apparivano due calici colmi di vino “Ultimamente sono stato molto impegnato con un certo progetto... e invece vengono a complimentarsi per la Guerra delle Due Rose! E non l'ho scatenata io, gli esseri umani hanno fatto tutto da soli!”&lt;br /&gt;L'angelo si sedette al tavolo ed iniziò a sorseggiare il suo vino senza aspettare un brindisi. Di certo non avrebbe augurato fortuna alle malefiche invenzioni di Crowley. Aggrottò la fronte. “Quindi qual era il tuo progetto?”&lt;br /&gt;“Portare la stampa in Europa, naturalmente!” esclamò il demone, soddisfatto, buttando giù d'un sorso il suo vino.&lt;br /&gt;“La... tu!” esplose Aziraphale oltraggiato, facendosi andare di traverso il vino “Ho parlato con Guntenberg pochi mesi fa, non puoi averci messo lo zampino anche tu!”&lt;br /&gt;“Anche tu?!” esclamò Crowley di rimando “Non è possibile! Tutte le falsità che si spargeranno sulla carta stampata, e i libelli sediziosi, le ideologie, le... di certo non può interessare anche Lassù una cosa simile?”&lt;br /&gt;“Al contrario, pensa a quello che una maggiore diffusione della cultura potrà fare contro le tenebre dell'ignoranza, pensa all'avanzamento in ogni branca delle scienze quando la sapienza del passato sarà più semplice da ottenere...”&amp;sup6;&lt;br /&gt;I bicchieri furono svuotati e riempiti infinite volte prima che Crowley implorasse&amp;sup7; una tregua. Per allora erano entrambi decisamente ubriachi, e tutto sommato gli usi della stampa in un lontano futuro sembravano meno importanti della mancanza di un divano, un letto o qualcosa di morbido su cui crollare.&lt;br /&gt;“Ma non ce l'hai un letto, tu?” domandò sconvolto Crowley, picchiettando ripetutamente l'indice contro lo sterno dell'altro.&lt;br /&gt;“Perché mai, perché mai dovrei avere un letto se non dormo?”&lt;br /&gt;“Ma dormire è meravigliossss...” non finì neanche la parola, troppo impegnato a sibilare nell'orecchio all'angelo per irritarlo. Si rese conto che era dall'ultimo banchetto di Nerone che non era così ubriaco e per qualche motivo la cosa lo fece molto ridere, e di conseguenza sibilare ancora di più contro l'orecchio di Aziraphale.&lt;br /&gt;Questi però non pareva troppo propenso a lamentarsi, stavolta. “Dici che sarebbe molto grave provare?” chiese invece.&lt;br /&gt;“Provare cosa?”&lt;br /&gt;“A dormire. L'hai appena detto tu.”&lt;br /&gt;“Ma non hai un letto. Un buon letto... vedi, un buon letto è fondamentale. Io ho fatto realizzare il mio su missssura.”&lt;br /&gt;“Quindi tu hai un letto. Andiamoci.”&lt;br /&gt;Crowley non ebbe nulla da ridire, e fu così che si incamminarono attraverso Londra a braccetto, sorreggendosi l'un l'altro. Siccome erano troppo inebriati per ricordare quanto potesse essere pericolosa la città dopo il tramonto, in tutte le strade da loro percorse non successe nulla per tutta la notte, tanto che il giorno successivo si iniziò a mormorare di stregoneria e culto del demonio, perché erano le uniche cose peggiori del crimine che vennero in mente ai buoni cittadini abituati ad essere molestati, calpestati e derubati se si muovevano in certe strade a certe ore, le uniche cose in grado di spaventare persino i criminali. Avevano ragione sul demonio, naturalmente, ma non c'era nessun culto, e se ci fosse stato, sarebbe stato Crowley stesso a prendersene cura, perché all'epoca non aveva ancora capito quanto potessero essere divertenti i satanisti e li detestava solamente.&lt;br /&gt;La casa di Crowley era la più elegante del quartiere più elegante, e il suo letto aveva il materasso più comodo d'Europa. Dell'Universo intero, secondo Aziraphale, quando finalmente ci si accasciò.&lt;br /&gt;“E adesso?” chiese al demone.&lt;br /&gt;“Adesso dormiamo. Naturalmente una camicia da notte renderebbe il tutto ancora migliore... te ne farò trovare una per la prossima volta.”&lt;br /&gt;“Chi ti ha detto che ci sarà una prossima volta?”&lt;br /&gt;“Perché sono irresistibile.”&lt;br /&gt;“Noooo, mio caro, vedi, il punto è proprio questo... il punto è resistere. Alla tentazione. Che saresti tu.”&lt;br /&gt;“Che sssarebbe il letto.”&lt;br /&gt;“Anche il letto.” annuì Aziraphale.&lt;br /&gt;Nel buio, le iridi dorate di Crowley erano ancora più luminose e, Aziraphale supponeva, inquietanti per chi non le avesse avute intorno sin dalla notte dei tempi. A quel punto della storia erano più rassicuranti che altro, non umane, né appartenenti ad uno dei suoi superiori. Rilassanti. Sì, sì, si sarebbe proprio potuto addormentare, lì, e i cuscini erano così morbidi. Si addormentò prima di riuscire a chiedere a Crowley &lt;i&gt;come si faceva&lt;/i&gt;.&lt;br /&gt;Il giorno successivo, quando riaprì gli occhi, Aziraphale si sentì piuttosto inquieto. Gli pareva impossibile aver dimenticato se stesso per ore e ritrovarsi nella stessa stanza, nella stessa posizione di quando era crollato. D'altra parte, dormire era stato piacevole, forse anche troppo. Bisognava sempre diffidare dei piaceri della carne. Aziraphale ormai conosceva molto bene quelli del cibo e del buon vino, e li sapeva affrontare, ma questo era un territorio nuovo.&lt;br /&gt;Quando cercò di muoversi, si ritrovò impossibilitato a farlo.&lt;br /&gt;“Oh.” mormorò, rendendosi conto di essere stato avvolto dalle spire di Crowley. Era abbastanza sicuro che fosse stato in forma umana quando erano andati a dormire. Era anche vero che le memorie della sera precedente erano un tantino nebbiose.&lt;br /&gt;“Mi chiedevo, mio caro...” esordì, dando qualche colpetto al demone.&lt;br /&gt;Questi aprì gli occhi, e ci mise qualche secondo a capire in che posizione si trovava. Liberò immediatamente l'angelo e strisciò fino alla parte opposta del letto, dove si avvolse intorno ad un cuscino con aria molto dignitosa. Era difficile avere un'aria dignitosa appena svegli, si rese conto Aziraphale, e ammirò un po' Crowley per questo.&lt;br /&gt;“Allora, angelo, com'è ssstato dormire?”&lt;br /&gt;“È stata un'esperienza interessante.”&lt;br /&gt;“Andiamo, sbilanciati, per una volta. Nesssuno ti giudica, qui.”&lt;br /&gt;“Piacevole.” ammise “Ma inquietante, in un certo senso.”&lt;br /&gt;Crowley rise. “Immaginavo che l'avresti detto.”&lt;br /&gt;“Mi conosci bene, non c'è da stupirsi.”&lt;br /&gt;“Attento coi verbi&amp;sup8;, angelo.”&lt;br /&gt;“Cosa...? Oh, Crowley!” Aziraphale si tirò su, vagamente offeso dall'insinuazione. “Temo che sia davvero ora che io torni ai miei doveri.”&lt;br /&gt;Crowley agitò la coda in segno di saluto e si sistemò più comodamente intorno al cuscino.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mentre spolverava meticolosamente uno dei primi spartiti musicali al mondo, una collezione di canti gregoriani che aveva acquisito di recente, Aziraphale si rese conto di quanti libri aspettassero una rispolverata da molto più tempo. I suoi obblighi negli ultimi tempi l'avevano tenuto lontano dalla sua collezione. Mentre si rimproverava, dicendosi che rimandare non era mai una cosa buona, si rese conto di non aver più parlato con Crowley dopo essersene andato in quel modo dalla sua camera. Non si poteva nemmeno dire che fosse veramente offeso. Ormai le allusioni di Crowley non lo scandalizzavano più, solo, non era mai successo che fossero rivolte a lui. Ma supponeva che perdonare il proprio nemico fosse un principio valido anche quando suddetto nemico ormai rischiava di perdere il prefisso negativo ed era uno dei Caduti. E no, non aveva appena ammesso a se stesso che Crowley avrebbe potuto essere suo amico. Solo, non voleva lasciar passare un altro secolo prima di rivederlo.&lt;br /&gt;Prese con sé una fiasca del miglior vino che aveva in serbo e si diresse verso la casa di Crowley.&lt;br /&gt;Non ebbe neppure il tempo di bussare che il demone era sulla porta, in vestaglia e più spettinato di quanto non l'avesse mai visto. Anzi, ora che ci pensava credeva di non averlo &lt;i&gt;mai&lt;/i&gt; visto spettinato. Non credeva che i suoi capelli avessero questa capacità, in effetti.&lt;br /&gt;“Che c'è?” chiese Crowley preoccupato.&lt;br /&gt;Aziraphale lo scrutò perplesso. “Niente. Cosa dovrebbe esserci?”&lt;br /&gt;L'altro si rilassò visibilmente. “Non immaginavo saresti tornato tanto presssto, temevo fosse un'emergenza.”&lt;br /&gt;Aziraphale si fece strada in casa senza aspettare un invito. Crowley di solito nemmeno bussava quando andava a trovarlo. “Andiamo, mio caro, non pensavi che mi fossi offeso davvero?”&lt;br /&gt;“Certo che ti eri offeso.”&lt;br /&gt;“Un po'.” ammise Aziraphale “Ma ho deciso che non ne valeva la pena.”&lt;br /&gt;Offrì a Crowley la fiasca di vino, e questi decise di aprirla immediatamente. Avrebbe voluto obbiettare che il vino era il motivo per cui si erano ritrovati in quella situazione in primo luogo, ma poi si disse che avrebbero anche potuto entrambi esercitare la moderazione, quella sera, e godersi semplicemente qualche bicchiere.&lt;br /&gt;Ovviamente sapeva anche che, quando c'era di mezzo Crowley, le sue buone intenzioni finivano in qualche modo sempre messe da parte. Stava iniziando a diventare preoccupante, e ancora più preoccupante era il fatto che la cosa non lo preoccupasse a sufficienza. La verità era che non aveva nessuna voglia di restare senza nessuno con cui avere una conversazione intelligente, e questo bastava a far passare in secondo piano molte questioni morali. Il fatto che il suo concetto di conversazione intelligente includesse necessariamente Crowley avrebbe dovuto dargli da pensare.&lt;br /&gt;“Aziraphale?” fece il demone, schioccandogli le dita davanti aglio occhi per attirare la sua attenzione.&lt;br /&gt;L'angelo si riscosse. “Scusa, ero distra... come mi hai chiamato?”&lt;br /&gt;Crowley lo fissò senza capire.&lt;br /&gt;“Mi hai chiamato Aziraphale.”&lt;br /&gt;“L'ultima volta che ho controllato era il tuo nome.”&lt;br /&gt;“E quant'è stata l'ultima volta che l'hai usato?”&lt;br /&gt;Crowley gli rivolse uno sguardo che avrebbe potuto apparire, a chi non lo conoscesse, imbarazzato. Ma di certo non poteva esserlo davvero, non lui. “Mai?”&lt;br /&gt;“Per l'appunto.”&lt;br /&gt;Il demone si strinse nelle spalle, cercando di far passare la cosa per un errore di poco conto. Naturalmente l'unico effetto fu di attirare l'attenzione di Aziraphale ancora di più su quel lapsus.&lt;br /&gt;“Cossssa vuoi che ti dica? Prima mi piombi qui dopo neanche un mese dall'ultima volta che ci siamo visssti, e poi ti incanti così, ero preoccupato.” sputò fuori rapidamente, quasi con violenza quelle ultime parole.&lt;br /&gt;“Preoccupato per me, caro?”&lt;br /&gt;“Per chi altri, idiota?”&lt;br /&gt;Pronunciate da chiunque altro quelle ultime due frasi sarebbero state soltanto prese in giro e insulti, ma ormai avevano un modo di comunicare, loro due, che andava ben oltre le parole. Oltre al ghigno di Crowley e all'espressione asettica di Aziraphale, che erano un po' la stessa cosa, come degli abiti da lavoro.&lt;br /&gt;L'angelo allungò la mano verso quella dell'altro con l'intenzione di dare qualche colpetto a mo' di rassicurazione, ma Crowley fu più rapido: voltò il palmo verso l'alto e afferrò Aziraphale per il polso. Si alzò, sporgendosi verso di lui al di sopra del tavolino.&lt;br /&gt;Aziraphale poteva avere &lt;i&gt;l'aspetto&lt;/i&gt; di un librario, ma di certo non ne aveva i riflessi; si rese conto che qualcosa di molto sbagliato stava per succedere, e scattò indietro appena in tempo.&lt;br /&gt;Crowley gli scoccò un'occhiataccia e non mollò la presa sul suo polso. “Davvero, angelo?”&lt;br /&gt;“Un conto è il nostro Accordo,” protestò Aziraphale, rendendosi conto di essere a corto del fiato che comunque non gli serviva “un altro è... andare a letto col nemico!”&lt;br /&gt;A quello, Crowley non si degnò neanche di rispondere, ma alzò gli occhi. Non al cielo, ma al piano di sopra, alla sua camera. La camera dove Aziraphale si era sentito abbastanza al sicuro da &lt;i&gt;addormentarsi&lt;/i&gt;. Poteva anche non saperne molto di sentimenti, ma era troppo intelligente per continuare a nascondersi dietro un dito.&lt;br /&gt;Lentamente, quasi a volersi dare il tempo di tornare indietro, si alzò, avvicinandosi a Crowley. Non che volesse, tornare indietro. E baciare il suo demone non si rivelò neanche così strano. Non più che barcollare ubriaco a braccetto con lui, o leggere tenendoselo acciambellato sulle ginocchia durante l'ultima parte del suo stupido letargo, o avere nostalgia della sua totale amoralità e della sua inventiva quando non si vedevano per anni. Non era strano, ma allo stesso tempo era nuovo, e Aziraphale si ritrovò a riflettere sulle differenze fra la teoria e la pratica, ripensando ad alcuni sonetti d'amore che aveva letto recentemente, ma che non gli facevano neanche lontanamente lo stesso effetto delle labbra di Crowley. E del suo corpo premuto contro di lui. E della sua mano ancora stretta intorno al suo polso, così forse da lasciare il segno, ma siccome Aziraphale era sicuro che Crowley non gli avrebbe mai fatto del male, il dolore semplicemente non veniva registrato. E dell'altra mano affondata fra i suoi capelli.&lt;br /&gt;E Aziraphale non era mai stato tanto felice di poter sperimentare anche il piano corporeo dell'esistenza.&lt;br /&gt;Arrivarono fino al piano superiore, quasi senza staccarsi. Non era difficile, abituati com'erano a danzarsi l'uno intorno all'altro nello stretto spazio della libreria di Aziraphale. Certo, c'erano gli scalini di mezzo, ma erano ben coordinati.&lt;br /&gt;Crowley iniziò a tirargli i vestiti senza scopo, come indeciso su cosa iniziare a levargli prima.&lt;br /&gt;“Mio caro, lascia...”&lt;br /&gt;L'angelo fu nuovamente interrotto, stavolta da un morso al labbro inferiore, e, oh, era piacevole. Distratto, non fece caso alle dita di Crowley che avevano iniziato a slacciare e sbottonare, finché non sentì la pelle contro la sua. Si stupì del fatto che fosse così calda, si diede dello stupido per essersene stupito e iniziò sfiorare con le mani e con le labbra tutto quello che riusciva a raggiungere. Crowley non era da meno, e Aziraphale sentiva brividi sempre più forti scorrergli sotto la pelle, nelle ossa, dentro e fuori. Gemiti riempirono l'aria, e lui non avrebbe saputo dire con certezza da quale gola provenissero. Si aggrapparono l'uno all'altro, tirando, spingendo, scoordinati come mai prima, ridendo, gemendo soffiandosi sulla pelle sudata, respirando come se ne avessero avuto bisogno, graffiandosi, baciandosi, spiegazzando ogni millimetro delle lenzuola, finché non arrivarono al limite, e lo superarono, Crowley col volto affondato nel suo collo, e Aziraphale inarcando la schiena, le labbra spalancate ma ormai silenziose.&lt;br /&gt;Si accasciarono in una pila scomposta di braccia e gambe, e Aziraphale si sentì &lt;i&gt;stanco&lt;/i&gt; per la prima volta in molti anni. Ma poteva chiudere gli occhi e riposare, stavolta, e Crowley non sembrava intenzionato a muoversi di un millimetro.&lt;br /&gt;Dormire insieme diventò un'abitudine. Per la verità era più Crowley a dormire, mentre Aziraphale leggeva, o pianificava metodi per contrastare i piani del demone. Il fatto che i due si conoscessero così bene implicava che generalmente i loro piani portassero le rispettive fazioni ad uno stallo. Nessuno si lamentava, né da Sotto, né da Sopra, e loro due continuavano nei loro ruoli, con molto impegno e scarsi risultati. Di tanto in tanto venivano lodati per qualcosa che avevano fatto gli esseri umani senza alcun aiuto, ma generalmente restavano alla larga dai loro superiori e colleghi.&lt;br /&gt;Crowley in particolare aveva una vera e propria avversione per i suoi diretti superiori. Dal disgusto con cui parlava di Hastur e Ligur a volte ad Aziraphale sorgevano dei dubbi sul fatto che fosse davvero un demone lui stesso. Ovviamente non si azzardava a dare voce a questi dubbi.&lt;br /&gt;“È una quessssstione di sssssstile!” esclamava Crowley tutto preso, sibilando persino più del solito e agitando i pugni (o la coda, Aziraphale continuava a non farci molto caso) “Non puoi semplicemente andare in giro masssssacrando o tentando senza un piano! E poi, davvero, non sanno godersi la vita. Non apprezzano i vantaggi della Sssssuperficie.”&lt;br /&gt;“Mentre tu li apprezzi appieno.” notava Aziraphale con un sorrisetto.&lt;br /&gt;“E tu non sei da meno, angelo.” rispondeva Crowley, punzecchiandolo con la coda (o con un dito).&lt;br /&gt;A quel punto di solito Aziraphale arrossiva appena, rendendosi conto di quanto fosse impresentabile la sua vita&amp;sup9; in quel momento, e Crowley provvedeva a ricordargli che non era poi la fine del mondo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quello che molti umani non sapevano sui serpenti era che alcune specie fossero molto docili, specialmente i più grandi, come i pitoni. Un'altra cosa che quasi nessuno di curava di scoprire era quanto potessero diventare protettivi, specialmente le femmine e specialmente nei confronti dei cuccioli, anche quelli umani.&lt;br /&gt;Crowley non era esattamente un pitone, per quanto ci somigliasse, e certamente non era femmina, ed Aziraphale non era un cucciolo. Ma se qualcuno si fosse anche solo avvicinato all'angelo mentre questi riposava con la testa appoggiata sulle squame del suo demone, si sarebbe quasi certamente ritrovato con qualche dito in meno, creatura sovrannaturale o mortale che fosse.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;------------------&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&amp;sup1; Etichetta discutibile. Gli angeli, e di conseguenza i demoni, non hanno sesso, a meno che non si sforzino (“angels are sexless unless they really want to make an effort”, come precisato nel libro). Per quanto il loro aspetto preferito nel mescolarsi agli umani possa essere maschile, non ha nulla a che vedere con la loro essenza. Nell'attesa di una definizione per l'amore&amp;sup1.;&amp;sup2; privo di genere, ci si arrangia come si può.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&amp;sup1.01; Crowley sibila contrariato alla menzione di questo termine. Aziraphale non si esprime. L'autrice si sente autorizzata a continuare ad usarlo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&amp;sup2; In quanto entità sovrannaturale, non si trattava di un &lt;i&gt;vero&lt;/i&gt; serpente, ma Aziraphale aveva sempre avuto il massimo rispetto per le forme corporee scelte dagli altri esseri spirituali. Non per niente era stato l'unico a non ridere in faccia a Metatron per i successivi due millenni dopo la sua comparsa sulla Terra in forma di cespuglio infuocato. D'altra parte, persino lui doveva ammettere che Alan Rickman&amp;sup2.;&amp;sup01; fosse una scelta nettamente migliore.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&amp;sup2.01; Nel film &lt;i&gt;Dogma&lt;/i&gt;, del 1999, scritto e diretto da Kevin Smith. Memorabile anche come una delle rare occasioni in cui Aziraphale si sia lasciato trascinare al cinema da Crowley, anche se rifiuta tutt'ora di esprimere un'opinione sul film.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&amp;sup3; Letteralmente: all'alba del primo gennaio 1400.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&amp;sup4; In Corea esisteva già da oltre due secoli. L'autrice ammette di aver trovato quest'informazione su Wikipedia nonostante ci sia una biblioteca universitaria a meno di cinque minuti da casa sua, e spera vivamente che Aziraphale non legga mai questa fanfiction. Ci tiene troppo alla salute del suo computer.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&amp;sup5; Da quanto sono usciti gli e-reader, Aziraphale è diventato così intrattabile che Crowley ha più volte minacciato di venire meno al loro Accordo e di disintegrarlo. O di disintegrargli un rotolo proveniente direttamente dalla Biblioteca di Alessandria, la cui storia meriterebbe un intero capitolo a sé. Basti sapere che, ai tempi dell'incendio, Crowley per poco non si era preso una lavata di capo dai suoi superiori per averlo salvato e portato all'angelo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&amp;sup6; La diatriba fra i due non è ancora chiusa, e anzi, con l'avvento dei nuovi media si è fatta sempre più vivace. La prima Enciclopedia era stata un colpo quasi mortale agli argomenti di Crowley, ma Il Foglio, Moccia e la Meyer hanno reso questa discussione molto dolorosa per Aziraphale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&amp;sup7; Crowley sibila contrariato alla menzione di questo verbo. Aziraphale non si esprime. L'autrice si sente autorizzata a non cancellarlo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&amp;sup8; Il verbo “conoscere”, in questo caso, che un collezionista di Bibbie come Aziraphale non dovrebbe usare a sproposito, specialmente dopo aver passato la notte nel letto di un demone... in senso assolutamente non biblico. Per ora.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&amp;sup9; La sua vita, in effetti, era coperta dai segni di succhiotti e morsi, e in quel preciso momento era avvolta dalle spire del Serpente dell'Eden, e c'era da augurarsi che Metatron non dovesse comunicargli nulla di urgente almeno per le successive due ore, perché non aveva alcuna intenzione di muoversi.&lt;a name='cutid1-end'&gt;&lt;/a&gt;&lt;br&gt;&lt;br&gt;</content>
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    <title>[Supernatural RPF] The one in the black v-neck who's in love with you</title>
    <published>2012-04-19T22:23:23Z</published>
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    <content type="html">&lt;b&gt;Titolo:&lt;/b&gt; The one in the black v-neck who's in love with you, or, The one in the orange underwear who's in love with you (sì, è una citazione di Balthazar che shippa Destiel *si imbizzarrisce*) (se digitate 'Misha Collins orange underwear' su google vengono fuori una quantità di boiate inimmaginabili, tra cui incidenti che includono Richard, ma quello a cui penso io è &lt;a href="http://twitpic.com/6f1u08" rel="nofollow"&gt;questo&lt;/a&gt;)&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Fandom:&lt;/b&gt; Supernatural cast&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Personaggi/Pairing:&lt;/b&gt; Misha Collins/Sebastian Roché, menzione di Sheppard, Matt/Richard, J2, Vicky&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Warning:&lt;/b&gt; quei due sono un warning in sé, ed implicano crack e slash esplicito a causa del fanservice semipornografico a cui si dedicano per hobby [&lt;a href="http://gondolin-maid.tumblr.com/post/21370057765/sohetero" rel="nofollow"&gt;dimostrazione&lt;/a&gt;], fluff&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Rating:&lt;/b&gt; PG&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Conteggio parole:&lt;/b&gt; 1219&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Note:&lt;/b&gt; ~ Per Selene Silver, in pagamento per la sua &lt;a href="http://www.efpfanfic.net/viewstory.php?sid=988182" rel="nofollow"&gt;splendida Cockles&lt;/a&gt; ♥ (no, seriamente, gente, andate a leggerla, è adorabile!)&lt;br /&gt;Sono un demone piuttosto lento nel portare a termine la mia parte nei contratti, ma sono di parola. Adesso vado a seppellirmi, perché il nonsense di questa cosa mi imbarazza profondamente.&lt;br /&gt;~ I panel descritti qui sono un misto fra cose che hanno detto e fatto in varie convention e dettagli inventati. Naturalmente le cose più idiote sono farina del loro sacco.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a name="cutid1"&gt;&lt;/a&gt;«Nessuno scrive fanfiction su di noi» si stava lamentando Sebastian, scorrendo con aria insoddisfatta le sezioni RPS di AO3 e fanfiction.net. Era sdraiato di traverso sul letto, supino, il computer troppo vicino agli occhi e il lenzuolo arrotolato da qualche parte intorno alle caviglie.&lt;br /&gt;«E tu piantala di stare lì a fissarmi il culo e torna a letto» aggiunse «Non abbiamo un panel prima di altre due ore.»&lt;br /&gt;Misha ridacchiò, perché in effetti era proprio quello che stava facendo. Ma stava anche meditando sui misteri del fandom.&lt;br /&gt;«Jared e Jensen» stava continuando Sebastian nel frattempo «Tu e Jensen. Jeffrey Dean Morgan e Jensen. Tu e Matt, persino!» esclamò frustrato «Ma lo sanno tutti che Matt sta con Richard, sono praticamente sposati!»&lt;br /&gt;«Questo significa una sola cosa» rispose Misha con un sorrisetto malefico.&lt;br /&gt;Sebastian lo guardò divertito, in attesa.&lt;br /&gt;«Scateniamo il fanservice.»&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sebastian sapeva bene che quando Misha si metteva in mente una cosa, non c'era nulla che potesse trattenerlo. Non il buon senso, non i consigli degli amici e non di certo concetti a suo dire sorpassati come la decenza. Sapeva anche che in quanto persona adulta e sensata (anche Misha in teoria lo era, ma dall'alto dei suoi dieci anni in più Sebastian si sentiva responsabile), sarebbe stato suo dovere non dargli retta, e meno che mai fomentarlo.&lt;br /&gt;La verità però era che metà del divertimento, con Misha, era proprio lasciarsi trascinare dalle sue idee folli.&lt;br /&gt;Il panel iniziò a degenerare prima ancora di iniziare, visto che la scaletta che portava al palco era occupata da Jared che lanciava caramelle gommose a Jensen. Misha non trovò niente di meglio da fare che derubare la co-star e infilarsi in tasca tutto il pacchetto di orsetti, prima di correre sul palco. Non che questo l'avrebbe salvato, vista la frequenza con cui si crashavano i panel a vicenda, ma a giudicare dallo sguardo assassino di Jared, la vendetta sarebbe stata rimandata... e sarebbe stata terribile. Sebastian non invidiava affatto Misha, in quel momento.&lt;br /&gt;La prima domanda da parte di un fan avrebbe potuto quasi portare a delle discussioni intelligenti sugli angeli, sui loro ruoli nella gerarchia celeste o sulla struttura del Paradiso. Naturalmente non successe.&lt;br /&gt;«Castiel e Balthazar si sono conosciuti al college degli angeli» spiegò tranquillamente Misha, strappando al pubblico una risata unanime.&lt;br /&gt;Sebastian prese la palla al balzo. «Castiel andava a prendere Balthazar dopo i festini, quando era troppo ubriaco per guidare.»&lt;br /&gt;«Per volare, vorrai dire» lo corresse Misha, rivolgendogli un sorriso. Dall'esterno avrebbe potuto sembrare uno dei suoi normali ghigni soddisfatti, ma quello aveva una sfumatura diversa, era uno apposta per lui, complice. Tornò a guardare verso la platea. «Ci sono norme molto strette sul consumo di alcool in Paradiso. Possono ritirarti la patente al primo sgarro.»&lt;br /&gt;«Anche se naturalmente non possono sequestrarti le ali» gli fece notare Sebastian, guadagnandosi un altro scoppio di risate da parte dei fan.&lt;br /&gt;In qualche modo, si finì a parlare di porno. Era un effetto collaterale di Misha, non si poteva lasciarlo parlare per più di mezz'ora senza che succedesse.&lt;br /&gt;«E chi sarebbe il tuo partner ideale con cui girare un porno?» chiese dal fondo della platea una voce... decisamente familiare.&lt;br /&gt;«Sicuramente non tu» rispose Misha ridendo, quando si accorse di chi aveva posto la domanda «La scena in cui Castiel e Crowley consumavano il loro matrimonio era talmente pessima che abbiamo dovuto tagliarla, come ben sai. Non c'è chimica, Mark, mi dispiace.»&lt;br /&gt;Sheppard rise, con una nota derisoria che era più di Crowley che sua, e Sebastian si chiese se Misha non avesse organizzato tutto.&lt;br /&gt;«Con chi c'è chimica, allora?»&lt;br /&gt;Successe tutto così in fretta che Sebastian ebbe appena il tempo di registrare di essere stato tirato su dalla sedia, e non fece in tempo a recuperare l'equilibrio che Misha aveva già una gamba intorno alla sua vita e una mano sulla sua bocca e stava fingendo di baciarlo.&lt;br /&gt;&lt;i&gt;Signori e signore, il premio Oscar per il fanservice va a Misha Collins&lt;/i&gt;, pensò piuttosto incoerentemente Sebastian, concentrandosi sul non levare di mezzo la mano dell'altro e impossessarsi davvero di quelle labbra.&lt;br /&gt;«Trovatevi una camera!» giunse l'urlo di Jared da qualche parte dietro di loro.&lt;br /&gt;Misha si staccò e si voltò per fare un gestaccio al collega.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Alla successiva convention, quando arrivò il loro turno erano felicemente impegnati ad esplorarsi le tonsille a vicenda dietro il palco. Erano &lt;i&gt;così impegnati&lt;/i&gt; che non avevano sentito la chiamata, e così quando qualcuno gli batté qualche colpetto sulla spalla per richiamare la sua attenzione, Sebastian trasalì e morse il labbro inferiore di Misha con un po' troppa violenza. L'altro però si lasciò sfuggire un mugolio inconfondibile. Sarebbe stato molto interessante esplorare la cosa, se non ci fosse stato Jim che si schiariva la gola e borbottava contro “certi idioti con gli ormoni in subbuglio” con una veemenza che avrebbe fatto impallidire Bobby.&lt;br /&gt;Per evitarsi una ramanzina, si buttarono sul palco di corsa. Letteralmente: entrarono correndo e si lanciarono uno addosso all'altro. Misha fu il primo a rialzarsi, e cercò di prenderlo in braccio, finendo a rotolare di nuovo per terra con lui, mentre i fan ridevano, urlavano e fischiavano. Sebastian avrebbe potuto giurare di sentire qualche incitamento meno che casto.&lt;br /&gt;«O io sto invecchiando, o tu sei ingrassato» gli sussurrò Misha, senza fiato, mentre si rialzavano.&lt;br /&gt;«Sono tutti muscoli, Collins.»&lt;br /&gt;«Ah, davvero, &lt;i&gt;Roché&lt;/i&gt;?»&lt;br /&gt;«Puoi controllare, più tardi.»&lt;br /&gt;«Puoi scommetterci.»&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Col tempo Sebastian iniziò a pensare a quella cosa come ad una sfida. Una gara a chi riusciva ad essere più esplicito senza chiamare una conferenza stampa e annunciare &lt;i&gt;seriamente&lt;/i&gt; la loro relazione, e una gara a chi riusciva a sorprendere l'altro. E accidenti se quella non era l'attitudine di Misha che stava iniziando a restargli addosso. D'altra parte, dava troppe soddisfazioni per rinunciarci.&lt;br /&gt;A Roma, durante una foto di gruppo, Sebastian si avvicinò a Misha per dargli un bacio sulla guancia. Pur con tutto il suo parlare di porno e il suo fare battutine sarcastiche che facevano diventare bordò il povero Jensen ogni volta che lo beccava mano nella mano con Jared, Misha apprezzava i piccoli gesti di tenerezza. Solo che, come diceva sempre, aveva la sua pessima reputazione da mantenere. Un'ombra di barba gli solleticò le labbra, e Sebastian portò una mano verso la nuca di Misha per accarezzargli i capelli e il collo. Misha sorrise beatamente e per poco non iniziò a fare le fusa.&lt;br /&gt;Durante i restanti tre giorni della convention, Sebastian approfittò di ogni momento utile per fare i grattini a quella sorta di gatto troppo cresciuto.&lt;br /&gt;Qualche settimana dopo, gli arrivò un pacchetto contenente una delle foto del primo giorno in una cornice di legno scuro, quello che Misha usava più spesso per i suoi lavori di falegnameria.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Extra: gli sms di Misha e Vicky&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;V: La gente inizierà a pensare che lui sia il marito ed io l'amante.&lt;br /&gt;M: È che nessuno ci shippa, e Sebastian era dispiaciuto.&lt;br /&gt;V: Bastava che promptassi qualcosa a me *frowny face*&lt;br /&gt;M: Non sono sicuro che tu scriva un Misha IC :P&lt;br /&gt;V: Ma scrivo le PWP migliori.&lt;br /&gt;M: Solo tu riesci ad avere l'ultima parola con l'Overlord XD &amp;lt;3&lt;br /&gt;V: Perché la First Lady ha sempre ragione &amp;lt;3&lt;br /&gt;M: Ora devo andare. Dai un pizzicotto a West da parte mia. xxx&lt;br /&gt;V: Tu danne uno Sebastian da parte mia ;) xxx&lt;a name='cutid1-end'&gt;&lt;/a&gt;&lt;br&gt;&lt;br&gt;</content>
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    <title>[A Dangerous Method] Such a dirty mind</title>
    <published>2012-04-13T20:20:52Z</published>
    <updated>2012-04-13T20:47:48Z</updated>
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    <content type="html">&lt;b&gt;Fandom:&lt;/b&gt; A Dangerous Method&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Personaggi/Pairing:&lt;/b&gt; Sigmund Freud/Carl Gustav Jung&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Titolo:&lt;/b&gt; Such a dirty mind&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Rating:&lt;/b&gt; PG&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Warning:&lt;/b&gt; slash (niente di esplicito... ma pieno di riferimenti sconci)&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Conteggio parole:&lt;/b&gt; 507&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Scritto per:&lt;/b&gt; &lt;a href="ered-chronicles.livejournal.com/61446.html?thread=99590#t99590"&gt;questo prompt&lt;/a&gt; di &lt;span class='ljuser ljuser-name_sepherim_ml' lj:user='sepherim_ml' style='white-space:nowrap'&gt;&lt;a href='http://sepherim-ml.livejournal.com/profile'&gt;&lt;img src='http://l-stat.livejournal.com/img/userinfo.gif?v=92.1' alt='[info]' width='16' height='16' style='vertical-align: bottom; border: 0; padding-right: 1px;'/&gt;&lt;/a&gt;&lt;a href='http://sepherim-ml.livejournal.com/'&gt;&lt;b&gt;sepherim_ml&lt;/b&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt; &lt;br /&gt;Non so che problemi ho coi verbi in questo periodo, ma le drabble mi nascono tutte la presente, anche quando poi diventano decisamente più lunghe. Spero solo di non suonare troppo come Moccia.&lt;br /&gt;Ho scritto questa cosa ascoltando i Queen. Per la precisione, tutte le canzoni più sconce dei Queen. Oh, &lt;i&gt;ho amato&lt;/i&gt; il tuo prompt, cara.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a name="cutid1"&gt;&lt;/a&gt;"Si rende conto che abbiamo parlato ininterrottamente per tredici ore?" gli fa notare ad un certo punto Freud.&lt;br /&gt;"Oh", non può che constatare Jung, sorpreso, "Non immaginavo che sarebbe durata così a lungo. Voglio dire, essendo la prima volta, in persona è sempre diverso che per lettera."&lt;br /&gt;Freud aspira pigramente dal suo sigaro, lanciandogli di sottecchi uno sguardo divertito.&lt;br /&gt;"Che c'è?"&lt;br /&gt;"Si rende conto, vero, stimatissimo collega, del modo in cui ha strutturato la sua frase?"&lt;br /&gt;Per qualche secondo Jung sbatte le palpebre stupito, alla ricerca di un significato dietro quella frase sibillina. Quando finalmente capisce, si lascia andare ad una risata nervosa. "Andiamo, questa è la sua ossessione che mi infila in bocca cose che non intendo!"&lt;br /&gt;Stavolta Freud nemmeno risponde, ma solleva un angolo delle labbra in quel suo sorrisetto soddisfatto che a è Jung già diventato familiare.&lt;br /&gt;"Oh, insomma! Ha capito benissimo cosa intendevo dire! E non intendo affatto prestarmi ai suoi giochetti."&lt;br /&gt;Freud alza le mani in segno di resa, ma la sua espressione dice tutt'altro.&lt;br /&gt;Da quel momento in poi, Jung sta molto più attento a quello che dice. Il che ovviamente lo porta a scivolare su frasi sempre più ambigue. E ci fossero solo le parole! Oh, no, invece. Gli occhi di Freud lo seguono costantemente, mentre a colazione taglia una salsiccia, mentre giocherella con una penna, mentre accarezza inconsciamente il bastone da passeggio... ad un certo punto Jung è sicuro che ci sia una sottile nebbiolina di sottintesi sessuali che lo segue ovunque. Le sue notti si fanno lunghe ed insopportabili: si sveglia più volte sudato e agitato senza ricordare un solo istante dei propri sogni.&lt;br /&gt;Finché non arriva il giorno in cui sbotta, di rimando ad un commento sul suo essere riuscito ad infilare 'lungo', 'duro' e 'grosso' nella stessa frase: "E lei, col suo stramaledettissimo sigaro sempre fra le labbra? Non mi dica che &lt;i&gt;quello&lt;/i&gt; non è fallico, allora! Quindi lei dovrebbe ammettere che non tutto è una perversione clinica o accettare che...", non riesce a terminare la frase, ma è certo di aver provato il punto.&lt;br /&gt;Contrariamente alle aspettative di Jung, però, Freud non si offende, non si scompone; invece, si alza e gli si avvicina, soffiandogli addosso una nuvoletta di fumo. "Era anche ora che ci arrivasse, mi aspettavo che fosse molto meno faticoso con un uomo della sua intelligenza."&lt;br /&gt;Jung apre e chiude la bocca un paio di volte. Poi si gira ed esce di corsa dallo studio, seguito dalla risata di Freud.&lt;br /&gt;La mattina dopo, per la prima volta da quando è arrivato a Vienna, si ricorda cos'ha sognato, e non ha mai avuto tanta voglia di provare le meraviglie dell'oppio in vita sua. O di ubriacarsi fino a dimenticare. Quando scende per colazione, il dottor Freud è ancora in vestaglia, e sta addentando con gusto una mela. Jung gliela strappa di mano, si rende conto che l'isteria evidentemente non è solo un problema femminile, la lancia dall'altra parte della stanza (la mela. Purtroppo liberarsi dell'isteria non è altrettanto facile), e bacia il collega.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;[In questo istante, mentre posto, c'è Freddy Mercury che geme e mugola e ulula. Quanto amo i live XD]&lt;a name='cutid1-end'&gt;&lt;/a&gt;&lt;br&gt;&lt;br&gt;</content>
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    <title>[Supernatural] It's alright - Ci arrangiamo con quello che siamo.</title>
    <published>2012-04-13T01:23:30Z</published>
    <updated>2012-04-13T01:24:02Z</updated>
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    <title> [Tabelle per Se non piangi] settepeccati, moviesquotefic, settemì</title>
    <published>2012-04-12T03:42:17Z</published>
    <updated>2012-04-12T03:52:06Z</updated>
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    <content type="html">&lt;a name="cutid1"&gt;&lt;/a&gt;&lt;div style="text-align: center"&gt;&lt;table bordercolor="#cc00ff" height="48" cellspacing="1" width="150" align="center" bgcolor="#cc00ff" border="1"&gt;&lt;tbody&gt;&lt;tr&gt;&lt;td width="50%" bgcolor="#ffff99" height="17" style="text-align: center"&gt;&lt;font color="#000000"&gt;&lt;a href="http://community.livejournal.com/settepeccati/"&gt;Settepeccati&lt;/a&gt; &lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Se non piangi di questo&lt;/strong&gt; &lt;br /&gt;&lt;span class='ljuser ljuser-name_gondolin_maid' lj:user='gondolin_maid' style='white-space:nowrap'&gt;&lt;a href='http://gondolin-maid.livejournal.com/profile'&gt;&lt;img src='http://l-stat.livejournal.com/img/userinfo.gif?v=92.1' alt='[info]' width='16' height='16' style='vertical-align: bottom; border: 0; padding-right: 1px;'/&gt;&lt;/a&gt;&lt;a href='http://gondolin-maid.livejournal.com/'&gt;&lt;b&gt;gondolin_maid&lt;/b&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/font&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;tr&gt;&lt;td width="50%" bgcolor="#ffff99" height="17" style="text-align: center"&gt;&lt;font color="#000000"&gt;&lt;center&gt;01) Ira&lt;/center&gt;&lt;/font&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;tr&gt;&lt;td align="center" width="50%" bgcolor="#ffff99" height="17"&gt;&lt;font color="#000000"&gt;02) Accidia&lt;/font&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;tr&gt;&lt;td align="center" width="50%" bgcolor="#ffff99" height="17"&gt;&lt;font color="#000000"&gt;03) Lussuria&lt;/font&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;tr&gt;&lt;td align="center" width="50%" bgcolor="#ffff99" height="17"&gt;&lt;font color="#000000"&gt;04) Avarizia&lt;/font&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;tr&gt;&lt;td align="center" width="50%" bgcolor="#ffff99" height="17"&gt;&lt;font color="#000000"&gt;05) Gola&lt;/font&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;tr&gt;&lt;td align="center" width="50%" bgcolor="#ffff99" height="17"&gt;&lt;font color="#000000"&gt;06) Invidia&lt;/font&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;tr&gt;&lt;td align="center" width="50%" bgcolor="#ffff99" height="17"&gt;&lt;font color="#000000"&gt;07) Superbia&lt;/font&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;tr&gt;&lt;td align="center" width="50%" bgcolor="#cc99ff" height="17"&gt;&lt;font color="#000000"&gt;Progresso: &lt;br /&gt;00/07&lt;/font&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;&lt;a name='cutid1-end'&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a name="cutid2"&gt;&lt;/a&gt;&lt;div style="text-align: center"&gt;&amp;nbsp;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;table bordercolor="#577faf" cellspacing="0" cellpadding="4" align="center" border="2"&gt;&lt;tbody&gt;&lt;tr&gt;&lt;td&gt;&lt;center&gt;&lt;b&gt;&lt;a href="http://community.livejournal.com/moviesquote_fic/"&gt;Movies Quote Challenge&lt;/a&gt;&lt;/b&gt; (set 1) &lt;br /&gt;&lt;b&gt;Se non piangi di questo &lt;br /&gt;Autore:&lt;/b&gt; &lt;span class='ljuser ljuser-name_gondolin_maid' lj:user='gondolin_maid' style='white-space:nowrap'&gt;&lt;a href='http://gondolin-maid.livejournal.com/profile'&gt;&lt;img src='http://l-stat.livejournal.com/img/userinfo.gif?v=92.1' alt='[info]' width='16' height='16' style='vertical-align: bottom; border: 0; padding-right: 1px;'/&gt;&lt;/a&gt;&lt;a href='http://gondolin-maid.livejournal.com/'&gt;&lt;b&gt;gondolin_maid&lt;/b&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/center&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;tr&gt;&lt;td&gt;&lt;center&gt;1. &amp;quot;Lo accettiamo, uno di noi!&amp;quot; (The Dreamers)&lt;/center&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;tr&gt;&lt;td&gt;&lt;center&gt;2. &amp;quot;L'avvenire &amp;egrave; dei curiosi di professione.&amp;quot; (Jules e Jim) &lt;/center&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;tr&gt;&lt;td&gt;&lt;center&gt;3. &amp;quot;Sono le 10:25 e io non ho pi&amp;ugrave; niente da perdere.&amp;quot; (C'era una volta in America)&lt;/center&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;tr&gt;&lt;td&gt;&lt;center&gt;4. &amp;quot;Ma lo sai che il se &amp;egrave; la sillaba centrale di essere?&amp;quot; (Apocalypse Now)&lt;/center&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;tr&gt;&lt;td&gt;&lt;center&gt;5. &amp;quot;Non ci si pu&amp;ograve; fidare di uno che non ha niente da perdere.&amp;quot; (The Departed)&lt;/center&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;tr&gt;&lt;td&gt;&lt;center&gt;6. &amp;quot;Il sacrificio &amp;egrave; il prezzo per un buon numero.&amp;quot; (The Prestige)&lt;/center&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;tr&gt;&lt;td&gt;&lt;center&gt;7. &amp;quot;In apparenza la legge va sempre rispettata, soprattutto quando viene infranta.&amp;quot; (Gangs of New York)&lt;/center&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;tr&gt;&lt;td&gt;&lt;center&gt;Progresso: 0/7&lt;/center&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;&lt;a name='cutid2-end'&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a name="cutid3"&gt;&lt;/a&gt;&lt;table cellspacing="1" cellpadding="1" width="200" align="center" border="1"&gt;&lt;caption&gt;&lt;b&gt;Se non piangi di questo&lt;/b&gt; @ &lt;span class='ljuser ljuser-name_settemi_ita' lj:user='settemi_ita' style='white-space:nowrap'&gt;&lt;a href='http://settemi-ita.livejournal.com/profile'&gt;&lt;img src='http://l-stat.livejournal.com/img/community.gif?v=92.1' alt='[info]' width='16' height='16' style='vertical-align: bottom; border: 0; padding-right: 1px;'/&gt;&lt;/a&gt;&lt;a href='http://settemi-ita.livejournal.com/'&gt;&lt;b&gt;settemi_ita&lt;/b&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/caption&gt;&lt;tbody&gt;&lt;tr&gt;&lt;td style="text-align: center"&gt;#1 Luned&amp;igrave;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;tr&gt;&lt;td style="text-align: center"&gt;#2 Marted&amp;igrave;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;tr&gt;&lt;td style="text-align: center"&gt;#3 Mercoled&amp;igrave;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;tr&gt;&lt;td style="text-align: center"&gt;#4 Gioved&amp;igrave;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;tr&gt;&lt;td style="text-align: center"&gt;#5 Venerd&amp;igrave;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;tr&gt;&lt;td style="text-align: center"&gt;#6 Sabato&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;tr&gt;&lt;td style="text-align: center"&gt;#7 Domenica&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;&lt;a name='cutid3-end'&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a name="cutid4"&gt;&lt;/a&gt;&lt;table bordercolor="#b87ab6" cellspacing="0" cellpadding="4" align="center" border="2"&gt;&lt;tbody&gt;&lt;tr&gt;&lt;td&gt;&lt;center&gt;&lt;b&gt;&lt;a href="http://community.livejournal.com/syllablesoftime/"&gt;Syllables Of Time&lt;/a&gt; &lt;/b&gt;&lt;/center&gt;&lt;center&gt;&lt;b&gt;Se non piangi di questo&lt;/b&gt; &lt;br /&gt;&lt;b&gt;Autrice:&lt;/b&gt; &lt;span class='ljuser ljuser-name_gondolin_maid' lj:user='gondolin_maid' style='white-space:nowrap'&gt;&lt;a href='http://gondolin-maid.livejournal.com/profile'&gt;&lt;img src='http://l-stat.livejournal.com/img/userinfo.gif?v=92.1' alt='[info]' width='16' height='16' style='vertical-align: bottom; border: 0; padding-right: 1px;'/&gt;&lt;/a&gt;&lt;a href='http://gondolin-maid.livejournal.com/'&gt;&lt;b&gt;gondolin_maid&lt;/b&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/center&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;tr&gt;&lt;td&gt;&lt;center&gt;1. Fino all'ultima sillaba del tempo stabilito&lt;/center&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;tr&gt;&lt;td&gt;&lt;center&gt;2. Siamo bugie del tempo&lt;/center&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;tr&gt;&lt;td&gt;&lt;center&gt;3. Sei nella traiettoria del mio controllo&lt;/center&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;tr&gt;&lt;td&gt;&lt;center&gt;4. Verr&amp;agrave; la notte e avr&amp;agrave; i tuoi occhi&lt;/center&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;tr&gt;&lt;td&gt;&lt;center&gt;5. Lento come il miele&lt;/center&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;tr&gt;&lt;td&gt;&lt;center&gt;6. Voglio svegliarmi scalciando e gridando&lt;/center&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;tr&gt;&lt;td&gt;&lt;center&gt;7. Indossa il tuo amore come se fosse odio&lt;/center&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;tr&gt;&lt;td&gt;&lt;center&gt;Progresso: 0/7&lt;/center&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;&lt;a name='cutid4-end'&gt;&lt;/a&gt;&lt;br&gt;&lt;br&gt;&lt;/div&gt;</content>
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    <title>[Tabella] 24 ore - Set 3</title>
    <published>2012-04-12T03:36:18Z</published>
    <updated>2012-04-12T03:36:18Z</updated>
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    <category term="raccolta: sehnsucht"/>
    <category term="°tabelle"/>
    <content type="html">&lt;table border="2" cellpadding="3" cellspacing="2" bordercolor="#000000" style="border-collapse: collapse"&gt;
&lt;a href="http://community.livejournal.com/24ore/"&gt;&lt;b&gt;24 Ore&lt;/a&gt; Writing Challenge&lt;/b&gt; *
&lt;b&gt;Autore:&lt;/b&gt; &lt;span class='ljuser ljuser-name_gondolin_maid' lj:user='gondolin_maid' style='white-space:nowrap'&gt;&lt;a href='http://gondolin-maid.livejournal.com/profile'&gt;&lt;img src='http://l-stat.livejournal.com/img/userinfo.gif?v=92.1' alt='[info]' width='16' height='16' style='vertical-align: bottom; border: 0; padding-right: 1px;'/&gt;&lt;/a&gt;&lt;a href='http://gondolin-maid.livejournal.com/'&gt;&lt;b&gt;gondolin_maid&lt;/b&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt; * &lt;b&gt;Set 3&lt;/b&gt; * &lt;b&gt;Fandom:&lt;/b&gt; RPF Storico/Voltaire, Friedrich II di Prussia&lt;tr&gt;
&lt;td&gt;01:00&lt;/td&gt;&lt;td&gt;&lt;a href="http://community.livejournal.com/ered_chronicles/34864.html#cutid2"&gt;Anima in fiamme&lt;/a&gt;&lt;/td&gt;
&lt;td&gt;02:00&lt;/td&gt;&lt;td&gt;&lt;a href="http://community.livejournal.com/ered_chronicles/34864.html#cutid3"&gt;Osare di sognare&lt;/a&gt;&lt;/td&gt;
&lt;td&gt;03:00&lt;/td&gt;&lt;td&gt;&lt;a href="http://community.livejournal.com/ered_chronicles/34864.html#cutid4"&gt;Vigilando&lt;/a&gt;&lt;/td&gt;
&lt;td&gt;04:00&lt;/td&gt;&lt;td&gt;&lt;a href="http://community.livejournal.com/ered_chronicles/37634.html"&gt;Ritira il tuo animo dal mio cuore&lt;/a&gt;&lt;/td&gt;
&lt;td&gt;05:00&lt;/td&gt;&lt;td&gt;&lt;a href="http://ered-chronicles.livejournal.com/45291.html#cutid2"&gt;Stupito&lt;/a&gt;&lt;/td&gt;
&lt;td&gt;06:00&lt;/td&gt;&lt;td&gt;&lt;a href="http://ered-chronicles.livejournal.com/45291.html#cutid3"&gt;L’angolo moribondo di un sogno infranto&lt;/a&gt;&lt;/td&gt;
&lt;/tr&gt;&lt;tr&gt;
&lt;td&gt;07:00&lt;/td&gt;&lt;td&gt;&lt;a href="http://ered-chronicles.livejournal.com/45291.html#cutid4"&gt;Eclisse di luna&lt;/a&gt;&lt;/td&gt;
&lt;td&gt;08:00&lt;/td&gt;&lt;td&gt;&lt;a href="http://ered-chronicles.livejournal.com/45291.html#cutid5"&gt;“Ho la nausea”&lt;/a&gt;&lt;/td&gt;
&lt;td&gt;09:00&lt;/td&gt;&lt;td&gt;&lt;a href="http://ered-chronicles.livejournal.com/45291.html#cutid6"&gt;Voglia di scappare&lt;/a&gt;&lt;/td&gt;
&lt;td&gt;10:00&lt;/td&gt;&lt;td&gt;Buio&lt;/td&gt;
&lt;td&gt;11:00&lt;/td&gt;&lt;td&gt;Nebbia&lt;/td&gt;
&lt;td&gt;12:00&lt;/td&gt;&lt;td&gt;Solitudine inviolata&lt;/td&gt;
&lt;/tr&gt;&lt;tr&gt;
&lt;td&gt;13:00&lt;/td&gt;&lt;td&gt;Monotonia&lt;/td&gt;
&lt;td&gt;14:00&lt;/td&gt;&lt;td&gt;Io non c’ero…&lt;/td&gt;
&lt;td&gt;15:00&lt;/td&gt;&lt;td&gt;Risata inaspettata&lt;/td&gt;
&lt;td&gt;16:00&lt;/td&gt;&lt;td&gt;Gelido pomeriggio&lt;/td&gt;
&lt;td&gt;17:00&lt;/td&gt;&lt;td&gt;Penna nera&lt;/td&gt;
&lt;td&gt;18:00&lt;/td&gt;&lt;td&gt;Vago tramonto&lt;/td&gt;
&lt;/tr&gt;&lt;tr&gt;
&lt;td&gt;19:00&lt;/td&gt;&lt;td&gt;Vita noiosa&lt;/td&gt;
&lt;td&gt;20:00&lt;/td&gt;&lt;td&gt;Leone in gabbia&lt;/td&gt;
&lt;td&gt;21:00&lt;/td&gt;&lt;td&gt;. … e se c’ero dormivo&lt;/td&gt;
&lt;td&gt;22:00&lt;/td&gt;&lt;td&gt;Silenzio intatto&lt;/td&gt;
&lt;td&gt;23:00&lt;/td&gt;&lt;td&gt;&lt;a href="http://community.livejournal.com/ered_chronicles/31989.html"&gt;Spirito maligno&lt;/a&gt;&lt;/td&gt;
&lt;td&gt;24:00&lt;/td&gt;&lt;td&gt;&lt;a href="http://community.livejournal.com/ered_chronicles/34864.html#cutid1"&gt;Ovunque tenebre e nulla più&lt;/a&gt;&lt;/td&gt;
&lt;/tr&gt;&lt;/table&gt;</content>
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    <title>[Tabella] Settenote - Set Bemolle</title>
    <published>2012-04-12T03:31:51Z</published>
    <updated>2012-04-12T03:33:45Z</updated>
    <category term="raccolta: i&amp;apos;d love to hate you"/>
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    <category term="community: settenote"/>
    <content type="html">&lt;center&gt;&lt;b&gt;I'd Love To Hate You&lt;/b&gt; {slash: Nikolai Luzhin/Kirill; fandom: La promessa dell'assassino} @ &lt;span class='ljuser ljuser-name_settenote' lj:user='settenote' style='white-space:nowrap'&gt;&lt;a href='http://settenote.livejournal.com/profile'&gt;&lt;img src='http://l-stat.livejournal.com/img/community.gif?v=92.1' alt='[info]' width='16' height='16' style='vertical-align: bottom; border: 0; padding-right: 1px;'/&gt;&lt;/a&gt;&lt;a href='http://settenote.livejournal.com/'&gt;&lt;b&gt;settenote&lt;/b&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;table border="2"&gt;&lt;tbody&gt;&lt;tr&gt;&lt;td&gt;&lt;img alt="" src="http://i38.tinypic.com/vhup2b.jpg" alt="" /&gt;&lt;td&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;tr&gt;&lt;td&gt;&lt;a href="http://community.livejournal.com/settenote/8880.html"&gt;1. Vodka – Korpiklaani 3:30&lt;/a&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;tr&gt;&lt;td&gt;&lt;a href="http://community.livejournal.com/settenote/15954.html"&gt;2. Placebo – For What It's Worth 2:47&lt;/a&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;tr&gt;&lt;td&gt;&lt;a href="http://community.livejournal.com/ered_chronicles/37969.html"&gt;3. Nothing else matters – Metallica 6:29&lt;/a&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;tr&gt;&lt;td&gt;&lt;a href="http://ered-chronicles.livejournal.com/46803.html#cutid1"&gt;4. Gotthard – Human Zoo 3:28&lt;/a&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;tr&gt;&lt;td&gt;&lt;a href="http://ered-chronicles.livejournal.com/46803.html#cutid2"&gt;5. Rose – Anna Tsuchiya 3:49&lt;/a&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;tr&gt;&lt;td&gt;&lt;a href="http://ered-chronicles.livejournal.com/48768.html#cutid1"&gt;6. Silence of the darkness – Kamelot 3:43&lt;/a&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;tr&gt;&lt;td&gt;&lt;a href="http://ered-chronicles.livejournal.com/48768.html#cutid2"&gt;7. Fragile – Sting 3:54&lt;/a&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;tr&gt;&lt;td&gt;8. Smells like teen spirits – Nirvana 4:57&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;tr&gt;&lt;td&gt;9. The islander – Nightwish 5:06&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;tr&gt;&lt;td&gt;10. Sick and tired – Anastacia 3:30&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;tr&gt;&lt;td&gt;Progresso: 7/10&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;&lt;/center&gt;&lt;br&gt;&lt;br&gt;</content>
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    <title>[Tabella] Mezzatabella Maledetta</title>
    <published>2012-04-12T03:29:16Z</published>
    <updated>2012-04-12T03:29:16Z</updated>
    <category term="fanfiction: there is time for us"/>
    <category term="°tabelle"/>
    <content type="html">&lt;a name="cutid1"&gt;&lt;/a&gt;&lt;center&gt;&lt;table border="2" cellpadding="3" cellspacing="2"&gt;
&lt;tr&gt;
&lt;td&gt;01.&lt;/td&gt;&lt;td&gt;Addio.&lt;/td&gt;
&lt;td&gt;02.&lt;/td&gt;&lt;td&gt;Ricordi.&lt;/td&gt;
&lt;td&gt;03.&lt;/td&gt;&lt;td&gt;&lt;a href="http://community.livejournal.com/mezza_tabella/63480.html"&gt;Speranza.&lt;/a&gt;&lt;/td&gt;
&lt;td&gt;04.&lt;/td&gt;&lt;td&gt;Bellezza.&lt;/td&gt;
&lt;td&gt;05.&lt;/td&gt;&lt;td&gt;Fotografia.&lt;/td&gt;
&lt;/tr&gt;&lt;tr&gt;

&lt;b&gt;Alessandro/Efestione&lt;/b&gt; @ &lt;span class='ljuser ljuser-name_mezza_tabella' lj:user='mezza_tabella' style='white-space:nowrap'&gt;&lt;a href='http://mezza-tabella.livejournal.com/profile'&gt;&lt;img src='http://l-stat.livejournal.com/img/community.gif?v=92.1' alt='[info]' width='16' height='16' style='vertical-align: bottom; border: 0; padding-right: 1px;'/&gt;&lt;/a&gt;&lt;a href='http://mezza-tabella.livejournal.com/'&gt;&lt;b&gt;mezza_tabella&lt;/b&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt; (OFC [Vittoria], AU, slash, lemon, commedia, dark)
&lt;td&gt;06.&lt;/td&gt;&lt;td&gt;Gatto.&lt;/td&gt;
&lt;td&gt;07.&lt;/td&gt;&lt;td&gt;Cane.&lt;/td&gt;
&lt;td&gt;08.&lt;/td&gt;&lt;td&gt;Musica.&lt;/td&gt;
&lt;td&gt;09.&lt;/td&gt;&lt;td&gt;Fuochi d'artificio.&lt;/td&gt;
&lt;td&gt;10.&lt;/td&gt;&lt;td&gt;Cioccolato.&lt;/td&gt;
&lt;/tr&gt;&lt;tr&gt;
&lt;td&gt;11.&lt;/td&gt;&lt;td&gt;Carta.&lt;/td&gt;
&lt;td&gt;12.&lt;/td&gt;&lt;td&gt;Paura.&lt;/td&gt;
&lt;td&gt;13.&lt;/td&gt;&lt;td&gt;Sole.&lt;/td&gt;
&lt;td&gt;14.&lt;/td&gt;&lt;td&gt;Sangue.&lt;/td&gt;
&lt;td&gt;15.&lt;/td&gt;&lt;td&gt;Bambola.&lt;/td&gt;
&lt;/tr&gt;&lt;tr&gt;
&lt;td&gt;16.&lt;/td&gt;&lt;td&gt;Ali.&lt;/td&gt;
&lt;td&gt;17.&lt;/td&gt;&lt;td&gt;Cuscino.&lt;/td&gt;
&lt;td&gt;18.&lt;/td&gt;&lt;td&gt;Candela.&lt;/td&gt;
&lt;td&gt;19.&lt;/td&gt;&lt;td&gt;Dolce.&lt;/td&gt;
&lt;td&gt;20.&lt;/td&gt;&lt;td&gt;Amaro.&lt;/td&gt;
&lt;/tr&gt;&lt;tr&gt;
&lt;td&gt;21.&lt;/td&gt;&lt;td&gt;Pelle.&lt;/td&gt;
&lt;td&gt;22.&lt;/td&gt;&lt;td&gt;Ghiaccio.&lt;/td&gt;
&lt;td&gt;23.&lt;/td&gt;&lt;td&gt;Sogno.&lt;/td&gt;

&lt;td&gt;24.&lt;/td&gt;&lt;td&gt;Incubo.&lt;/td&gt;
&lt;td&gt;25.&lt;/td&gt;&lt;td&gt;Risveglio.&lt;/td&gt;
&lt;/tr&gt;&lt;tr&gt;
&lt;td&gt;26.&lt;/td&gt;&lt;td&gt;Incontro.&lt;/td&gt;
&lt;td&gt;27.&lt;/td&gt;&lt;td&gt;Vertigine.&lt;/td&gt;
&lt;td&gt;28.&lt;/td&gt;&lt;td&gt;Lacrime.&lt;/td&gt;
&lt;td&gt;29.&lt;/td&gt;&lt;td&gt;Attesa.&lt;/td&gt;
&lt;td&gt;30.&lt;/td&gt;&lt;td&gt;Noia.&lt;/td&gt;
&lt;/tr&gt;&lt;tr&gt;
&lt;td&gt;31.&lt;/td&gt;&lt;td&gt;Felicità.&lt;/td&gt;
&lt;td&gt;32.&lt;/td&gt;&lt;td&gt;Dolore.&lt;/td&gt;
&lt;td&gt;33.&lt;/td&gt;&lt;td&gt;Solitudine.&lt;/td&gt;
&lt;td&gt;34.&lt;/td&gt;&lt;td&gt;Silenzio.&lt;/td&gt;
&lt;td&gt;35.&lt;/td&gt;&lt;td&gt;Campanello.&lt;/td&gt;
&lt;/tr&gt;&lt;tr&gt;
&lt;td&gt;36.&lt;/td&gt;&lt;td&gt;Nascosto.&lt;/td&gt;
&lt;td&gt;37.&lt;/td&gt;&lt;td&gt;Gelosia.&lt;/td&gt;
&lt;td&gt;38.&lt;/td&gt;&lt;td&gt;Nodo.&lt;/td&gt;
&lt;td&gt;39.&lt;/td&gt;&lt;td&gt;Caldo.&lt;/td&gt;
&lt;td&gt;40.&lt;/td&gt;&lt;td&gt;Freddo.&lt;/td&gt;
&lt;/tr&gt;&lt;tr&gt;
&lt;td&gt;41.&lt;/td&gt;&lt;td&gt;Tempo.&lt;/td&gt;
&lt;td&gt;42.&lt;/td&gt;&lt;td&gt;Bacio.&lt;/td&gt;
&lt;td&gt;43.&lt;/td&gt;&lt;td&gt;Sorriso.&lt;/td&gt;
&lt;td&gt;44.&lt;/td&gt;&lt;td&gt;Desiderio.&lt;/td&gt;
&lt;td&gt;45.&lt;/td&gt;&lt;td&gt;Illusione.&lt;/td&gt;
&lt;/tr&gt;&lt;tr&gt;
&lt;td&gt;46.&lt;/td&gt;&lt;td&gt;Specchio.&lt;/td&gt;
&lt;td&gt;47.&lt;/td&gt;&lt;td&gt;Latte.&lt;/td&gt;
&lt;td&gt;48.&lt;/td&gt;&lt;td&gt;Caffè.&lt;/td&gt;
&lt;td&gt;49.&lt;/td&gt;&lt;td&gt;Potere.&lt;/td&gt;
&lt;td&gt;50.&lt;/td&gt;&lt;td&gt;Strada.&lt;/td&gt;
&lt;/tr&gt;&lt;/table&gt;&lt;/center&gt;&lt;a name='cutid1-end'&gt;&lt;/a&gt;&lt;br&gt;&lt;br&gt;</content>
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    <title>[Tabella] Dodici segni</title>
    <published>2012-04-12T03:26:13Z</published>
    <updated>2012-04-12T03:26:13Z</updated>
    <category term="°tabelle"/>
    <content type="html">&lt;a name="cutid1"&gt;&lt;/a&gt;&lt;center&gt;&lt;a href="http://community.livejournal.com/12_segni/"&gt;&lt;b&gt;Le Dodici Case&lt;/b&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;table width="300" border="2" cellspacing="2" cellpadding="3"&gt;&lt;tr&gt;
&lt;td&gt;00.&lt;/td&gt;&lt;td&gt;&lt;span class='ljuser ljuser-name_12_segni' lj:user='12_segni' style='white-space:nowrap'&gt;&lt;a href='http://12-segni.livejournal.com/profile'&gt;&lt;img src='http://l-stat.livejournal.com/img/community.gif?v=92.1' alt='[info]' width='16' height='16' style='vertical-align: bottom; border: 0; padding-right: 1px;'/&gt;&lt;/a&gt;&lt;a href='http://12-segni.livejournal.com/'&gt;&lt;b&gt;12_segni&lt;/b&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;tr&gt;
&lt;td&gt;01.&lt;/td&gt;&lt;td&gt;Ariete (21 marzo - 20 aprile)&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;tr&gt;
&lt;td&gt;02.&lt;/td&gt;&lt;td&gt;Toro (21 aprile - 20 maggio)&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;tr&gt;
&lt;td&gt;03.&lt;/td&gt;&lt;td&gt;Gemelli (21 maggio - 21 giugno)&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;tr&gt;
&lt;td&gt;04.&lt;/td&gt;&lt;td&gt;Cancro (22 giugno - 22 luglio)&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;tr&gt;
&lt;td&gt;05.&lt;/td&gt;&lt;td&gt;Leone (23 luglio - 23 agosto)&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;tr&gt;
&lt;td&gt;06.&lt;/td&gt;&lt;td&gt;Vergine (24 agosto - 22 settembre)&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;tr&gt;
&lt;td&gt;07.&lt;/td&gt;&lt;td&gt;Bilancia (23 settembre - 22 ottobre)&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;tr&gt;
&lt;td&gt;08.&lt;/td&gt;&lt;td&gt;Scorpione (23 ottobre - 22 novembre)&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;tr&gt;
&lt;td&gt;09.&lt;/td&gt;&lt;td&gt;Sagittario *con Offiuco* (23 novembre - 21 dicembre)&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;tr&gt;
&lt;td&gt;10.&lt;/td&gt;&lt;td&gt;Capricorno (22 dicembre - 20 gennaio)&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;tr&gt;
&lt;td&gt;11.&lt;/td&gt;&lt;td&gt;&lt;a href="http://community.livejournal.com/12_segni/7363.html"&gt;Acquario (21 gennaio - 19 febbraio)&lt;/a&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;tr&gt;
&lt;td&gt;12.&lt;/td&gt;&lt;td&gt;&lt;a href="http://community.livejournal.com/12_segni/7588.html"&gt;Pesci (20 febbraio - 20 marzo)&lt;/a&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;tr&gt;&lt;/tr&gt;&lt;/table&gt;&lt;/center&gt;&lt;a name='cutid1-end'&gt;&lt;/a&gt;</content>
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    <title>[Tabelle] Wanna BAROQUE? @ ex diecisudieci, kinks_pervs, casti_puri</title>
    <published>2012-04-12T03:17:09Z</published>
    <updated>2012-04-12T03:23:08Z</updated>
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    <content type="html">&lt;a name="cutid1"&gt;&lt;/a&gt;&lt;table bordercolor="#000099" cellspacing="0" cellpadding="3" align="center" border="2"&gt;&lt;tbody&gt;&lt;tr&gt;&lt;td width="300" colspan="2"&gt;&lt;center&gt;&lt;b&gt;&lt;span class='ljuser ljuser-name_diecisudieci' lj:user='diecisudieci' style='white-space:nowrap;text-decoration:line-through'&gt;&lt;a href='http://diecisudieci.livejournal.com/profile'&gt;&lt;img src='http://l-stat.livejournal.com/img/community.gif?v=92.1' alt='[info]' width='16' height='16' style='vertical-align: bottom; border: 0; padding-right: 1px;'/&gt;&lt;/a&gt;&lt;a href='http://diecisudieci.livejournal.com/'&gt;&lt;b&gt;diecisudieci&lt;/b&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Set Jolly - Sfida Versatile&lt;/b&gt;&lt;br&gt;Original: &lt;i&gt;Wanna BAROQUE? {di stucchi dorati e colonne candide}&lt;/i&gt; &lt;/center&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;tr&gt;&lt;td width="150"&gt;&lt;center&gt;&lt;strike&gt;Angst&lt;/strike&gt; o Dark&lt;/center&gt;&lt;/td&gt;&lt;td width="150"&gt;&lt;center&gt;Fluff o Hurt/Comfort&lt;/center&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;tr&gt;&lt;td&gt;&lt;center&gt;&lt;strike&gt;MM&lt;/strike&gt; o Uberfic&lt;/center&gt;&lt;/td&gt;&lt;td&gt;&lt;center&gt;AU o &lt;strike&gt;What If?&lt;/strike&gt;&lt;/center&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;tr&gt;&lt;td&gt;&lt;center&gt;&lt;strike&gt;Lime (Soft)&lt;/strike&gt; o P0rn&lt;/center&gt;&lt;/td&gt;&lt;td&gt;&lt;center&gt;Crack o UST&lt;/center&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;tr&gt;&lt;td&gt;&lt;center&gt;&lt;strike&gt;Gen&lt;/strike&gt; o Script&lt;/center&gt;&lt;/td&gt;&lt;td&gt;&lt;center&gt;&lt;a href="http://community.livejournal.com/ered_chronicles/40015.html"&gt;Drabble&lt;/a&gt; o &lt;strike&gt;Epic&lt;/strike&gt;&lt;/center&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;tr&gt;&lt;td&gt;&lt;center&gt;A scelta: Hurt/Comfort&lt;/center&gt;&lt;/td&gt;&lt;td&gt;&lt;center&gt;A scelta: UST&lt;/center&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;&lt;a name='cutid1-end'&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a name="cutid2"&gt;&lt;/a&gt;&lt;table border="1" align="center" cellpadding="5" cellspacing="1" bordercolor="#000000"&gt;&lt;tbody&gt;&lt;tr&gt;&lt;td&gt;&lt;center&gt;&lt;b&gt;&lt;span class='ljuser ljuser-name_kinks_pervs' lj:user='kinks_pervs' style='white-space:nowrap'&gt;&lt;a href='http://kinks-pervs.livejournal.com/profile'&gt;&lt;img src='http://l-stat.livejournal.com/img/community.gif?v=92.1' alt='[info]' width='16' height='16' style='vertical-align: bottom; border: 0; padding-right: 1px;'/&gt;&lt;/a&gt;&lt;a href='http://kinks-pervs.livejournal.com/'&gt;&lt;b&gt;kinks_pervs&lt;/b&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt; &amp; &lt;span class='ljuser ljuser-name_casti_puri' lj:user='casti_puri' style='white-space:nowrap'&gt;&lt;a href='http://casti-puri.livejournal.com/profile'&gt;&lt;img src='http://l-stat.livejournal.com/img/community.gif?v=92.1' alt='[info]' width='16' height='16' style='vertical-align: bottom; border: 0; padding-right: 1px;'/&gt;&lt;/a&gt;&lt;a href='http://casti-puri.livejournal.com/'&gt;&lt;b&gt;casti_puri&lt;/b&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt; fritto misto | Wanna BAROQUE? project&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Autore:&lt;/b&gt; &lt;span class='ljuser ljuser-name_gondolin_maid' lj:user='gondolin_maid' style='white-space:nowrap'&gt;&lt;a href='http://gondolin-maid.livejournal.com/profile'&gt;&lt;img src='http://l-stat.livejournal.com/img/userinfo.gif?v=92.1' alt='[info]' width='16' height='16' style='vertical-align: bottom; border: 0; padding-right: 1px;'/&gt;&lt;/a&gt;&lt;a href='http://gondolin-maid.livejournal.com/'&gt;&lt;b&gt;gondolin_maid&lt;/b&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Storie terminate:&lt;/b&gt; 1/3&lt;/center&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;
&lt;tr&gt;&lt;td&gt;&lt;center&gt;&lt;a href="http://community.livejournal.com/ered_chronicles/40015.html"&gt;003. Camicia&lt;/a&gt; (drabble)&lt;/center&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;
&lt;tr&gt;&lt;td&gt;&lt;center&gt;011. Vestaglia (fluff)&lt;/center&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;
&lt;tr&gt;&lt;td&gt;&lt;center&gt;018. Kimono (p0rn)&lt;/center&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;&lt;a name='cutid2-end'&gt;&lt;/a&gt;&lt;br&gt;&lt;br&gt;</content>
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    <title>[Tabelle abbandonate] La locomotiva</title>
    <published>2012-04-12T03:14:16Z</published>
    <updated>2012-04-12T03:18:51Z</updated>
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    <content type="html">&lt;a name="cutid1"&gt;&lt;/a&gt;&lt;table bordercolor="#000000" cellspacing="1" cellpadding="5" align="center" border="1"&gt;&lt;tbody&gt;&lt;tr&gt;&lt;td style="text-align: center"&gt;&lt;center&gt;&lt;a href="http://community.livejournal.com/la_locomotiva/profile"&gt;La Locomotiva&lt;/a&gt; &lt;br /&gt;Autrice: &lt;span class='ljuser ljuser-name_gondolin_maid' lj:user='gondolin_maid' style='white-space:nowrap'&gt;&lt;a href='http://gondolin-maid.livejournal.com/profile'&gt;&lt;img src='http://l-stat.livejournal.com/img/userinfo.gif?v=92.1' alt='[info]' width='16' height='16' style='vertical-align: bottom; border: 0; padding-right: 1px;'/&gt;&lt;/a&gt;&lt;a href='http://gondolin-maid.livejournal.com/'&gt;&lt;b&gt;gondolin_maid&lt;/b&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;E se ci illuminassimo in un mondo di oscurità? [Shaka]&lt;/center&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;tr&gt;&lt;td&gt;&lt;center&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="font-weight: bold"&gt;Shom&amp;eacute;r, Ma Mi-Llailah?&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/center&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;tr&gt;&lt;td&gt;&lt;center&gt;1. Le dita sfiorano le pietre calme calde d' un sole, memoria o mito. &lt;/center&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;tr&gt;&lt;td&gt;&lt;center&gt;2. Io, la vedetta, l' illuminato, guardiano eterno di non so cosa cerco, innocente o perch&amp;egrave; ho peccato, la luna ombrosa.&lt;/center&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;tr&gt;&lt;td&gt;&lt;center&gt;3. Coi sensi tesi fuori dal tempo, fuori dal mondo sto ad aspettare che in un sussurro di voci o vento qualcuno venga per domandare.&lt;/center&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;/tbody&gt;&lt;tbody&gt;&lt;tr&gt;&lt;td&gt;&lt;center&gt;4. Ma ora capisco il mio non capire, che una risposta non ci sar&amp;agrave;.&lt;/center&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;&lt;br /&gt;&lt;a name='cutid1-end'&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a name="cutid2"&gt;&lt;/a&gt;&lt;table bordercolor="#000000" cellspacing="1" cellpadding="5" align="center" border="1"&gt;&lt;tbody&gt;&lt;tr&gt;&lt;td style="text-align: center"&gt;&lt;center&gt;&lt;a href="http://community.livejournal.com/la_locomotiva/profile"&gt;La Locomotiva&lt;/a&gt; &lt;br /&gt;Autrice: &lt;span class='ljuser ljuser-name_gondolin_maid' lj:user='gondolin_maid' style='white-space:nowrap'&gt;&lt;a href='http://gondolin-maid.livejournal.com/profile'&gt;&lt;img src='http://l-stat.livejournal.com/img/userinfo.gif?v=92.1' alt='[info]' width='16' height='16' style='vertical-align: bottom; border: 0; padding-right: 1px;'/&gt;&lt;/a&gt;&lt;a href='http://gondolin-maid.livejournal.com/'&gt;&lt;b&gt;gondolin_maid&lt;/b&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Personaggi:&lt;/b&gt; Hyoga/Isaac&lt;/center&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;tr&gt;&lt;td&gt;&lt;center&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="font-weight: bold"&gt;Odysseus&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/center&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;tr&gt;&lt;td&gt;&lt;center&gt;&lt;a href="http://community.livejournal.com/ered_chronicles/24506.html"&gt;1. Ma il mare trascurato mi travolse, seppi che il mio futuro era sul mare, con un dubbio per&amp;ograve; che non si sciolse, senza futuro era il mio navigare.&lt;/a&gt;&lt;/center&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;tr&gt;&lt;td&gt;&lt;center&gt;2. Ma nel futuro trame di passato si uniscono a brandelli di presente, ti esalta l&amp;rsquo;acqua e al gusto del salato brucia la mente.&lt;/center&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;tr&gt;&lt;td&gt;&lt;center&gt;3. E andare come spinto dal destino verso una guerra, verso l&amp;rsquo;avventura e tornare contro ogni vaticino contro gli Dei e contro la paura.&lt;/center&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;/tbody&gt;&lt;tbody&gt;&lt;tr&gt;&lt;td&gt;&lt;center&gt;4. Donandomi per&amp;ograve; un&amp;rsquo;eterna vita racchiusa in versi, in ritmi, in una rima, dandomi ancora la gioia infinita di entrare in porti sconosciuti prima.&lt;/center&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;&lt;br /&gt;&lt;a name='cutid2-end'&gt;&lt;/a&gt;&lt;br&gt;</content>
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    <title>[RPF Musica - Adam Lambert/Kris Allen] Cyberdream - Get Away From All We Know #3</title>
    <published>2012-04-12T02:59:55Z</published>
    <updated>2012-04-12T02:59:55Z</updated>
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    <content type="html">&lt;b&gt;#3. Desiderio svelato&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: right; "&gt;Disco rodeo&lt;br /&gt;In my kaleidoscope&lt;br /&gt;Cleopatra knows&lt;br /&gt;What's down the rabbit hole&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a name="cutid1"&gt;&lt;/a&gt;“Lui fa musica in una maniera... selvaggia. Io... non riesco a spiegare”.&lt;br /&gt;Daniel rise senza capire. “Certo che per essere uno che odiava quel genere di divertimenti ti sei appassionato davvero tanto. “Se vuoi ci torniamo. Potresti portare anche Katy stavolta”.&lt;br /&gt;Kris ebbe una fitta di gelosia all'idea di condividere quel mondo segreto con Katy. Le voleva bene, un bene immenso e se aveva trovato la forza di non cedere subito alle lusinghe del mondo in fondo al pozzo, di non restare lì in mezzo ai pericoli, era stato per lei. Ma mostrarlo no, non sarebbe stato possibile. Anzi, probabilmente lei non avrebbe visto nulla, si sarebbe persa in una fantasia sua come era successo a Daniel, che pure era suo fratello. In ogni caso, portarla lì, dove c'era Adam, gli sembrava oltremodo sbagliato, sbagliatissimo, e in un certo qual modo imbarazzante, come invitare un'amante a un matrimonio.&lt;br /&gt;“No”, si disse, “no, Kris vecchio mio qui c'è qualcosa di sbagliato. &lt;i&gt;Come un'amante a un matrimonio?&lt;/i&gt; Ma da dove ti vengono certe frasi? Lei è tua moglie, non un'amante!”, tentò di redarguirsi severamente, ma tutto quello che ne ottenne fu un misero perdersi nel ricordo di Adam. Quel maledetto, l'aveva stregato! Aveva detto bene, avrebbe dovuto chiamarsi Eva, e... “Ma chi voglio prendere in giro? Sono stato io lo sciocco a cadere laggiù. Ed ora? Ora non riesco a non ripensarci. Come farò a restare in questo mondo tutta la vita? È così che succede a tutti quelli che poi iniziano a drogarsi o a farsi fare collegamenti illegali, biochip e storie varie? Vedono un posto troppo bello per essere vero e poi vogliono tornarci? Ma a me non interessava poi così tanto il posto. Posso permettermi un viaggio in campagna, se voglio. E allora...? Kris Allen, sei un emerito cretino, ecco cosa. Sei un emerito cretino, e se ti sei innamorato di quell'Adam lo sei ancora di più”.&lt;br /&gt;Si morse il labbro inferiore per non scoppiare a piangere di fronte a suo fratello. “Io vado”.&lt;br /&gt;“Ma... Kris, tutto bene? Stavamo parlando, poi ti sei perso nel tuo mondo, e...”&lt;br /&gt;“Sì, sì, sto bene. Ciao”.&lt;br /&gt;Non poteva essersi innamorato di nessuno. Non poteva perché aveva già Katy, la sua piccola, dolce e meravigliosa Katy. Meravigliosa. Quell'aggettivo gli ricordò Alice nel Paese delle Meraviglie, e gli sfuggì un sorriso amaro. E soprattutto non poteva essersi innamorato di uno che non sapeva nemmeno se era reale o frutto delle luci di un carrozzone, un'allucinazione da psychocyrcus.&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: right; "&gt;&lt;i&gt;(Who are you?)&lt;br /&gt;(Who are you?)&lt;br /&gt;(Who are you?)&lt;br /&gt;Who, Who, who are you?&lt;br /&gt;(Who are you?)&lt;br /&gt;Who, Who, who, who are you?&lt;br /&gt;(Who are you?)&lt;br /&gt;(Who are you?)&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il pensiero di Katy gli aveva messo una fretta improvvisa. Uscì e si lasciò cadere nell'auto, digitando in fretta le coordinate di casa: non aveva nessuna voglia di guidare, anche se di solito gli piaceva, lo aiutava a distendere i nervi. Si addormentò immediatamente, risvegliandosi dopo un'eternità -o almeno così gli parve a causa del sonno agitato e dei sogni confusi- sulla soglia di casa con gli occhi impastati di sonno che faticavano a mettere a fuoco.&lt;br /&gt;Era piuttosto tardi e quasi sicuramente Katy stava dormendo, ma Kris sentiva l'assoluto bisogno di vederla, ti sfiorarla, di aggrapparsi a lei, la sua realtà. Entrò trafelato nella loro camera da letto quasi sbattendo la porta per l'agitazione.&lt;br /&gt;Katy però non si accorse di nulla. Non si mosse nel sonno, non dette alcun segno di vita, e Kris le si avvicinò piano, il cuore che gli martellava contro la gola, nelle orecchie, nei polsi. Ma fu con gesti calmi, dolci, che le sistemò il lenzuolo sulle spalle nude e le sfiorò la fronte fresca. Era bella, Katy, ma gli parve immensamente, irraggiungibilmente lontana nella pace del sonno. Sarebbe mai riuscito a dormire di nuovo così, con lei, accanto a lei, in quella pace? Non ora, di cero.&lt;br /&gt;Infilò una mano nella tasca del giubbotto e ne trasse la piuma. Come aveva detto Adam, ora risplendeva di un'infinità di colori. Era come osservare gocce di vernice sciogliersi in un'acqua brillante, come guardare il sole senza lenti, come affondare un dito in uno dei vecchi schermi a cristalli liquidi e vedere le immagini distorcersi intorno all'avvallamento. Kris si sentì stringere il cuore alla vista di &lt;i&gt;quella&amp;lt;/b&amp;gt; bellezza. Così bizzarra, così pericolosa. Non poteva rinunciarvi. Non subito, almeno.&lt;br /&gt;Decise: sarebbe tornato allo psychocyrcus un'ultima volta. Solo per rivedere &lt;i&gt;la magia&lt;/i&gt;, per riascoltare il canto del Bianconiglio e la risata della Cappellaia. Avrebbe fatto poi la sua scelta. Forse poi sarebbe tornato al suo mondo quieto, si disse senza crederci davvero.&lt;br /&gt;Posò la piuma sul comodino, come un dono o un messaggio. Certo, Katy non poteva sapere da dove venisse, ma Kris pensò che fosse giusto, in qualche strano modo, che lei la tenesse. Le baciò una mano, abbandonata sul cuscino accanto al volto, e le sorrise.&lt;a name='cutid1-end'&gt;&lt;/a&gt;&lt;br&gt;&lt;br&gt;&lt;/i&gt;</content>
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    <title>[Tabella] Holmes Ita Warning Table</title>
    <published>2012-04-12T02:18:30Z</published>
    <updated>2012-04-12T02:20:35Z</updated>
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    <content type="html">&lt;a href="http://community.livejournal.com/holmes_ita/3331.html"&gt;Warning table&lt;/a&gt; @ &lt;span class='ljuser ljuser-name_holmes_ita' lj:user='holmes_ita' style='white-space:nowrap'&gt;&lt;a href='http://holmes-ita.livejournal.com/profile'&gt;&lt;img src='http://l-stat.livejournal.com/img/community.gif?v=92.1' alt='[info]' width='16' height='16' style='vertical-align: bottom; border: 0; padding-right: 1px;'/&gt;&lt;/a&gt;&lt;a href='http://holmes-ita.livejournal.com/'&gt;&lt;b&gt;holmes_ita&lt;/b&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;center&gt;&lt;table border="1" cellspacing="2" cellpadding="3" width="100%"&gt;&lt;tbody&gt;&lt;tr&gt;&lt;td&gt;01.&lt;/td&gt;&lt;td&gt;Alternative Universe&lt;/td&gt;&lt;td&gt;02.&lt;/td&gt;&lt;td&gt;&lt;a href="http://ered-chronicles.livejournal.com/43705.html"&gt;CrossOver&lt;/a&gt;&lt;/td&gt;&lt;td&gt;03.&lt;/td&gt;&lt;td&gt;Steampunk&lt;/td&gt;&lt;td&gt;04.&lt;/td&gt;&lt;td&gt;&lt;a href="http://community.livejournal.com/ered_chronicles/39253.html"&gt;Crossdressing&lt;/a&gt;&lt;/td&gt;&lt;td&gt;05.&lt;/td&gt;&lt;td&gt;Crack&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;&lt;/center&gt;&lt;br&gt;&lt;br&gt;</content>
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    <title>[Mitologia greca] Bohemian Like You</title>
    <published>2012-04-10T19:08:53Z</published>
    <updated>2012-04-10T19:13:25Z</updated>
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    <content type="html">&lt;b&gt;Fandom:&lt;/b&gt; Mitologia greca&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Pairing:&lt;/b&gt; Apollo/Dioniso&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Warning:&lt;/b&gt; slash, fluffolosissima, lemon&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Conteggio Parole:&lt;/b&gt; 1249&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Riassunto:&lt;/b&gt; Dioniso cerca di convincere Apollo a partecipare ad una celebrazione in suo onore con tanto di Menadi invasate, ma il dio del Sole fa lo snob.&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Prompt @ &lt;a href="http://fanfic-italia.livejournal.com/tag/!challenge:%20p0rn%20fest#2"&gt;p0rnfest #2&lt;/a&gt;:&lt;/b&gt; &lt;i&gt;Mitologia, Apollo/Dioniso, Bohemian like you&lt;/i&gt; ← ma si può fare un prompt così maledettamente adorabile e dannatamente difficile?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a name="cutid1"&gt;&lt;/a&gt;Dioniso tracciava pigramente intricati disegni sul ventre del suo amante con un dito “Avanti Apollo, per una volta cosa ti costa?” gli chiese, stando ben attento a che la sua voce non suonasse implorante.&lt;br /&gt;Apollo sbuffò “No che non ci vengo! Non ho nessuna intenzione di farmi vedere in compagnia di quelle pazze delle tue menadi.”&lt;br /&gt;“E' inutile che tu faccia lo snob” borbottò Dioniso con un sorrisetto poco rassicurante “Lo sai che in fondo tu ed io siamo uguali.”&lt;br /&gt;Apollo mise su un'espressione che voleva essere di disgusto, ma quando si trattava del suo amante non riusciva mai ad essere troppo acido “Uguali? Io, il dio del sole e della poesia, uguale a te? Troppo vino deve averti dato alla testa” picchiettò con un dito la fronte di Dioniso, sulla quale ricadevano scompostamente alcuni riccioli bruni.&lt;br /&gt;Quest'ultimo lo ignorò ed iniziò a rendere più audaci le sue carezze “Vedrai che troverò il modo di convincerti...” minacciò, sfiorando con le labbra il petto di Apollo.&lt;br /&gt;“Provaci” rise il dio del sole.&lt;br /&gt;Dioniso non se lo fece ripetere due volte ed iniziò a baciare lentamente ogni centimetro di pelle che trovava sulla sua strada. Posava le labbra sulla pelle, poi le dischiudeva con estrema lentezza e infine passava la lingua fra di esse, sfiorando appena il suo amante. “Allora, verrai?”&lt;br /&gt;“Dipende in che senso” ribatté Apollo sogghignando.&lt;br /&gt;“Alle celebrazioni in mio onore” rispose Dioniso testardo. L'altro scosse il capo e si voltò, affondando il volto nei cuscini. I suoi capelli sembravano catturare la luce. Forse, rifletté Dioniso, aveva qualcosa a che fare col fatto che fosse il dio del sole. Si perse per un momento in contemplazione, dimenticando tutto il resto. I capelli dorati si allungavano sulle spalle ben disegnate, anche se non molto muscolose, sfiorando leggeri la pelle vellutata. La schiena seguiva una curva armoniosa fino alle natiche rotonde, dalle quali partivano le splendide cosce, che sembravano disegnate da un artista. Dioniso si chiese come mai fosse Afrodite e non Apollo la dea dell'amore.&lt;br /&gt;Una voce ironica lo ridestò dalle sue riflessioni. “Non dovevi cercare di convincermi?” chiese Apollo, alzando appena il capo e rivelando un'espressione maliziosa che rendeva i suoi lineamenti delicati ancor più adorabili del solito. Dioniso non poté trattenere un sorriso. Apollo avrebbe decisamente dovuto essere il dio dell'amore, o magari, più appropriatamente, il dio del sesso.&lt;br /&gt;“Infatti. Tu parteciperai a queste celebrazioni, Apollo. Tu mi pregherai di partecipare” minacciò Dioniso. Iniziò a solleticare la schiena di Apollo, accarezzandola con un dito e seguendo il profilo delle vertebre dal basso verso l'alto. Scansò i capelli dal collo e lo baciò delicatamente, sfiorando appena la pelle tiepida con le labbra. Posò morbidi baci su tutta la schiena e sulle spalle, poi si soffermò languidamente sui fianchi ed i suoi baci si fecero più lunghi ed intensi. Apollo non emetteva un suono e teneva ancora il volto affondato nei cuscini, ma Dioniso colse un tremito quasi impercettibile e sorrise prima di mordere delicatamente la carne rosea di un fianco. Con una mano intanto continuava ad accarezzare la schiena del suo amante. Fece scorrere rapidamente le dita fino alle natiche e ne prese possesso accarezzandole avidamente e poi scivolando giù verso le cosce. “Allora” soffiò Dioniso “Ci sarai alle celebrazioni?”&lt;br /&gt;Quando Apollo mugugnò qualcosa di incoerente che somigliava pericolosamente ad un rifiuto, Dioniso lo girò, rivelando il viso leggermente arrossato. Il dio del sole abbassò le palpebre e si stiracchiò in maniera felina. “Non mi hai ancora convinto.”&lt;br /&gt;“Non ancora...” rispose Dioniso, mordicchiandosi il labbro inferiore mentre decideva quale parte di quel meraviglioso banchetto voleva assaggiare per prima “Significa che ti convincerò” concluse, avvicinando lentamente il volto al collo di Apollo. Lo baciò con tanta leggerezza da fargli il solletico, prima di iniziare a succhiare la pelle delicata e sensibile. Sentiva il respiro accelerare nella gola sotto le proprie labbra. Fece scivolare la lingua verso il basso, fino al petto. Si fermò un momento per ascoltare il battito del cuore, poi portò la lingua più in basso, verso i fianchi. Accarezzò le cosce e il basso ventre con malizia, evitando accuratamente l'erezione che ormai aveva raggiunto il picco, provocando ad Apollo piccoli spasmi involontari. Dioniso tornò a sdraiarsi e fece aderire il proprio corpo a quello dell'altro in un abbraccio avvolgente. Apollo ricambiò la stretta, cercando disperatamente un contatto maggiore. Quando pretese le labbra di Dioniso per un bacio, questi spostò il capo.&lt;br /&gt;“Questa è una vera crudeltà!” protestò Apollo vivacemente.&lt;br /&gt;“Io lo definirei ricatto, ma decidi un po' tu...” rispose Dioniso maliziosamente, mentre iniziava a muoversi contro il corpo dell'amante, strusciandosi con un gatto. Sospirò. Stava diventando una tortura anche per lui, e se Apollo non avesse acconsentito rapidamente, avrebbe dovuto arrendersi. Scostandosi malvolentieri dal calore di quell'abbracciò portò il volto verso il basso e prese fra le labbra la punta bollente dell'erezione di Apollo. Questi soffocò a mala pena un'esclamazione di sorpresa e gemette, impotente sotto quel tocco che gli faceva girare la testa dal piacere. Ma improvvisamente Dioniso si staccò.&lt;br /&gt;Quella volta Apollo non si trattenne ed imprecò. “Che Zeus ti fulmini!” mugugnò con una voce tutt'altro che nobile e divina.&lt;br /&gt;“Lascia perdere mio padre e di' al tuo dio preferito che parteciperai alle celebrazioni in suo onore” sussurrò Dioniso con tono sensuale e giocoso al tempo stesso.&lt;br /&gt;“Chi ti ha detto che sei il mio preferit... ah!” le labbra dell'altro interruppero Apollo prima che potesse terminare la domanda, circondando nuovamente il suo sesso e stuzzicandolo con guizzi imprevedibili della lingua, prima di staccarsi ancora troppo presto.&lt;br /&gt;“Arrenditi” disse Dioniso sistemandosi a cavalcioni dell'altro “Ti divertirai un sacco” aggiunse, accarezzandogli il petto e il collo.&lt;br /&gt;Apollo chiuse gli occhi e sospirò, prima di stringere le mani dell'altro fra le sue. “Solo per questa volta, Dioniso. Non metterti in testa strane idee.”&lt;br /&gt;“Come per esempio il fatto che ti faccio impazzire?” chiese con aria soddisfatta “O che mi somigli molto più di quanto tu non voglia ammettere?”&lt;br /&gt;“Non potremmo rimandare queste disquisizioni filosofiche?”&lt;br /&gt;Dioniso sorrise e si chinò a baciare quelle labbra dolci come il miele.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La musica dei flauti e dei tamburelli e le voci delle donne che celebravano il dio dell'ebrezza si diffondevano nell'aria. Si erano riunite da poco e la festa doveva ancora raggiungere il suo picco. Dioniso se ne stava sdraiato sotto un albero poco lontano e aspettava Apollo. Scrutava con impazienza il sole, che sembrava volerci mettere un'eternità a tramontare. Pensò quasi di andare a controllare di persona che il suo bel dio biondo non avesse architettato qualcosa per sfuggirgli, ma decise che poteva fidarsi. E poi gli piaceva stare a guardare non visto le sue sacerdotesse prima che i fumi del vino le trasformassero in folli menadi danzanti.&lt;br /&gt;Il cielo si fece scuro e le donne iniziarono coi sacrifici rituali. Dioniso si alzò in piedi e fece per guardarsi intorno, ma due braccia familiari gli cinsero la vita da dietro. “Temevi che non sarei venuto, eh?” ridacchiò Apollo posandogli il mento su una spalla e mordicchiandogli un orecchio.&lt;br /&gt;“Figurati” ribatté Dioniso sprezzante “In realtà l'idea ti allettava moltissimo dall'inizio. È solo che devi rendermi la vita impossibile...”&lt;br /&gt;“Io?” fece Apollo alzando le sopracciglia in maniera piuttosto eloquente “Sei tu quello che ieri mi ha tormentato finché non ti ho promesso di venire a veder ubriacarsi le tue sacerdotesse.”&lt;br /&gt;Dioniso si liberò facilmente della stretta dell'altro e lo spinse contro il tronco dell'albero. Senza curarsi di rispondergli si impossessò delle sue labbra con un bacio lento ma esigente. “E adesso si festeggia.”&lt;a name='cutid1-end'&gt;&lt;/a&gt;&lt;br&gt;&lt;br&gt;</content>
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    <title>[Supernatural] Of pagan gods and marks of love</title>
    <published>2012-04-10T18:21:55Z</published>
    <updated>2012-04-10T18:24:17Z</updated>
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    <lj:music>Ke$ha - qualcosa, non ho sbatta di controllare il titolo</lj:music>
    <content type="html">&lt;b&gt;Fandom:&lt;/b&gt; Supernatural&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Titolo:&lt;/b&gt; Of pagan gods and marks of love&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Personaggi/Pairing:&lt;/b&gt; Sam/Dean &lt;del&gt;Dean/Sam/Impala&lt;/del&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Warning:&lt;/b&gt; slash, incest, sesso non descrittivo&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Rating:&lt;/b&gt; pg16&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Conteggio parole:&lt;/b&gt; 1133&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Note:&lt;/b&gt; Si ringrazia, come al solito, santa Wikipedia [&lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Dumuzi" rel="nofollow"&gt;Dumuzi&lt;/a&gt;; &lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Geshtinanna" rel="nofollow"&gt;Geshtinanna&lt;/a&gt;; &lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Inanna" rel="nofollow"&gt;Inanna&lt;/a&gt;], perché i miei libri di mitologia sono tutti in Italia e sono un po' arrugginita sui sumeri.&lt;br /&gt;Scritta per il &lt;a href="http://ered-chronicles.livejournal.com/61446.html"&gt;Writing Meme&lt;/a&gt;, che sarebbe di drabble, ma questa mi è sfuggita di mano (dono della sintesi, dove diavolo sei finito?) su richiesta di &lt;span class='ljuser ljuser-name_weeping_ice' lj:user='weeping_ice' style='white-space:nowrap'&gt;&lt;a href='http://weeping-ice.livejournal.com/profile'&gt;&lt;img src='http://l-stat.livejournal.com/img/userinfo.gif?v=92.1' alt='[info]' width='16' height='16' style='vertical-align: bottom; border: 0; padding-right: 1px;'/&gt;&lt;/a&gt;&lt;a href='http://weeping-ice.livejournal.com/'&gt;&lt;b&gt;weeping_ice&lt;/b&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;.&lt;br /&gt;Inanna è tremendamente OOC e sembra Gabriel donna, ma tu farai finta di niente perché mi vuoi tanto bene, vero? *puppy eyes*&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a name="cutid1"&gt;&lt;/a&gt;Il fatto che fossero riusciti ad imbattersi in Dumuzi nel mezzo degli Stati Uniti si spiegava solo con la loro proverbiale sfortuna.&lt;br /&gt;"E poi vogliono inasprire le leggi contro l'immigrazione clandestina" sbottò Dean "quando gli esseri umani sono l'ultimo dei nostri problemi. Ci vorrebbe una dogana del sovrannaturale!"&lt;br /&gt;Sam ridacchiò e richiuse il computer. "La buona notizia è che si può uccidere. La cattiva è che sua sorella ha la tendenza a farlo resuscitare."&lt;br /&gt;"Mi suona familiare" sbuffò Dean "Quindi?"&lt;br /&gt;"Quindi prima troviamo la sorella e &lt;i&gt;poi&lt;/i&gt; torniamo qui per lui."&lt;br /&gt;"Questo sì che è parlare!"&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"Cosa diavolo hai combinato stavolta, Sam?"&lt;br /&gt;"Ehi, non è colpa mia, i testi non erano chiari, e Geshtinanna e Inanna si somigliano!"&lt;br /&gt;"Non riesci nemmeno ad evocare la divinità giusta, che razza di nerd sei?"&lt;br /&gt;Sam incrociò le braccia sul petto e lo guardò malissimo. "Scusa se ho imparato il latino meglio del sumero. Sai, di solito è più utile. E comunque tu che ci hai messo ventisei anni prima di imparare a memoria un esorcismo dovresti solo stare zitto."&lt;br /&gt;"Per quanto mi diverta sentirvi discutere" li interruppe la voce della dea, elegantemente seduta nel mezzo di una serie di simboli di protezione "potreste anche tacere e ascoltarmi. Ho una proposta per voi."&lt;br /&gt;Dean stava per ribattere dicendo che loro non lavoravano coi mostri, ma Sam fu più veloce. "Siamo tutti orecchie."&lt;br /&gt;"Dumuzi è un grandissimo figlio di puttana" esordì Inanna senza giri di parole, un sorriso dolcissimo sulle labbra, che però non arrivava agli occhi "Era il mio promesso sposo, e quando sono morta la prima volta, non ha portato il lutto neppure per un giorno. Non vi annoierò coi dettagli, ma se un tempo mi sono fatta impietosire dalle lacrime di sua sorella, stavolta non intendo perdonarlo. Quindi ho una proposta per voi: io vi fornisco il rituale corretto per evocarla e mi occupo di lui, e voi mi lasciate andare."&lt;br /&gt;"Come facciamo ad essere sicuri che poi non te la prenderai con noi?" domandò Sam, pratico come sempre "Non hai una buona fama nei tuoi rapporti con gli uomini."&lt;br /&gt;Il volto di Inanna si fece serio. "Vero. Ma sono i traditori che detesto. Voi non siete fatti di quella pasta. Anche se..." si voltò verso Dean, con un sorriso divertito "ti converrebbe smetterla di flirtare con le tutte le cameriere che incontri. Tanto lo sai che ci penserebbe Sam a fartene pentire prima ancora che io abbia il tempo di comparire, se solo te ne porti di nuovo a letto una."&lt;br /&gt;La sua ultima frase fu accolta da due paia di occhi sgranati.&lt;br /&gt;"Su, su, non fate così, credete che una dea dell'amore non sappia certe cose?"&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Geshtinanna poteva anche essere una divinità minore, ma si stava rivelando un osso duro da affrontare. Per evocarla avevano dovuto trovare un vigneto, ma ora le piante sotto la sua protezione stavano allungando i rami e le radici nel tentativo di immobilizzarli.&lt;br /&gt;Sam aveva in mano il pugnale in grado di uccidere Geshtinanna, una lama che era stata sepolta sotto terra per sei mesi esatti (anche quella frutto dell'aiuto di Inanna), e stava per raggiungerla, quando Dean si accorse di un ramo che stava per avvolgere i suoi viticci intorno al fratello. Si buttò fra di loro, dando a Sam l'occasione di pugnalare la dea. Fu stretto per un istante fra le spire della pianta, prima che il potere che l'aveva mossa si esaurisse con la morte di Geshtinanna.&lt;br /&gt;"Dean!" gridò Sam, correndo verso di lui. Gli passò le mani sul petto e sulle braccia, alla ricerca di ferite e assicurandosi che fosse ancora tutti intero.&lt;br /&gt;"Sto bene, sto bene" lo rassicurò Dean, alzandosi in piedi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Più tardi, mentre condividevano una birra celebrativa seduti sul cofano dell'Impala, in mezzo ad un campo deserto, Dean iniziò a sentire uno strano prurito intorno al collo e ai polsi, dove i viticci l'avevano stretto. Pensò che fosse solo un po' di irritazione, anche se non somigliava affatto al fastidio che aveva provato tutte le altre volte in cui era stato legato. Sembravano più tante piccole punture, quasi come quando si era fatto il tatuaggio anti possessione.&lt;br /&gt;Si guardò i polsi, ed esclamò: "Sam!"&lt;br /&gt;Contemporaneamente, Sam aveva urlato: "Dean!"&lt;br /&gt;"Cosa?"&lt;br /&gt;"Hai... hai qualcosa sul collo."&lt;br /&gt;"Qualcosa come questi?" domandò Dean, mostrando i sottili segni verdi intorno ai suoi polsi.&lt;br /&gt;Sam annuì. Qualcosa gli si era bloccato in gola. Sapeva che avrebbe dovuto essere preoccupato, che avrebbe dovuto indagare sull'origine e gli effetti di quei segni, ma la sua mente era stata improvvisamente occupata dal desiderio di seguire quelle linee verde pallido con la lingua, di aggiungere i suoi marchi a quel collo, di... senza nemmeno pensare, si era allungato verso Dean, il quale non protestò minimamente, anzi, inclinò il capo per offrirgli maggiore accesso, e gemette quando sentì i denti di Sam affondargli nella carne. Gli affondò le dita fra i capelli, tirandoselo ancora più vicino, ma poco dopo lo lasciò andare per liberarsi in fretta dei vestiti.&lt;br /&gt;Sam gli afferrò un braccio e ripercorse con la punta della lingua i segni sui polsi, facendolo tremare a metà fra i “fermati” e i “dio, di più”. Gli risalì lungo il braccio, fermandosi nell'interno del gomito, e poi gli morse una spalla, prima di ritornare sul collo. Lo prese lì, sul cofano dell'Impala, inghiottendo le sue grida nei baci, lasciandosi sconfiggere dal piacere, col vento che gli accarezzava la schiena sudata e le mani poggiate sulla carrozzeria lucida e ancora calda.&lt;br /&gt;Un attimo dopo, mentre ancora stavano riprendendo fiato, ad occhi chiusi, fronte contro fronte, apparve ridendo Inanna. Era seduta a gambe incrociate sul tetto dell'Impala, il lungo abito bianco spiegazzato e macchiato di sangue.&lt;br /&gt;"Sembra che mia cognata sia riuscita a farvi un regalino, prima di tirare le cuoia."&lt;br /&gt;"Cosa mi ha fatto?" ringhiò Dean, riuscendo a suonare minaccioso nonostante la posizione tutt'altro che dignitosa.&lt;br /&gt;"Oh, niente di grave. Per essere una dea del vino Geshtinanna aveva un animo molto... romantico. A modo suo. Le spore lasciate dalle sue piante sacre diventano impossibili da lavare via se si consuma alcool."&lt;br /&gt;Preoccupato, Dean si passò una mano sui sottili riccioli verdi impressi alla base del collo e sui polsi. "E l'effetto...?"&lt;br /&gt;"Memoria tattile. Riconoscono la persona con cui sei stato e d'ora in poi permetteranno solo a quella di toccarti, o... non vuoi saperlo, fidati. Una sorta di fede, in pratica, anche se non si porta sull'anulare. E, Sam," aggiunse, guardando negli occhi il minore "funziona in entrambe le direzioni."&lt;br /&gt;Con queste parole Inanna svanì nuovamente, lasciando i Winchester alle prese con le conseguenze di quella rivelazione.&lt;br /&gt;Qualcuno sostiene di aver sentito un urlo terrorizzato che suonava circa così: "Sono sposato con mio fratello!", ma questo ovviamente è impossibile, visto che l'abitazione più vicina era a parecchie miglia di distanza.&lt;a name='cutid1-end'&gt;&lt;/a&gt;&lt;br&gt;&lt;br&gt;</content>
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    <title>[Multifandom] Writing meme</title>
    <published>2012-04-10T15:02:32Z</published>
    <updated>2012-05-13T11:55:32Z</updated>
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    <content type="html">&lt;b&gt;RULEZ:&lt;/b&gt; (rivedute e corrette by me)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;- Io vi fornisco una lista di fandom e pairing (siete liberissimi di richiedere qualunque di essi in genderswap);&lt;br /&gt;- Voi ne scegliete uno (alla volta, dopo che ho fillato potete chiedere ancora) e mi richiedete una drabble sulla coppia scelta;&lt;br /&gt;- le coppie dovrebbero essere quelle presenti nella lista, ma voi potete proporne un'altra e io valuterò. In caso di valutazione negativa spulciatevi la lista e scegliete;&lt;br /&gt;- se volete sarebbe anche estremamente gradito (leggi: assolutamente fondamentale, perché io le drabble senza prompt non le so scrivere) se aggiungeste un prompt o una frase/titolo di una canzone/whatever&lt;br /&gt;- In teoria il meme dice che, se chiedete una storia, dovete ripostare questo meme sul vostro lj per farne richiedere a voi &lt;del&gt;ma io sono anarchica, fate un po' come vi pare&lt;/del&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;FANDOM/PAIRINGS:&lt;/b&gt; (ho tanti di quegli sfigafandom XD)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Telefilm&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Band of Brothers:&lt;/b&gt; Winters/Nixon&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Supernatural:&lt;/b&gt; (elenco quello che mi ispira in questo momento, ma in quel telefilm shippo &lt;i&gt;tutti&lt;/i&gt;) Dean/Gabriel, Dean/Castiel, Dean/Ruby 1.0, Sam/Ruby 2.0, Sam/Dean, John/Dean, John/Mary, John/trickster!Gabriel, Lucifer/Gabriel, Sam/Dean/Castiel, Sam/Dean/Castiel/Gabriel, Lucifer/Castiel, Gabriel/Kali, Sam/Jess, Sam/Sarah, young!Mary/Anna, Dean/Alistair, Sam/Lucifer, Bobby/Crowley, Gabriel/Crowley, Bobby/Jody, Bobby/John, Ellen/Bobby, Jo/Ash, Jo/Dean&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Doctor Who:&lt;/b&gt; (ho visto solo la quinta e la sesta stagione fino all'ep 10, no spoiler please!) Amy/Doctor, Rory/Amy/Doctor, Amy/Rory&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Xena:&lt;/b&gt; Xena/Olimpia, Xena/Ares&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Romanzo Criminale:&lt;/b&gt; Libanese/Freddo, Freddo/Nero&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Sherlock:&lt;/b&gt; John/Sherlock, Mycroft/Lestrade, Irene/Kate, Jim/Sherlock, Mycroft/Sherlock&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;RPF:&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Storico:&lt;/b&gt; Alessandro/Efestione, Friedrich II/Hans Herman von Katte, Friedrich II/Voltaire, Vittoria/Albert, Michelangelo/Leonardo, Michelangelo/Raffaello...&lt;br /&gt;ma shippo anche più o meno qualsiasi personaggio io abbia studiato a scuola, quindi chiedete pure&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Attori:&lt;/b&gt; Viggo Mortensen/Sean Bean, Paul Newman/Robert Redford, Matt Cohen/Richard Speight Jr., Misha Collins/Jensen Ackles, Jared Padalecki/Jensen Ackles, Misha Collins/Sebastian Roché, Kim Rhodes/Jim Beaver, Matt Cohen/Jensen Ackles, Misha/Jared/Jensen&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Mitologie varie:&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;Gilgamesh/Enkidu, Apollo/Dioniso, Ares/Afrodite, Achille/Patroclo, Ulisse/Penelope&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Shakespeare:&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;Amleto/Orazio, Oberon/Titania, Beatrice/Benedick, Bruto/Cassio&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Film:&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;La promessa dell'assassino:&lt;/b&gt; Nikolai/Kirill&lt;br /&gt;&lt;b&gt;A Dangerous Method:&lt;/b&gt; Sabina Spielrein/Carl Jung, Sigmund Freud/Carl Jung, Sigmund Freud/Carl Jung/Sabina Spielrein&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Dogma:&lt;/b&gt; Bartleby/Locki&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Legion:&lt;/b&gt; Michael/Gabriel&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Dragon Trainer:&lt;/b&gt; Hic/Astrid, Hic/human!Sdentato (la verità è che ho letto una Dragon Trainer!AU di Spn, con Hic!Dean e angel!Sdentato!Cass ed era la cosa più bella del mondo)&lt;br /&gt;EDIT: &lt;b&gt;X-Men - First Class:&lt;/b&gt; Erik/Charles, Darwin/Havok (perché se non ho almeno un pair mortalmente sfigato non sono soddisfatta)&lt;br /&gt;EDIT II: &lt;b&gt;The Avengers (&amp;all the previous movies):&lt;/b&gt; Steve/Tony, Thor/Loki, Tony&amp;Bruce - The Science Bros, Natasha/Clint, Natasha/Steve (non fate commenti. La amo perché non ha senso)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Libri:&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Il Silmarillion:&lt;/b&gt; Ecthelion/Glorfindel&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Il Signore degli Anelli:&lt;/b&gt; Aragorn/Arwen, Aragorn/Boromir, Aragorn/Eowyn, Celeborn/Galadriel, Sam/Frodo, Elladan/Elrohir, Boromir/Faramir&lt;br /&gt;&lt;b&gt;I delitti della Rue Morgue:&lt;/b&gt; narratore/Auguste Dupin&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Kushiel's Legacy:&lt;/b&gt; Phèdre/Joscelin, Alcuin/Anafiel, Rolande/Anafiel&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Harry Potter:&lt;/b&gt; Draco/Harry, Piton/Draco, Piton/Harry, Malandrini in ogni possibile geometria&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;EDIT (ma tanto questa roba me la potrebbero chiedere solo due persone): &lt;b&gt;Musical:&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Legally Blonde:&lt;/b&gt; Elle/Callahn, Elle/Emmett, professorini/cheerleaders (?)&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Rock of Ages:&lt;/b&gt; Lonny/Dennis, Regina/Franz, Drew/Sherry, RPS varie&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Wicked:&lt;/b&gt; Fyiero/Elphaba&lt;br /&gt;&lt;br&gt;&lt;br&gt;</content>
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    <title>[Supernatural] Tuo</title>
    <published>2012-03-30T23:19:11Z</published>
    <updated>2012-03-30T23:27:51Z</updated>
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    <content type="html">&lt;b&gt;Titolo:&lt;/b&gt; Tuo&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Fandom:&lt;/b&gt; Supernatural&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Personaggi/Pairing:&lt;/b&gt; Dean/Sam&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Rating:&lt;/b&gt; nc17&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Conteggio parole:&lt;/b&gt; 1856&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Warning:&lt;/b&gt; slash, lemon (ho mai detto che odio l'italiano, in certi casi?), incest&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Ambientazione:&lt;/b&gt; post 7x17 (la mia reazione alle vette quasi imbarazzanti di Destiel di quella puntata è stato di leggere e scrivere solo Wincest o al limite Wincestiel per tutta la settimana. Bastian contraria? That's me!)&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Dediche:&lt;/b&gt; A &lt;span class='ljuser ljuser-name_vahly' lj:user='vahly' style='white-space:nowrap'&gt;&lt;a href='http://vahly.livejournal.com/profile'&gt;&lt;img src='http://l-stat.livejournal.com/img/userinfo.gif?v=92.1' alt='[info]' width='16' height='16' style='vertical-align: bottom; border: 0; padding-right: 1px;'/&gt;&lt;/a&gt;&lt;a href='http://vahly.livejournal.com/'&gt;&lt;b&gt;vahly&lt;/b&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;, che voleva una fic incentrata sul Samulet (amo come in questo fandom diamo nomi a tutto XD).&lt;br /&gt;A &lt;span class='ljuser ljuser-name_weeping_ice' lj:user='weeping_ice' style='white-space:nowrap'&gt;&lt;a href='http://weeping-ice.livejournal.com/profile'&gt;&lt;img src='http://l-stat.livejournal.com/img/userinfo.gif?v=92.1' alt='[info]' width='16' height='16' style='vertical-align: bottom; border: 0; padding-right: 1px;'/&gt;&lt;/a&gt;&lt;a href='http://weeping-ice.livejournal.com/'&gt;&lt;b&gt;weeping_ice&lt;/b&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;, perché la mia prima Wincest non poteva che essere sua. Buon &lt;del&gt;OTP&lt;/del&gt; compleanno! (tu non far caso all'orario, 'kay? A dire il vero l'avevo più o meno finita per la mezzanotte di qui, ma poi il perfezionismo ha preso il sopravvento)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: right; "&gt;&lt;i&gt;I'll be your mother, I'll be your father, I'll be your lover... I'll be yours.&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;(Placebo - I'll Be Yours)&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a name="cutid1"&gt;&lt;/a&gt;Quando si sfilava una maglietta, Dean si stupiva ancora di non sentirsi ricadere il ciondolo sul petto. Quel peso familiare l'aveva accompagnato per la maggior parte della sua esistenza; persino all'Inferno la sua anima aveva continuato a sentirsi quella cordicella intorno al collo e i demoni che lo tormentavano non avevano perso occasione di tirarla, di usarla per strozzarlo, di assumere l'aspetto di Sam per prendersi gioco di lui. Ma appena ne era uscito, l'aveva rimessa al collo, al suo posto.&lt;br /&gt;E poi aveva creduto, buttandolo via, di potersene liberare, così, come se i ricordi si potessero lasciar cadere in un cestino.&lt;br /&gt;Il ciondolo dei padri assenti, avrebbe potuto chiamarlo. Prima il suo, poi il padre di Castiel. E chi restava a raccogliere i cocci, ad abbracciare un fratellino deluso o a porgere aspirine ad un angelo quasi caduto, era sempre lui.&lt;br /&gt;Dean si era stufato molto tempo prima di essere lasciato indietro a rimediare ai casini altrui. Ma il motivo principale per cui aveva lasciato cadere nell'immondizia senza rimpianti quell'amuleto era stato Sam. Sam che gli aveva voltato le spalle troppe volte per tenerne il conto, Sam che continuava nonostante tutto ad essere il centro del suo mondo, Sam che era rimasto lo stesso bambinone viziato, Sam che era cresciuto e credeva di non avere più bisogno di lui, Sam che aveva ormai più cicatrici di lui, Sam, Sam, Sam, fratello, amante, amico, traditore, vittima e carnefice.&lt;br /&gt;«Dean.»&lt;br /&gt;Sam senz'anima, che lui era giunto quasi ad odiare, ma con cui, dio, il sesso era stato pazzesco. E infine Sam, che dopo aver recuperato i ricordi della Gabbia era caduto a pezzi sotto il suo sguardo, senza che lui potesse farci nulla.&lt;br /&gt;«Ehi, Dean.»&lt;br /&gt;Ci volle un attimo perché la voce di Sam, del &lt;i&gt;vero&lt;/i&gt; Sam, vivo e intatto sul sedile accanto a lui, si facesse strada nei suoi pensieri.&lt;br /&gt;«Sì?»&lt;br /&gt;«Puoi fermarti un momento?»&lt;br /&gt;Lo sguardo di Dean abbandonò la strada per un istante e scattò verso di lui, preoccupato, e Sam sbuffò. «Sto bene. Volevo solo... parlare.»&lt;br /&gt;«Non puoi farlo mentre siamo in moto?»&lt;br /&gt;La voce di Dean era quasi un ringhio. Tesa, tirata fino allo stremo. Non vedeva l'ora di mettere tutta la distanza possibile fra sé e quel luogo dove aveva rischiato di perdere Sam e dove aveva perso, di nuovo, quell'idiota di un angelo. Gli sembrava di sentirsi ancora addosso l'odore di ospedale, e solo a pensare a tutti i guai che la ricomparsa di Meg avrebbe portato loro...&lt;br /&gt;Sam sbuffò di nuovo, ma prima che Dean potesse iniziare a sentirsi in colpa per essere riuscito a rispondergli male quando tutto quello che voleva era dirgli quanto fosse felice di riaverlo con sé, si ritrovò le labbra di Sam sulle proprie. Era appena un tocco, l'angolo scomodo non permetteva di più, ma per poco Dean non fece finire fuori strada la sua bambina. Da quando aveva riavuto i suoi ricordi della Gabbia, Sam si era ritirato sempre più in se stesso. Un tocco bastava a farlo scattare indietro, rabbrividendo. Alle volte si infilava nel letto di Dean, la notte, ma lasciava uno spazio fra loro. Dean poteva sentire il calore del suo corpo, percepire il suo respiro e i suoi movimenti nel sonno: non di più.&lt;br /&gt;«Possiamo fermarci?» ripeté Sam, a pochi millimetri dalla sua bocca, il fiato caldo che gli solleticava la pelle.&lt;br /&gt;«Possiamo fermarci.» annuì Dean, senza riuscire ad impedirsi di sorridere.&lt;br /&gt;La strada era costeggiata da prati, forse pascoli, e Dean non perse tempo a girare ed infilarsi in uno di essi. Era ormai calata la sera, e a giudicare dal fatto che la strada era stata deserta per ore, nessuno li avrebbe disturbati.&lt;br /&gt;Sam scese dalla macchina e si stiracchiò, mentre Dean rimaneva ancora un istante seduto al posto di guida, spiandolo dal finestrino.&lt;br /&gt;Finestrino sul quale Sam si chinò a bussare dopo qualche secondo. «Ehi, esci di lì.»&lt;br /&gt;«Eccomi, eccomi.»&lt;br /&gt;Sam era andato a sedersi sul cofano, come aveva fatto infinite altre volte, e aspettava che lui lo raggiungesse.&lt;br /&gt;«Birra?» propose Dean.&lt;br /&gt;«È un'orribile brodaglia calda?»&lt;br /&gt;«Sì.»&lt;br /&gt;«Passamene una.»&lt;br /&gt;Dean prese due lattine dalla macchina e ne lanciò una a Sam, che l'afferrò prontamente. Poi andò a sedersi accanto a lui.&lt;br /&gt;«Allora... volevi guardare le stelle?»&lt;br /&gt;Sam alzò lo sguardo verso il cielo, coperto a tratti da stracci di nuvole, intorno alle quali scintillavano manciate di stelle, e scrollò le spalle. «Anche. Non abbiamo avuto molto tempo per... per niente, ultimamente.»&lt;br /&gt;«Sai, fra un'apocalisse e l'altra...» commentò acidamente Dean, guadagnandosi una gomitata nelle costole.&lt;br /&gt;«Dico davvero, Dean. Non c'è da meravigliarsi se poi litighiamo.»&lt;br /&gt;«Quindi dobbiamo avere una rubrica settimanale a cuore aperto?»&lt;br /&gt;Sam alzò gli occhi al cielo e prese il fratello per il bavero della giacca, tirandoselo contro bruscamente.&lt;br /&gt;«Vorrei solo» lo baciò di nuovo, stavolta più a fondo «evitare» un altro bacio, e Dean si sentì la testa leggera nel riscoprire il sapore di quella bocca «di arrivare» un morso «di nuovo» Dean nascose un gemito fra le sue labbra «in punto di morte prima di ricordarti che non sei l'unico che...» si appoggiarono fronte contro fronte «l'unico che ci tiene. L'unico che non si arrende.» si frugò un una tasca, e ne tirò fuori un piccolo involto di carta di giornale.&lt;br /&gt;Lo porse a Dean, che accettò con aria perplessa. Non appena l'ebbe aperto, la sua espressione si trasformò completamente, ma rimase in silenzio. Cos'avrebbe potuto dire? Suo fratello aveva ripescato quell'amuleto dalla spazzatura e se l'era trascinato dietro per tutto quel tempo. L'aveva conservato. E se ora Dean si sentiva la gola chiusa in un nodo e gli occhi che pizzicavano, non c'era nulla di cui stupirsi.&lt;br /&gt;«Dean?»&lt;br /&gt;Il maggiore dei Winchester si passò una mano sulla bocca, cercando di ritrovare l'uso delle corde vocali, perché davvero, doveva piantarla di avere quelle reazioni da ragazzina isterica.&lt;br /&gt;Si infilò la collana, e il peso familiare dell'amuleto contro lo sterno sembrò calmarlo. Rivolse al fratello un ghigno dei suoi. «Sei il solito sentimentale, Sammy.»&lt;br /&gt;Significava &lt;i&gt;Grazie&lt;/i&gt;, significava &lt;i&gt;Anch'io, Sam&lt;/i&gt;, significava &lt;i&gt;Non lo toglierò più e continuerò a non arrendermi&lt;/i&gt;.&lt;br /&gt;Significava tutta una serie di cose che neppure Sam era capace di dire ad alta voce. Ma si capivano e andava bene così.&lt;br /&gt;Dean passò una mano dietro la nuca di Sam, sprofondando le dita in quei capelli troppo lunghi, e riprese a baciarlo. Gli seguì il contorno della labbra con la lingua, si lasciò mordicchiare in quel modo un po' curioso e un po' aggressivo che era così &lt;i&gt;Sam&lt;/i&gt; da dargli i brividi.&lt;br /&gt;Fu solo l'istinto a guidare le sue mani sotto gli strati di vestiti del fratello, ma quando la sensazione della sua pelle nuda gli raggiunse il cervello, Dean si rese conto di quanto gli fosse mancata. E decise che ne aveva abbastanza di aspettare. Tirò la giacca e la camicia, e Sam colse l'antifona e gli tolse le mani dai fianchi per lasciarsi spogliare.&lt;br /&gt;Normalmente per una sveltina nel cuore della notte, non se ne sarebbero nemmeno preoccupati, ma era passato troppo tempo dall'ultima volta in cui erano stati insieme, &lt;i&gt;davvero&lt;/i&gt; insieme, davvero loro.&lt;br /&gt;Dean gettò a terra anche la propria giacca, e quando Sam gli sfilò la maglietta il ciondolo gli ricadde sul petto. Stavolta non perse tempo in momenti sentimentali e si spinse di nuovo contro Sam, assaporando il contatto, pelle contro pelle, il calore intrappolato fra di loro ancora più piacevole se comparato all'aria notturna. Non era freddo, ma neanche abbastanza caldo da prendersela comoda lì all'aperto. Avrebbero potuto sistemarsi sui sedili posteriori dell'Impala: per quanto scomodo, se l'erano cavata altre volte. A Dean non sarebbe dispiaciuto, perché era &lt;i&gt;loro&lt;/i&gt;, che era il motivo per cui aveva insistito, anni prima, per avere lì la loro prima volta. Ma in quel momento era a caccia di una soddisfazione rapida, e poi di un motel, e per una volta non avrebbe protestato quando avrebbero offerto loro una matrimoniale, anzi, l'avrebbe chiesta lui e poi avrebbe tenuto a letto Sam fino al giorno successivo e si sarebbe preso il suo tempo per tornare a conoscere tutto il territorio familiare del suo corpo.&lt;br /&gt;Sam rabbrividì sotto il suo tocco e si tuffò verso il suo collo. Dean gettò indietro il capo per lasciargli spazio. La lingua di Sam giocò con la cordicella dell'amuleto, sfiorandogli appena la pelle, e Dean gli artigliò le spalle così forte che forse gli avrebbe lasciato il segno. Quando finalmente Sam si decise ad aggiungere i denti, Dean si lasciò sfuggire un mugolio assolutamente poco dignitoso. Ma erano passati anni dall'ultima volta, perché al Sam senz'anima non importava di lasciargli segni sulla pelle, di stringerlo a sé in quel modo.&lt;br /&gt;«Tuo.» soffiò Dean, prima di staccarsi ed iniziare a percorrere il petto di Sam con la lingua e con le labbra. Ridisegnò il tatuaggio contro la possessione, fece scivolare i denti lungo la linea dei suoi addominali, e poi si inginocchiò sull'erba.&lt;br /&gt;Sam era completamente senza fiato. Una mano si attrappò alla carrozzeria della macchina come se avesse avuto bisogno di tenersi fermo, mentre l'altra corse automaticamente fra i capelli di Dean, che gli aveva appena tirato giù i pantaloni, e gli stava lasciando una scia di baci umidi lungo l'interno coscia.&lt;br /&gt;«Dean!» mugolò pietosamente, e questi non se lo fece ripetere due volte. Prese in bocca la sua erezione, e intanto si slacciò i jeans, abbassandoli quanto possibile in quella posizione.&lt;br /&gt;Sapeva bene quanto facesse uscire di testa Sam vederlo masturbarsi mentre era in ginocchio davanti a lui, le labbra tese intorno al suo cazzo. Dean tenne gli occhi aperti, fissi sul volto del fratello per tutto il tempo, bevendo delle sue espressioni beate come un assetato nel deserto. Si tirò indietro quel tanto che bastava per muovere la lingua intorno alla punta, facendo gemere Sam, e seppe che era vicino. Accelerò i movimenti tanto della propria bocca che della mano, e quando sentì Sam riversargli in bocca il suo orgasmo, la familiarità del sapore e dei mugolii di piacere che riusciva a provocare spinsero anche Dean oltre la soglia.&lt;br /&gt;Non si sentiva così bene da secoli. Era totalmente sciolto, non credeva che sarebbe stato in grado di muoversi per il resto della sua vita. Ma Sam lo tirò su a forza e se lo strinse contro in un abbraccio a cui neppure Dean avrebbe avuto la forza di negare lo status di coccole post-sesso.&lt;br /&gt;Dopo che si furono staccati, raccattarono i vestiti sparsi e se li infilarono in fretta. I jeans di Dean erano un mezzo disastro, ma decise che avrebbe aspettato di potersi fare una doccia prima di cambiarsi. Si sfilò di tasca le chiavi e le lanciò al fratello.&lt;br /&gt;«Fermati al primo motel che trovi, Sammy.» lo istruì, ignorando il suo sguardo sorpreso.&lt;br /&gt;«E tu?»&lt;br /&gt;«Io ho una certa età e ho bisogno di riposo.» rispose Dean, aprendo la portiera dalla parte del passeggero. Poi aggiunse, con un sorriso che gli uscì decisamente più dolce del dovuto: «Dopo tutto hai dimostrato di saperti prendere cura delle mie cose.»&lt;br /&gt;Si addormentò cullato dal rumore familiare del motore della sua bambina, una mano sul petto a coprire il ciondolo e l'altra sulla coscia di Sam.&lt;a name='cutid1-end'&gt;&lt;/a&gt;&lt;br&gt;&lt;br&gt;</content>
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    <title>[Supernatural] On Cloud Number Nine</title>
    <published>2012-03-14T22:05:13Z</published>
    <updated>2012-03-15T00:27:34Z</updated>
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Sanità mentale? Non è un problema nostro.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a name="cutid1"&gt;&lt;/a&gt;Gabriel sbuffò, esasperato. - Castiel! Castiel!&lt;br /&gt;- Cosa c'è, fratello?&lt;br /&gt;- Dov'è? L'hai visto?&lt;br /&gt;Castiel inclinò il capo e lo fissò senza capire.&lt;br /&gt;- Il mio arricciacapelli! - sbottò Gabriel - Dov'è finito? - lanciò un'occhiata critica allo spettinatissimo fratello minore e sbuffò nuovamente - In effetti, di certo non l'hai preso tu...&lt;br /&gt;In quel momento passò Michael, nella sua armatura splendente, le grandi ali rosa lucide e scintillanti e i boccoli biondi perfettamente acconciati.&lt;br /&gt;- Tu! Sei stato tu!&lt;br /&gt;Michael lo guardò dall'alto in basso, come suo solito. - Non so di cosa tu stia parlando.&lt;br /&gt;- Hai di nuovo preso il mio arricciacapelli senza chiedere il permesso. - lo accusò Gabriel - Io ho un'Annunciazione da fare oggi e nessuno collabora. Devo scendere sulla Terra in queste condizioni? - si indicò i capelli, che al piccolo Castiel sembravano perfettamente a posto, ma non si poteva mai dire, con Gabriel.&lt;br /&gt;- Sarà stato Lucifer. - rispose Michael scrollando le spalle.&lt;br /&gt;- Non è vero, - protestò Gabriel, scuotendo nervosamente le ali dorate - lui si piastra, non si fa i boccoli. Tu fai tanto il cocco di papà, ma sei solo un gran bugiardo!&lt;br /&gt;- Come ti permetti? - sbraitò Michael, tirando fuori la sua miglior voce da fratello maggiore e spalancando minacciosamente le ali.&lt;br /&gt;Prima che la cosa degenerasse, però, Gabriel si sentì tirare una piuma da Castiel.&lt;br /&gt;- Sì?&lt;br /&gt;Castiel gli indicò Balthazar, che stava volando sopra di loro in quel momento... e aveva una nuova acconciatura.&lt;br /&gt;- Balthazar! - lo chiamarono all'unisono Michael e Gabriel.&lt;br /&gt;L'altro atterrò graziosamente sulla nuvola accanto a loro, facendo finta di niente. - Sì, fratelli?&lt;br /&gt;Gabriel si mise le mani sui fianchi e lo scrutò, in attesa, ma se c'era una cosa che Balthazar aveva imparato bene (e l'aveva imparato dal migliore, cioè da Gabriel stesso), era mantenere una faccia di bronzo in qualsiasi circostanza.&lt;br /&gt;- Hai preso tu il mio arricciacapelli? - gli domandò allora l'arcangelo, cercando di mantenere un tono calmo e pacato.&lt;br /&gt;Balthazar scosse il capo, facendo ondeggiare i ricci biondi, ma uno scatto nervoso delle sue ali verde brillante lo tradì.&lt;br /&gt;- Lo sapevo! Sei stato tu!&lt;br /&gt;- Vedi - stava dicendo Michael intanto - che non sono stato io. &lt;i&gt;Io&lt;/i&gt; ho il &lt;i&gt;mio&lt;/i&gt; arricciacapelli, che, giusto perché tu lo sappia, è molto più bello del tuo. E adesso scusami, ma ho dei draghi da annientare oggi e sono già in ritardo.&lt;br /&gt;Una voce però lo bloccò prima che potesse spiccare il volo. - Non serve più. - Lucifer atterrò accanto a lui. Si levò un minuscolo granello di polvere da una delle ali nere e sorrise ai fratelli - Ci ho già pensato io. - diede un paio di colpetti affettuosi all'impugnatura della sua spada, decorata di perle e rubini.&lt;br /&gt;Michael lo guardò malissimo, ma si lasciò prendere sotto braccio da Lucifer e condurre via.&lt;br /&gt;Castiel, Balthazar e Gabriel rimasero da soli.&lt;br /&gt;- Sono disposto a dimenticare questo piccolo incidente... - esordì Gabriel - se tu mi presti la tua tunica rosa, quella con lo scollo a v. Ci tengo a fare una buona impressione sulla futura madre di Papà. Del figlio di Papà. Oh, insomma, odio la teologia!&lt;br /&gt;Balthazar, più che soddisfatto di cavarsela così, cedette immediatamente.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Un paio di millenni dopo, quando fu il momento per Castiel di scendere sulla Terra, molte cose erano cambiate, in Paradiso. In primo luogo, Michael era più insopportabile del solito, da quando aveva dovuto cacciare Lucifer, e Gabriel era scappato di casa.&lt;br /&gt;Molte cose, però, erano rimaste le stesse. Una era Balthazar che lo riempiva di buoni consigli che Castiel avrebbe rigorosamente ignorato.&lt;br /&gt;- Non rovinarti il vessel nuovo appena lo metti, mi raccomando. E ricordati...&lt;br /&gt;- ...gli umani sono facilmente impressionabili.&lt;br /&gt;Balthazar gli fece l'occhiolino. - Fa' vedere loro chi comanda appena arrivi, o non ti porteranno il dovuto rispetto.&lt;br /&gt;- Sì, fratello. - sbuffò Castiel. Non era più un angioletto di mezzo millennio, accidenti, quando si sarebbero decisi a capirlo? Aveva già visto l'Inferno e salvato l'anima dell'Uomo Giusto, e non si poteva dire lo stesso di molti dei suoi fratelli maggiori. E aveva anche fatto le sue ricerche. Certo, non sapeva ancora esattamente cosa aspettarsi, ma di una cosa era certo: apparire con lo stesso aspetto che usavano i suoi fratelli negli scorsi millenni avrebbe solo fatto ridere dei cacciatori. Il suo tramite, tal Jimmy Novak, era un tipo a posto. Non particolarmente minaccioso, ma poteva andare. Restava una questione...&lt;br /&gt;- E se non mi credono?&lt;br /&gt;- Cosa? - Balthazar aggrottò la fronte.&lt;br /&gt;- Hanno incontrato molte creature potenti, questi cacciatori. Se non credono che io sia un angelo?&lt;br /&gt;- Mostragli le ali. Ha sempre funzionato. E... - aggiunse, dandogli una gomitata - le ragazze lo adorano.&lt;br /&gt;- Dean Winchester non è una ragazza. - gli fece notare candidamente Castiel.&lt;br /&gt;Balthazar sogghignò e non gli rispose.&lt;br /&gt;- Inoltre - insistette Castiel, ignorandolo - non penso che le mie ali... insomma...&lt;br /&gt;- Cosa? Solo perché non ne hai quattro paia come un arcangelo non credo abbiano il diritto di essere meno intimiditi, sai?&lt;br /&gt;- No, intendevo... - sospirò e ammise: - Il colore.&lt;br /&gt;- Ah. - Balthazar incrociò le braccia sul petto e assunse un'aria meditativa - In effetti la scelta di assegnare a noi guerrieri il rosa e il verde smeraldo è... datata, per usare un eufemismo.&lt;br /&gt;- Ma di certo Papà doveva aver previsto...&lt;br /&gt;- Castiel, è adorabile come tu conti sempre su Papà, davvero, ma ho la soluzione a tutti i tuoi problemi. Se credi che il rosa non sia di gradimento di Dean - sogghignò ancora - e, credimi, conosco una certa Rhonda che potrebbe dirti il contrario... ma sì, capisco che possa non apparire minaccioso a sufficienza. Basta che tu non mostri le tue ali, non del tutto almeno: bastano le ombre. Gli esseri umani hanno ancora più paura di quello che non possono vedere, quindi prenderesti due piccioni con una fava. Di', sono un fratellone fantastico, vero?&lt;a name='cutid1-end'&gt;&lt;/a&gt;</content>
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    <title>[Sherlock BBC] Midsummer Nightmare</title>
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    <content type="html">&lt;b&gt;Fandom:&lt;/b&gt; Sherlock BBC&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Titolo:&lt;/b&gt; Midsummer Nightmare&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Personaggi/Pairing:&lt;/b&gt; Sherlock, John&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Warning:&lt;/b&gt; slash-che-nega-di-esserlo (come in canon, in pratica)&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Wordcount:&lt;/b&gt; 577&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Rating:&lt;/b&gt; G&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a name="cutid1"&gt;&lt;/a&gt;Se non avete mai guardato qualcuno dormire, avrete un'immagine molto romantica e assolutamente errata della cosa.&lt;br /&gt;Se l'avete fatto davvero, allora probabilmente dovrei presentarvi John Watson, perché siete fra i pochi esseri su questa terra a poter eguagliare il suo disdicevole sentimentalismo.&lt;br /&gt;Ripensandoci, non ve lo presenterei affatto. Il mio cinismo di solito funge da linea di contenimento, ma con una persona romantica a dargli corda si finirebbe a rose rosse e cioccolatini e il solo pensiero mi risulta intollerabile. Sarah è già più che sufficiente, sotto questo punto di vista, e non potete neppure immaginare la quantità ridicolmente alta di tempo che ho impiegato ad assicurarmi che la sua frequentazione con John non gli nuocesse più del dovuto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ho guardato dormire John Watson molte volte per il semplice motivo che lui dormiva e io ero sveglio, ed eravamo nella stessa stanza. E questo per nessuno dei motivi a cui la buona signora Hudson e Angelo tendono ad alludere sin troppo spesso.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Lo guardo dormire, dicevamo, perché accade che John si addormenti nei momenti più sbagliati. Devo ammettere, a credito della sua resistenza, che questo avviene sempre dopo almeno trenta ore di veglia, ma questa non è certamente una buona ragione perché anch'io soccomba al sonno e sottragga tempo prezioso al ragionamento.&lt;br /&gt;Mi sono dunque ritrovato ad osservarlo come lo osservo nei momenti di veglia -come in effetti osservo tutto quanto mi si pari davanti, assorbendone ogni dettaglio, a prescindere da quanto la mia mente sia occupata con la risoluzione di un caso. Dopo lunghi anni di esercizio, osservare è diventato parte della mia natura, così come ricordare i dettagli. Così so sempre quando il sonno di John è simile ad uno svenimento tanta è la fatica accumulata, o quando invece è appena un dormiveglia vigile che si interromperebbe al mio primo movimento: in quest'ultimo caso, come vedete, non ho scelta se non lo stare immobile, e dunque continuare ad osservare ciò che è già nel mio campo visivo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In ogni caso, John è un compagno degno del mio vecchio teschio, quando dorme. Il pubblico ideale, anche se devo ammettere che talvolta arrivo a rimpiangere certi suoi commenti entusiasti. Ritengo che, attraverso il mio ego, potrebbero in qualche modo giungere a stimolare persino il mio intelletto. Un giorno dovrò fare qualche ricerca su una loro eventuale effettiva utilità pratica.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma tornando a John, posso dire di aver effettivamente, volontariamente dedicato il mio completo interesse alla sua persona privata della sua parte più interessante -sebbene il suo intelletto non si possa certo definire superiore e per contro il suo fisico abbia doti rimarchevoli, è pur sempre con un essere umano pensante quello con cui ho scelto di avere a che fare- in questo momento per la prima volta.&lt;br /&gt;È disteso sul divano (per lo meno non è crollato con la testa sul tavolo come l'ultima volta), ma si sta agitando così tanto da rischiare di cadere. Non mi servono le mezze parole che gli escono di bocca per capire che è tormentato da incubi sulla guerra. So che ne soffre spesso, ma non era mai successo in mia presenza. C'è qualcosa di disturbante nell'osservare dall'esterno un fenomeno col quale non si può interagire, e devo ammettere che ciò è reso ancora più sgradevole dalla consapevolezza di non poter far nulla per aiutare il mio amico. Posso svegliarlo ora (naturalmente con una scusa, altrimenti il suo orgoglio ne risentirebbe), ma non posso impedire che la guerra continui a tormentarlo.&lt;a name='cutid1-end'&gt;&lt;/a&gt;&lt;br&gt;&lt;br&gt;</content>
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    <title>[Supernatural] Downbound Train - Dodici Anni</title>
    <published>2012-03-08T02:07:44Z</published>
    <updated>2012-03-08T02:09:04Z</updated>
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Non è necessario averle lette per capire (Dean è morto, l'Apocalisse è stata evitata, Castiel è caduto e ora caccia con Sam e Adam), ma è necessario leggerle per la vostra vita di fangirl, perché sono stupende.&lt;br /&gt;L'idea viene anche da &lt;span class='ljuser ljuser-name_weeping_ice' lj:user='weeping_ice' style='white-space:nowrap'&gt;&lt;a href='http://weeping-ice.livejournal.com/profile'&gt;&lt;img src='http://l-stat.livejournal.com/img/userinfo.gif?v=92.1' alt='[info]' width='16' height='16' style='vertical-align: bottom; border: 0; padding-right: 1px;'/&gt;&lt;/a&gt;&lt;a href='http://weeping-ice.livejournal.com/'&gt;&lt;b&gt;weeping_ice&lt;/b&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;, che voleva saperne di più sui dodici anni di Castiel come cacciatore umano a cui si accennava in &lt;i&gt;Paradiso&lt;/i&gt;.&lt;br /&gt;Last but not least, Bruce Springsteen che canta &lt;a href="http://youtu.be/F8oFnsR_HBE" rel="nofollow"&gt;Downbound Train&lt;/a&gt; mi ha fornito il mindset angst giusto - e io non so più scrivere un'intera frase in italiano.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a name="cutid1"&gt;&lt;/a&gt;Castiel ha imparato a guidare su quella macchina. Più di tutto, è simbolico di come ormai sia anche lui un Winchester in tutto e per tutto. Ha smesso di pensare a lei come alla macchina di Dean ogni volta che ci sale, e riesce a concentrarsi sul volante, sulla strada, o sul sonno arretrato che può recuperare sui sedili posteriori. Lui, Adam e Sam fanno a turno a guidare, ora che non c'è Dean a monopolizzare il posto di guida e la radio. La sua assenza è ancora lì, inchiodata al metallo cromato, ai pezzi di lego e ai soldatini incastrati nel posacenere, e Castiel si accorge dello sguardo di Sam, quando ci cade per sbaglio. I loro sguardi sono simili, ma così diversi. Castiel ha dovuto pregare Sam di non buttare l'Impala. Sam vorrebbe andare avanti in modo più sostanziale di quanto quelle quattro ruote che ormai può chiamare 'casa' non gli consentano. Castiel non vorrebbe impedirglielo perché sa quanto ha perso, lo vede nella ruga che gli si forma in mezzo alla fronte ogni volta che riscopre quei pezzi della sua infanzia, del suo tempo con Dean, nel lutto che non ha mai accettato né negato, nell'amore per quel fratello che odia. Ma Castiel non è più un angelo, e non è nemmeno un umano molto bravo ad accettare e rinunciare, non a rinunciare a quel poco, pochissimo che è riuscito a tenere per sé, a tenere &lt;i&gt;di&lt;/i&gt; sé. Quindi insiste, Adam gli dà man forte perché anche lui ha imparato a guidare sull'Impala, e Sam è costretto a capitolare.&lt;br /&gt;Adesso cacciano insieme. I primi tempi, Sam non fa altro che lamentarsi, e Castiel gli coglie spesso sulla punta della lingua un "Dean non avrebbe mai..." o "Almeno con Dean e papà...". Finisce col rimproverarli più bruscamente del dovuto, spazientito di dover fare da balia a due novellini. Castiel inizia a cavarsela da solo per primo. Non si trascorre un'eternità intera come soldato senza sviluppare una certa affinità per le armi, anche quando queste sono cose pesanti e impacciate, che vanno ricaricate e pulite, che non sempre sono effettive, che a volte si rompono. Che sono così atrocemente &lt;i&gt;umane&lt;/i&gt; che a Castiel a volte viene voglia di urlare. Ma non è un moccioso e non può permettersi di fare i capricci, quindi inghiotte tutto, raddrizza le spalle, fa scattare la sicura, ascolta il metallo e la plastica sotto le sue dita, e va avanti. Avanti.&lt;br /&gt;Il momento in cui capisce che della sua vita è rimasto ben più di qualche coccio sparso è quando salva per la prima volta una persona. Non è nessuno di speciale, è un signore di mezza età che stava per essere gettato dal balcone da un fantasma riottoso, e magari verrà investito da un autobus domani, ma intanto Castiel ha sparato al fantasma proprio all'ultimo momento, mentre Sam e Adam bruciavano le ossa. Non l'ha fatto per un ordine superiore, non ha secondi fini ignoti persino a lui stesso, e, per la prima volta, si sente soddisfatto. Quando l'uomo gli stringe la mano, Castiel vorrebbe spiegargli che è lui ad essergli grato, ma si limita a sorridergli. È il primo sorriso da quando la Grazia gli si è strappata via di dosso e immagina debba sembrare strano, tirato. Ma è un sorriso, e Castiel continua a sorridere: a Sam, ad Adam, che lo fissano straniti per qualche secondo e poi annuiscono, si scambiano pacche sulle spalle e propongono di andare a farsi una birra per celebrare. È strano come tutti e tre siano finiti per orbitare insieme intorno ad un vuoto a cui ognuno di loro dà un nome diverso, ma che è sempre lo stesso.&lt;br /&gt;"All'attività di famiglia", brinda Sam, rompendo il silenzio.&lt;br /&gt;"All'attività di famiglia", gli fanno eco gli altri due, e Castiel si chiede quanto sia ironico quel brindisi, e quanto invece la caccia ora sia l'unico punto di equilibrio anche per Sam. Si chiede se, magari, anche lui ne tragga qualche fugace piacere, a volte, oppure orgoglio.&lt;br /&gt;Quando, più tardi, lo trova fuori dal motel, insonne come lui, glielo chiede. In parte è merito dei cinque o sei giri di birra che sono seguiti al primo, in parte del fatto che le luci fuori sono quasi tutte fulminante e possono fingere di non guardarsi negli occhi.&lt;br /&gt;"Non lo so", risponde onestamente Sam. Poi scuote la testa e sbuffa una sorta di risata. "Siete tutti uguali, voialtri soldati. Tutti a parlare di orgoglio. Ma forse non avete tutti i torti," e quando si volta, Castiel sa che in quel momento non vede solo lui, ma anche suo fratello e suo padre, "forse è l'unico modo per non impazzire. Avere delle certezze."&lt;br /&gt;La smettono di avere conversazioni filosofiche in piena notte, ma in compenso si instaura fra i tre una sorta di cameratismo. Non sono, non saranno mai, la squadra che avrebbero potuto formare Sam e Dean prima dell'Apocalisse, o Castiel e Dean in quello strano &lt;i&gt;dopo&lt;/i&gt;, ma almeno non sono una squadra al condizionale: sono tutti e tre vivi e sono dannatamente bravi in quello che fanno.&lt;br /&gt;Vanno avanti come una macchina da guerra. Si fermano appena il tempo di riprendere fiato, e corrono da una parte all'altra degli Stati Uniti. Una volta, memorabilmente, superano persino il confine col Messico e nel tornare per poco non vengono presi di mira dalle pattuglie messe lì a fermare l'immigrazione. "Come se i wendigo rispettassero i confini", aveva sbuffato Adam, alla guida in quel momento, premendo più forte sull'acceleratore, finché il rombo dell'Impala non aveva coperto del tutto Bruce Springsteen che urlava &lt;i&gt;born in the USA, born in the USA!&lt;/i&gt; Dopo essersi lasciato convincere a tenere l'Impala, Sam non aveva più menzionato iPod o modifiche, ma la collezione di cassette si era ampliata in base ai gusti dei tre. Più di Adam e Sam, all'inizio, finché lentamente anche Castiel non aveva iniziato ad impilare cassette. Rock d'annata, soprattutto, simili a quelle che c'erano già. Forse perché è stata la prima musica che ha ascoltato, sulla Terra, e ci è ancora affezionato. Non ci pensa più molto, ai suoi giorni da angelo. Iniziano a sembrargli memorie strane, quasi come se quello attaccato alla coda di una cometa fosse stato lui e non Jimmy. Sono surreali e dolorose. Le seppellisce di giorno in giorno sotto la polvere della strada, le lenzuola lise dei motel, i bisticci sul cibo fra Sam e Adam, i pomeriggi passati a sudare e macchiarsi di grasso sotto l'Impala o con la testa ficcata nel suo cofano, con Sam che gli ripete istruzioni su istruzioni, fino a dimenticare che il mondo non è un motore che puoi semplicemente aggiustare.&lt;br /&gt;La prima volta che Castiel piange, è passato così tanto tempo dalla sua caduta che ha quasi dimenticato di non essere nato umano, ed è passato così tanto tempo da quando ha perso Dean, che si è ormai convinto di non avere più posto per il dolore. Non è un momento speciale, o una ricorrenza. Si sono separati per seguire piste diverse. Non è la prima volta, ma non succede spesso, e a Castiel rimane sempre addosso una certa inquietudine, come se dovesse rendere conto a qualcuno di cosa ci fa lì. L'istinto a voltarsi, aspettandosi che Dean risolva le questioni pratiche come pagare il motel e decidere quale dei nomi falsi dare stavolta, lo coglie di sorpresa. Ormai non è più un moccioso in impermeabile, dannazione, nemmeno ce l'ha più quell'impermeabile, è bruciato insieme a tutti gli abiti di Jimmy quando si è ribellato a Michael, adesso ha una stupidissima giacca di pelle per cui Sam lo guarda con la stessa aria di compatimento che riservava a Dean quando pensava che stesse idolatrando John, e l'ingiustizia del fatto che Dean non sia lì con lui lo colpisce come uno schiaffo in pieno viso. Sente gli occhi che gli bruciano come quando gioca a biliardo in qualche piccolo bar fumoso, o come quando ha bevuto così tanto che sta per vomitare, e non capisce. Non capisce e resta lì col portafogli in mano, aspettando che qualcuno gli spieghi cosa succede. Poi la receptionist gli schiocca le dita davanti al naso e Castiel inserisce il pilota automatico. Riprende a respirare solo una volta in camera, solo per accorgersi che respirare non gli viene poi così facile e gli occhi gli bruciano ancora.&lt;br /&gt;Mormora: "Dean..." e scoppia in un pianto dirotto.&lt;br /&gt;Quella sera Castiel pensa al sesso per la prima volta. Si chiede se Dean a volte si sentisse perso come lui in quel momento, se avesse mai desiderato un contatto umano solo per non restare da solo con se stesso. Poteva leggere Dean meglio di chiunque altro, ma la verità era che Dean si era sempre ritratto anche da lui nei momenti di debolezza. Si era rifugiato nei suoi abbracci, a volte, ma con gli occhi serrati e il volto nascosto contro il suo petto. Negava, negava sempre, Dean. Castiel pensa a tutte le persone che gli hanno, magari solo per qualche secondo, ricordato Dean. Pensa al sorriso strafottente di quel ragazzo a Richmond, agli occhi della testimone dell'ultimo caso, alle gambe di quel pugile dell'Indiana che credeva di parlare con gli angeli, alle lentiggini del professore ucciso a Dunning, che spiccavano così vivide contro la sua pelle bianchissima quando l'aveva visto all'obitorio - e lì il treno di pensieri di Castiel si interrompe, si schianta, perché lui Dean non l'ha neanche potuto seppellire e si accorge che la ferita è ancora fresca come il primo giorno. Si abbraccia le ginocchia e rimane fermo in mezzo al letto pensando a quanto sia difficile essere umani ed essere soli e gli viene fuori una rabbia terribile contro quelli che una volta erano i suoi fratelli, così forte e impossibile da sfogare che ricomincia a piangere. Come potevano accusare l'umanità di essere &lt;i&gt;sbagliata&lt;/i&gt; quando anche solo per rialzarsi in piedi dopo aver subito un colpo, quando non hai la Grazia di centinaia di fratelli a scaldarti, è un atto che richiede più coraggio di quanto Castiel non ne abbia mai visto in tutto il Paradiso? Bisogna essere così forti, e Catiel non è più così sicuro di esserlo, ma adesso sì, ha ritrovato l'orgoglio, ed è fiero di ciò che è diventato, anche se le lacrime continuano a scorrergli sulle guance e lui non riesce a fermarle.&lt;a name='cutid1-end'&gt;&lt;/a&gt;&lt;br&gt;&lt;br&gt;</content>
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    <title>[Rock of Ages] My Ship Is On Fire</title>
    <published>2012-02-26T03:25:17Z</published>
    <updated>2012-02-27T18:54:19Z</updated>
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Anche se non sempre shippiamo le stesse cose, andiamo d'accordo lo stesso and this is what friendship means (fermatemi, sono le due di notte e io ho un calo di zuccheri). No, in realtà è per tenervi buone perché la mia slasher interiore ha un filino preso il sopravvento e, ehm, è successo che una certa coppia ha un sacco di attenzione in più rispetto alle altre. Ma ci sono i lama. Vi amo tanto.&lt;br /&gt;I nomi dei due pargoli (ma perché i miei personaggi figliano così tanto, di recente? Ho paura!) sono scelti proprio a caaaaaaso, eh.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a name="cutid1"&gt;&lt;/a&gt;&lt;b&gt;1. [Franz/Regina] You Come To Destroy&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Regina conosceva bene quello sguardo per averlo visto negli occhi di sin troppi coetanei. Nello specchio, però, quello sguardo non l'aveva visto mai, non lei, figlia di due anarchici cresciuta in una comunità hippy, non lei che non aveva mai avuto bisogno di mentire o nascondersi per essere accettata.&lt;br /&gt;Franz invece teneva il capo chino e seguiva idee in cui non credeva. Franz prendeva ordini da un padre che chiaramente non aveva la benché minima stima di lui, e lo seguiva con quell'aria da cane bastonato che faceva infuriare Regina, come tutte le ingiustizie. Ma era una questione privata, e non c'erano proteste o catene da tirare fuori, in quei casi. Poteva provare a parlare con Franz, ma ogni volta lui trovava una scusa per scapparsene via.&lt;br /&gt;“Ah, perché mi preoccupo tanto per quel vigliacco?”, si rimproverò mentalmente Regina, senza sapere se essere più arrabbiata col signor Hertz, con Franz o con se stessa.&lt;br /&gt;Ovviamente i due scelsero proprio quel momento per tornare a tormentarla. Ma non ce l'avevano avuto il '68 in Europa? Non lo sapevano che le solide femministe forgiate dal fuoco di mille battaglie come lei non si muovevano neanche quando arrivavano i bulldozer?&lt;br /&gt;Incrociò le braccia sul petto e si preparò a sopportare una sequela di chiacchiere inutili. Eppure... eppure c'era qualcosa di diverso.&lt;br /&gt;- Franz?&lt;br /&gt;Lui non la guardò nemmeno negli occhi, ma lei gli si avvicinò lo stesso, mentre il signor Hertz blaterava di vita efficiente ed edifici nuovi. Regina stava per darsi per vinta e ammettere di essersi immaginata tutto, quando avvenne il miracolo.&lt;br /&gt;- Nein.&lt;br /&gt;Ok, forse era stata troppo vicina agli amplificatori durante l'ultimo concerto degli Arsenal, non poteva essere altrimenti. Franz aveva appena detto &lt;i&gt;no&lt;/i&gt; a suo padre? Il cuore iniziò a farle le capriole nel petto. No, non poteva essere, Franz era un codardo, lei non doveva lasciarsi illudere così...&lt;br /&gt;- Cosa? - ruggì il signor Hertz.&lt;br /&gt;- Non voglio. - ripeté Franz con tono più fermo.&lt;br /&gt;Regina sentì risuonare le prime note di &lt;i&gt;Hit Me With Your Best Shot&lt;/i&gt; e capì di avere già perso. E già vinto.&lt;br /&gt;“Al diavolo”, si disse, e la sua gonna a fiori volò via insieme al completo grigio elegante di Franz.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;2. [Drew/Sherrie] After All My Words Of Steel&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il fischio del treno aveva un che di finale, come la corda di una chitarra che si rompeva, come l'ultima eco dell'amplificatore a quel concerto dei Def Leppard prima della fine del tour, come tutte le porte che gli erano state sbattute in faccia. Che &lt;i&gt;si era lasciato&lt;/i&gt; sbattere in faccia.&lt;br /&gt;Ma adesso no, quest'occasione Drew non l'avrebbe persa. Non era ancora mezzanotte, e il treno era fermo, in attesa degli ultimi, frettolosi passeggeri. E, in mezzo al grigio della stazione, lei. Sherrie. Sherrie col suo completino di pelle rossa, i capelli biondissimi tutti spettinati, quel certo non so che di brillante... Lonny, c'era da aspettarselo, stava prosaicamente ricordando al pubblico che era semplicemente tutto il glitter che le era rimasto addosso, ma per Drew quello non contava affatto. Lei, per lui, brillava di luce propria. Lei era bellissima, ed era la donna che aveva aspettato per tutta la vita. Lei era più bella della fortuna e della fama, più bella delle mille facce senza nome che l'avevano osannato mentre si svendeva come lead singer di una boy band. Era Sherrie, e contava solo questo.&lt;br /&gt;Ovviamente tutta la sua decisione si sciolse in una pozza di timidezza non appena lei lo guardò.&lt;br /&gt;- ...ciao, Sherrie.&lt;br /&gt;- Ciao, Drew. - mormorò lei, guardandolo da sotto le ciglia.&lt;br /&gt;- C'è una cosa che vorrei...&lt;br /&gt;- Cosa?&lt;br /&gt;Avrebbe voluto rispondere “te”, ma si rese conto mentre apriva bocca che sarebbe suonata come la battuta di uno squallido film porno. Non che lui ne guardasse di porno, eh! Ma la sostanza restava quella, voleva lei. Allora la baciò, e lei si lasciò spingere contro il muro di mattoni e le cadde di mano la valigia preparata di corsa, che si aprì, lasciando irrispettosamente rotolare in giro pezzi della sua vita. Ma né lei, né Drew se ne accorsero, come non si accorsero dello sguardo di disapprovazione di qualche distinto signore coi capelli corti e l'aria rispettabile. Non si erano mai sentiti tanto al posto giusto prima di allora.&lt;br /&gt;Drew le passò una mano dietro la nuca, affondando le dita fra i suoi capelli come se ne andasse della sua stessa vita, e lei inclinò appena il capo. Tutto il suo corpo era schiacciato fra lui e il muro, e...&lt;br /&gt;- I ballerini per l'ultimo numero in scena. &lt;i&gt;Ora&lt;/i&gt;, prima che la cosa degeneri! - ordinò Lonny.&lt;br /&gt;Facendo violenza a se stesso, Drew si staccò dalle labbra morbidissime di Sherrie, la quale a sua volta emise un sospiro insoddisfatto.&lt;br /&gt;- Insomma, siamo o non siamo nella patria di sesso, droga e rock'n'roll? - gridò a Lonny - Speravo di avere la mia parte.&lt;br /&gt;- Non sul palco, campione. - gli rispose il Narratore, facendogli l'occhiolino e indicando le quinte.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;3. [Lonny/Dennis] Get the Fog Master 5000!&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;- Com'è che la presentazione di Dennis è persino più figa di quella del protagonista, eh, Narratore?&lt;br /&gt;Lonny si strinse nelle spalle. - Non è colpa mia se Dennis è un figo di prima categoria mentre Drew è... be', adorabile. - concluse con un sorriso quasi paterno, osservando il ragazzo che reggeva la scopa come fosse stata una chitarra, canticchiando fra sé.&lt;br /&gt;- E comunque - si voltò verso il suo interlocutore - chi sei tu per criticare le scelte dell'unico, inimitabile e meraviglioso sottoscritto?&lt;br /&gt;- Nessuno, solo uno spettatore che sente l'UST sin dagli stalls. - indicò con un braccio i posti più economici, in alto.&lt;br /&gt;Lonny scosse il capo, perplesso. - Se lo dici tu...&lt;br /&gt;- Io ti lascio lavorare. Tu pensaci.&lt;br /&gt;- Certo, come no. Bene, dov'eravamo rimasti? Ah, sì, al favoloso proprietario del Bourbon. Cioè, al favoloso bar, un monumento della Sunset Strip, un vero tempio del rock. Ed è proprio qui che si svolge la nostra storia...&lt;br /&gt;Storia che ormai Lonny conosceva a memoria, quindi concesse ai propri pensieri di vagare. Certo che Dennis andava presentato come un personaggio pazzesco: lo era. Viveva nel decennio migliore del Novecento e ne era consapevole, ma riusciva a vestirsi ancora come negli anni '70 senza rendersi ridicolo, teneva le mutandine della prima stripper di cui si era innamorato appese sopra la foto autografata di Slade, cambiava stazione radio ogni volta che davano i New Kids on the Block ed era stato il primissimo fan degli Aresnal. Era il suo migliore amico ed era intrinsecamente epico, ovvio che volesse farlo sapere al mondo.&lt;br /&gt;E non aveva affatto una cotta per lui, ti ho sentito, te in seconda fila che adesso ti nascondi dietro il programma. Se ti sente anche Lonny quel nunchaku sai dove te lo ritrovi? Lo so che in questo momento Lonny e Dennis stanno correndo sul palco con le braghe calate e non ti stanno prestando attenzione, ma... no, aspetta, cosa ci fanno con le braghe calate? Oh, cielo, poi è ovvio che minacciano di chiudere i locali sulla Sunset Strip!&lt;br /&gt;A proposito di chiusure, sembrava che la battaglia per salvare i locali storici stesse fallendo. Il Bourbon era appena stato requisito, e Lonny stava cercando di impacchettare tutto. Fallendo miseramente. Ogni volta che metteva qualcosa in uno scatolone, la rimetteva a posto un attimo dopo. Dennis non stava avendo miglior fortuna, anche se riusciva a sembrare più calmo. Ma dopo tutto Dennis sembrava &lt;i&gt;sempre&lt;/i&gt; calmo.&lt;br /&gt;Quando si imbatté nel Fog Master 500, che per qualche motivo era finito sotto il bancone insieme ai bicchieri da birra, non resistette più. Diede un calcio allo scatolone e si portò al petto quel relitto.&lt;br /&gt;Fu proprio allora che Dennis sembrò riscuotersi dal suo torpore. - Lonny, cosa stai facendo col Fog Master 500?&lt;br /&gt;Il suo tono preoccupato e la sua mano su una spalla erano più di quanto Lonny potesse sopportare in quel momento. - È nostro... - la voce gli si incrinò - pensavo che magari avresti voluto qualcosa con cui ricordarmi. - riuscì ad aggiungere, prima di scoppiare a piangere come un bambino.&lt;br /&gt;“Fantastico, figurone, il Narratore che crolla a metà musical, no, davvero, andate a vedere Wicked che è meglio, almeno la storia è narrata da una bella fata bionda, e...”, era più o meno quello che stava pensando Lonny in quel momento. Ma tutto il suo piccolo universo sicuro stava crollando intorno a lui, tutto quello che aveva sempre conosciuto sarebbe stato inghiottito dal cemento e lui e Dennis avrebbero preso strade separate, e... no. Semplicemente: no.&lt;br /&gt;Ok, tu in seconda fila, in questo momento Lonny sta per darti ragione. Perché si è appena accorto di quanto sia importante Dennis per lui e adesso canteranno insieme &lt;i&gt;Can't Fight This Feeling&lt;/i&gt;. Ce l'hai uno scatolone formato famiglia di kleenex, vero? No, idiota, non parlavo sul serio! Ma le vedi le foto dementi di loro che vengono proiettate sullo sfondo? Dovresti passare questa canzone a ridere, non a singhiozzare!&lt;br /&gt;Ti vedo tirare su col naso, quindi i casi sono due: o ti è morto il gatto stamattina o sei anche una fan di Supernatural. Ah, bene, in tal caso si capiscono molte cose. Va bene, mi dispiace, piangi pure. &lt;br /&gt;Nel frattempo, tra un dramma e l'altro, tutti i problemi dei protagonisti si risolvevano, il signor Hertz si rivelava umano, Franz si rivelava etero, gli americani tutti capivano di non capire i tedeschi e tutto è ben quel che finisce bene.&lt;br /&gt;E così, si scivolava verso la conclusione e il &lt;i&gt;Don't Stop Believing&lt;/i&gt; corale e a Lonny, tornato lo stesso idiota esaltato dei tempi d'oro, spettava di raccontare cosa sarebbe successo a tutti i protagonisti. Se non che, quando arrivò al destino di Dennis, Lonny alzò gli occhi al cielo, esasperato. - Seriamente, ragazzi? Dovete farlo anche qui? Credevo fossimo alternativi, diamine, inizieremo anche con gli spettacoli di domenica nel West End, ma ad ammazzare metà della coppia gay non rinunciate neanche voi? Peggio che a Hollywood! Ehi, dannazione, sceneggiatori, mi sentite?&lt;br /&gt;- Psst.&lt;br /&gt;Per un attimo, troppo preso nella sua filippica contro i cliché, Lonny non si accorse della voce che lo chiamava da dietro le quinte, ma quando si voltò tutta la sua ira svanì in un istante. - Dennis, vecchio caprone, come diavolo ti sei conciato? Mi hai fatto spaventare, sai, credevo che fossi... Niente, lascia perdere.&lt;br /&gt;- Oh, ma lo ero. Morto, intendo. Ma il bello del teatro è che tutti si rialzano per gli applausi, no? - gli fece l'occhiolino - Tu che sei il Narratore dovresti saperlo. Torno in scena fra poco. Tu vedi di far finire lo spettacolo anche stasera, o inizieranno a tirarti pomodori.&lt;br /&gt;- Tsk, il pubblico mi adora.&lt;br /&gt;- Egocentrico.&lt;br /&gt;- Megalomane.&lt;br /&gt;- Non è colpa mia se i costumisti hanno disegnato metà degli abiti durante un viaggio ad Amsterdam. In fondo le ali mi donano anche, non trovi?&lt;br /&gt;- È che sei poco credibile come angelo, Dennis. E poi quelle frange, diamine, siamo negli anni ottanta, modernizzatevi un po' anche voi Lassù!&lt;br /&gt;- Lonny, tesoro, non vorrei sconvolgerti troppo, ma la verità è che siamo, o meglio, sono, fuori dallo Shaftesbury, nel 2012.&lt;br /&gt;- Nel... - deglutì un paio di volte, sconvolto, mentre la band lo fissava con perplessità - Credo che morirò anch'io, sai?&lt;br /&gt;Dennis scosse il capo con la stessa aria accondiscendente che prendeva sempre quando Lonny si comportava da bambino capriccioso. - Due paia d'ali dietro le quinte diventano un po' troppo ingombranti, e poi non c'è scritto da nessuna parte che tu puoi morire.&lt;br /&gt;- Alle volte ti odio.&lt;br /&gt;Dennis gli sventolò davanti una certa coroncina di cartoncino del McDonald e sorrise con l'aria di saperne molto di più. Lonny arrossì (anche se per fortuna aveva addosso tre quintali di cerone, quindi nessuno se ne accorse) e tornò al centro del palco, Fog Master in una mano e nunchaku nell'altra, pronto a concludere quella serata col botto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;4. Rock on! Llama on!&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;- Mamma, mamma, perché lo zio Lonny parla da solo?&lt;br /&gt;Sherrie sorrise al suo primogenito. - Non parla da solo, sta raccontando allo zio Dennis come vanno le cose qui al Bourbon. Dennis adorava questo posto, ci tiene ad essere aggiornato.&lt;br /&gt;In quel momento li raggiunse Drew. Si chinò a dare un bacio sulla fronte a Sherrie e poi annunciò: - Abbiamo un pacchetto dal Messico.&lt;br /&gt;Lonny si voltò, improvvisamente interessato, e Regina, che stava aspettando che Franz la raggiungesse lì dall'aeroporto, li raggiunse al loro tavolo.&lt;br /&gt;- È dallo zio Stacee? - domandò Oliver tutto contento. Aveva un sacco di zii matti, e alcuni di loro non li vedeva quasi mai, come zio Stacee, ma i regali che gli mandava erano sempre bellissimi. Anche la sua sorellina Elphie gattonò più vicina, in bocca il pupazzetto gommoso a forma di lama che aveva ricevuto per il suo primo Natale.&lt;br /&gt;- Ovviamente sì. - rispose Drew scartandolo. Ne uscì una cartolina, che si affrettò a voltare per impedire che suo figlio la vedesse, una di quelle con delle allegre donnine nude con un “Saluti dal Messico” scritto addosso. Prima che potesse farla sparire del tutto, Lonny gliela strappò di mano con un sogghigno.&lt;br /&gt;- Hooray for boobies! - esclamò.&lt;br /&gt;Un attimo dopo, la foto di lui e Dennis gli cadde su un piede. Ed era stata appesa dall'altra parte della stanza.&lt;br /&gt;Lonny sbuffò - Devi per forza essere geloso anche da morto?&lt;br /&gt;Quando il Fog Master si mise ad emettere nebbia senza che nessuno lo avesse acceso, Lonny si arrese. - Ok, ok, Dennis, scusa. Niente tette per me, va bene. - fece per restituire la cartolina a Drew, ma Sherrie fu più rapida di lui e gliela strappò di mano.&lt;br /&gt;- Niente tette neanche per te, tesoro. - chiarì, guardando negli occhi il marito - A meno che non siano le mie, sia chiaro.&lt;br /&gt;Drew le sorrise. - Non c'è altro che vorrei al mondo.&lt;br /&gt;Regina e Lonny si scambiarono uno sguardo falsamente seccato. Quando quei due si guardavano negli occhi l'atmosfera si faceva più mielosa che dopo aver ascoltato dieci volte di fila &lt;i&gt;Only Lonley&lt;/i&gt; dei Bon Jovi. Ma in fondo li capivano, anche se Regina preferiva decisamente le Twisted Sisters e Lonny gli Arsenal.&lt;br /&gt;- Cosa c'è nel pacchetto, papà? - li interruppe assai poco romanticamente il piccolo Oliver.&lt;br /&gt;- Adesso vediamo. - rispose Drew, finendo di scartarlo con più attenzione. Non si poteva mai sapere cosa diavolo mandasse Stacee. Una volta era arrivata una gabbia con un pappagallo vivo, quasi sicuramente spedito in maniera molto illegale, e un'altra volta c'era un reggiseno verde brillante che a quanto pare gli aveva regalato una fan e che voleva che custodissero loro. Adesso era appeso con gli altri indumenti intimi sparsi per il locale e nessuno ci faceva più caso.&lt;br /&gt;- Per tutte le Stratocaster! - esclamò Drew ridendo, mentre estraeva un aggeggio improbabile. Lesse il bigliettino: “Un nuovo telefono per il Bourbon.”&lt;br /&gt;Lonny si sentì in dovere di sottolineare l'ovvio. - È a forma di lama. Un telefono a forma di lama.&lt;br /&gt;Iniziò a ridere anche lui, e in poco tempo erano tutti piegati in due, singhiozzanti per il troppo ridere.&lt;br /&gt;Ovviamente fu quello il momento che Franz scelse per fare la sua comparsa, e ovviamente doveva avere addosso il maglioncino con il lama che gli aveva regalato Stacee. Regina non riuscì nemmeno a dargli un bacio di bentornato perché non riusciva a smettere di ridere.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;-------------------&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;A/N:&lt;/b&gt; la mia reazione finale, rileggendomi, è: what the actual fuck? Insultatemi pure con comodo, io intanto mi sono divertita più di Stacee Jaxx con quel cucciolo di lama.&lt;a name='cutid1-end'&gt;&lt;/a&gt;&lt;br&gt;&lt;br&gt;</content>
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    <title>[Supernatural] SNAFU - Bonus</title>
    <published>2012-02-16T00:47:15Z</published>
    <updated>2012-03-01T21:39:38Z</updated>
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    <content type="html">&lt;b&gt;Fandom:&lt;/b&gt; Supernatural&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Titolo:&lt;/b&gt; SNAFU (Situation Normal, All Fucked Up) - Bonus&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Personaggi/Pairing:&lt;/b&gt; John/Mary, implied Dean/Castiel, Sam/Jess&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Warning:&lt;/b&gt; WWII!AU (post-War), fluff, John POV, het, slash&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Rating:&lt;/b&gt; G&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Wordcount:&lt;/b&gt; 1793&lt;br /&gt;&lt;b&gt;A/N:&lt;/b&gt; C'è gente che vuole bene a John. E se voi gli volete bene io non posso far altro che &lt;del&gt;commuovermi e chiedervi di sposarmi&lt;/del&gt; mettermi sull'attenti e darvene un altro pochino, con tanto di Mary viva, vegeta e con le idee molto chiare su chi porti i pantaloni in casa. &lt;span class='ljuser ljuser-name_iridania' lj:user='iridania' style='white-space:nowrap'&gt;&lt;a href='http://iridania.livejournal.com/profile'&gt;&lt;img src='http://l-stat.livejournal.com/img/userinfo.gif?v=92.1' alt='[info]' width='16' height='16' style='vertical-align: bottom; border: 0; padding-right: 1px;'/&gt;&lt;/a&gt;&lt;a href='http://iridania.livejournal.com/'&gt;&lt;b&gt;iridania&lt;/b&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;, &lt;span class='ljuser ljuser-name_brilu' lj:user='brilu' style='white-space:nowrap'&gt;&lt;a href='http://brilu.livejournal.com/profile'&gt;&lt;img src='http://l-stat.livejournal.com/img/userinfo.gif?v=92.1' alt='[info]' width='16' height='16' style='vertical-align: bottom; border: 0; padding-right: 1px;'/&gt;&lt;/a&gt;&lt;a href='http://brilu.livejournal.com/'&gt;&lt;b&gt;brilu&lt;/b&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;, questo è per voi. Volevo metterci un po' di mondo esterno cattivo e John protettivo, ma l'ispirazione non collaborava, quindi c'è solo John che è adorabilmente scemo quanto Dean a volte *se lo coccola*&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a name="cutid1"&gt;&lt;/a&gt;Da quando era tornato, Dean sembrava un altro. Non proprio lo stesso di prima della guerra, certo, ma molto più simile al ragazzo che era partito per l'Europa, tutto baldanzoso e pieno di ideali, piuttosto che a quello che era tornato per trascinarsi in giro come un'anima in pena e fare a pugni con Sam. Anzi, &lt;i&gt;andava d'accordo&lt;/i&gt; con Sam come non succedeva da anni.&lt;br /&gt;Non ci voleva un indovino per capire che qualcosa era cambiato. Persino John, la cui mancanza di sensibilità nelle questioni sentimentali era impietosamente sottolineata da Mary ad ogni suo strafalcione (ormai leggendario il: “Sam, se stai così perché una tua amica va al college in un altro stato, non oso immaginare che faresti se fosse l'amore della tua vita” quando Jessica, allora non ancora ufficialmente fidanzata con Sam, era partita), aveva capito che Dean era innamorato. Restava una domanda: di chi?&lt;br /&gt;- Ti ho detto che non c'è nessuna ragazza! - stava protestando Dean con sin troppa veemenza, quando John entrò nel soggiorno.&lt;br /&gt;- Papà, ti prego, - gli si rivolse il ragazzo con aria speranzosa - spiega tu alla piccola Samantha che un uomo può essere di buon umore anche senza essere stato accalappiato da una gonnella.&lt;br /&gt;John sorrise. - Non saprei, Dean, da quando vostra madre mi ha, come dici tu, accalappiato, io sono stato molto felice.&lt;br /&gt;Dean emise un grugnito sconfortato e alzò le mani. - Mi arrendo. - disse e si allontanò borbottando qualcosa sul fatto che se andava avanti con quell'atmosfera melensa avrebbe finito col vedere unicorni e arcobaleni.&lt;br /&gt;Sam lo guardò allontanarsi col suo sorrisetto brevettato “io ne so più di lui e lui non lo sospetta nemmeno”, e John cedette alla curiosità. - Allora, tu sai chi è?&lt;br /&gt;- No, - dovette ammettere il minore - ma sono &lt;i&gt;sicuro&lt;/i&gt; che ci sia qualcuno. Non lo vedevo così felice da... -&lt;br /&gt;Si sforzò di ricordare, ma fu interrotto dalla voce di Dean dall'ingresso: - Ricordatevi che stasera viene a cena Castiel!&lt;br /&gt;- Questa casa non è un ristorante! - gli urlò dietro Mary dalla cucina, ma ormai Dean si era già chiuso la porta alle spalle.&lt;br /&gt;- Castiel! - esclamò Sam, colto da un illuminazione.&lt;br /&gt;John lo scrutò con una certa perplessità.&lt;br /&gt;- Ma certo, papà, come abbiamo fatto a non pensarci? Castiel passa così tanto tempo con Dean, saprà sicuramente qualcosa.&lt;br /&gt;In quel momento entrò Mary. Incrociò le braccia e guardò severamente i suoi uomini. - State di nuovo facendo le comari.&lt;br /&gt;- Ma, mamma...&lt;br /&gt;- Quando Dean deciderà che è il momento di parlare, lo farà. E dico anche a te, John Winchester. - aggiunse, agitandogli un dito davanti al naso.&lt;br /&gt;John non aveva mai capito come avesse fatto a ritrovarsi con quella trappola mortale dal viso d'angelo e la severità del suo sergente istruttore. Certo, di norma Mary era la creatura più dolce che avesse mai conosciuto, ma quando si trattava di evitare che gli eccessi di testosterone nell'aria portassero a spargimenti di sangue, aveva la mano di ferro.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;- Siamo a casa! - gridò Dean dall'ingresso.&lt;br /&gt;- Non è necessario che ti sentano anche i vicini. - lo rimproverò Sam andandogli incontro.&lt;br /&gt;Dean gli rivolse una smorfia scocciata, che Sam ignorò come sempre. - Ciao, Cass.&lt;br /&gt;John notò suo figlio storcere il naso a quel soprannome, mentre Castiel sorrideva a Sam ed iniziava a chiacchierare con lui dell'università.&lt;br /&gt;Era strano, a vederli così, pensare che quei tre ragazzi fossero stati in guerra. John sapeva che non avrebbero mai dimenticato di essere stati fra i fortunati, come lo era stato lui. Sentirli fare piani per il futuro era più confortante di quanto non avrebbe mai voluto ammettere. E, certo, sapere che Castiel contava di restare lì e riprendere col dottorato di ricerca in antropologia che aveva dovuto abbandonare a causa della guerra, e che gli venivano riconosciuti i crediti dell'università inglese era molto interessante, ma sapere se Dean contava di mettere su famiglia lo sarebbe stato molto di più.&lt;br /&gt;- Ho sentito che hai finalmente trovato casa! - proseguì Sam entusiasta, mentre si sedevano per la cena.&lt;br /&gt;Castiel si strinse nelle spalle. - Se così si può dire... - poi sorrise - Almeno ho smesso di dormire sul divano di Dean&amp;sup1;.&lt;br /&gt;- Buon per la tua schiena. - commentò Sam solidale. Era capitato che si fermasse fino a tardi da Dean, e un paio di volte era crollato a dormire su quel divano, giurando poi di non rifarlo mai più. - Ma quindi, la casa?&lt;br /&gt;- Sto ristrutturando quelle due stanze che hanno il coraggio di chiamare appartamento sopra casa di Dean. - rispose quietamente Castiel.&lt;br /&gt;- Almeno sei vicino. - Sam sospirò - È un peccato che Stanford sia così lontana.&lt;br /&gt;- Ma se non vedi l'ora di tornarci. - lo stuzzicò Dean - Se non è per liberarti di noi, allora... sarà mica che ti manca una certa miss Moore?&lt;br /&gt;Sam si impappinò. - Non è... insomma...&lt;br /&gt;Dean rise allegramente. - Ma guardatelo, basta alludere alla sua biondina che inizia a balbettare.&lt;br /&gt;- Dean. - lo riprese sua madre - Smettila di mettere in difficoltà tuo fratello, o finirà col non invitarti al suo matrimonio.&lt;br /&gt;- Matr... - Sam per poco non si strozzò in un boccone.&lt;br /&gt;- Mamma! - esclamò Dean - E poi sono io!&lt;br /&gt;Mentre i figli non guardavano, Mary fece l'occhiolino a John. Se lo diceva lei, significava che il matrimonio era vicino davvero. Oddio, John sperava che non fosse &lt;i&gt;troppo&lt;/i&gt; vicino. Doveva prima finire gli studi. Se non si era messo nei guai... ma Sam non era il tipo da mettersi nei guai, vero?, si chiese, scrutandolo di sottecchi. No, di certo Sam era troppo responsabile per una cosa del genere. Dean, d'altro canto... non è che magari non parlava della sua bella perché avevano qualcosa da nascondere? John non sarebbe stato entusiasta, ma, ehi, non sarebbe stato lui a scagliare la prima pietra contro il sesso prematrimoniale.&lt;br /&gt;Con quella preoccupazione nella testa, non riuscì a godersi come avrebbe voluto il resto della serata.&lt;br /&gt;Quando, più tardi, si infilò sotto le coperte con Mary, le confessò immediatamente i suoi timori. Quale non fu la sua sorpresa nel sentirla scoppiare a ridere a gola spiegata.&lt;br /&gt;- John, John. - cantilenò, accarezzandogli una guancia - Proprio non te ne sei accorto?&lt;br /&gt;- Di cosa?&lt;br /&gt;La sua espressione si fece seria - Promettimi che non te la prenderai con Dean.&lt;br /&gt;- Avevo ragione, allora! - esclamò John.&lt;br /&gt;- Tutt'altro. - Mary intrecciò le dita alle sue - Io non penso che ci sia nessuna ragazza.&lt;br /&gt;- Ma se anche tu dici che Dean dev'essere innamorato!&lt;br /&gt;Mary aspettò in silenzio per qualche secondo, e John sentì che stava per scoprire qualcosa che non gli sarebbe piaciuto. Si ripeté nella mente le ultime due frasi, e... - Non è possibile. - poi, dopo qualche altro attimo di pausa - Castiel.&lt;br /&gt;- Almeno a quello ci sei arrivato da solo. - commentò lei.&lt;br /&gt;- Ma... - balbettò John - non sei... preoccupata?&lt;br /&gt;- Sì. - rispose lei semplicemente. Non era arrabbiata con Dean, era chiaro, e questo contribuì molto a calmare John. Non era mai stato un fanatico religioso o che, tutt'altro, ma certe cose non gli sembravano... normali, ecco. Però Dean era suo figlio, e se Mary la prendeva così tranquillamente... e poi potevano anche essere solo supposizioni. E se lo fossero state? Chissà cosa avrebbe pensato la gente, magari rovinando loro la reputazione per niente?&lt;br /&gt;- Pensi troppo forte. - sussurrò Mary, gli occhi socchiusi e la voce ormai impastata dal sonno.&lt;br /&gt;- Ma...&lt;br /&gt;- Niente ma, Dean sa badare a se stesso.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ovviamente i successivi incontri con Castiel si trasformarono in imbarazzantissime ordalie, anche se nessuno oltre a John sembrava rendersene conto.&lt;br /&gt;- Signor Winchester, avrei bisogno di parlare.&lt;br /&gt;O forse no? A giudicare dal tono, dall'espressione e dal fatto che aveva scelto un momento in cui Dean era assente, Castiel doveva avere qualcosa di particolarmente importante da dirgli. Oddio, era tutto vero, allora.&lt;br /&gt;- Ti ho già detto che puoi chiamarmi John. - offrì lui.&lt;br /&gt;Quel ragazzo era veramente troppo formale, a volte, si vedeva che gli era rimasto addosso l'esercito. Se fosse stato una ragazza, si chiese John, a questo punto gli starei dicendo “puoi chiamarmi papà”? Dopo tutto ormai era quasi un anno da che Castiel era piombato lì come caduto dal cielo. Ora che ci pensava, John non ricordava di avergli più sentito nominare i parenti che avrebbe dovuto avere in Kansas. Era venuto apposta per suo figlio, dall'altra parte del mondo? John si disse che non avrebbe dovuto, ma si sentì felice che ci fosse qualcuno disposto a tanto per Dean. Se lo meritava.&lt;br /&gt;- John. - acconsentì Castiel.&lt;br /&gt;- Cosa dovevi dirmi?&lt;br /&gt;Il più giovane lo guardò dritto negli occhi. - Data la situazione naturalmente non posso... - esitò per un istante, poi si lasciò sfuggire un sorriso un po' preoccupato e un po' amaro - fare una proposta formale, ma ci tenevo a sapere se c'è un problema col fatto che vivo con Dean. O meglio, lui ci tiene. È convinto che voi non sappiate niente e che...&lt;br /&gt;Fu interrotto dalla porta dell'ingresso che si apriva con un botto e da Dean che entrava come una furia. - Cass! Non l'avrai mica... - Dean si interruppe e sbiancò improvvisamente quando vide John.&lt;br /&gt;- P-papà...&lt;br /&gt;Ecco, quello era il momento. John avrebbe potuto trincerarsi dietro la facciata della persona rispettabile e voltare le spalle a suo figlio, o fare un piccolo gesto per dimostrargli che, nonostante tutto, ci sarebbe sempre stato per lui. - Stavo solo facendo una chiacchierata con Castiel. Ma adesso abbiamo finito. Perché non ve ne tornate a casa vostra, che tua madre è a letto col mal di testa l'ultima cosa di cui ha bisogno sei tu che sbatti le porte come un tornado?&lt;br /&gt;- ...uh. - rispose Dean, le rotelle che evidentemente giravano a mille cercando di processare cosa ci fosse di strano in quella frase - A casa...&lt;br /&gt;Prima che la situazione diventasse veramente imbarazzante, Castiel lo afferrò per un braccio, trascinandolo fuori.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&amp;sup1; La vera storia, che John non poteva conoscere, era che Castiel, aveva effettivamente dormito sul divano di Dean per varie notti, ma perché Dean possedeva solo un letto ad una piazza. Dean gli aveva offerto mille volte di prendere lui il posto su quel divano notoriamente scomodissimo, ma ogni sera Cass lo convinceva a provare a dormire insieme, e puntualmente ogni sera aspettava che Dean avesse chiuso gli occhi prima di trasferirsi sul divano. Poi Dean aveva costruito un letto a due piazze apposta per loro, ed era stato un po' come avere un anello di fidanzamento. Ma questo, ovviamente, John non lo sapeva.&lt;a name='cutid1-end'&gt;&lt;/a&gt;&lt;br&gt;&lt;br&gt;</content>
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    <title>[Supernatural] SNAFU - Parte III/III</title>
    <published>2012-02-14T22:56:43Z</published>
    <updated>2012-02-18T11:35:20Z</updated>
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    <lj:music>The Rocky Road To Dublin - Orthodox Celts</lj:music>
    <content type="html">&lt;b&gt;Fandom:&lt;/b&gt; Supernatural&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Titolo:&lt;/b&gt; SNAFU (Situation Normal, All Fucked Up) - Parte III/III&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Personaggi/Pairing:&lt;/b&gt; U.S. Marine!Dean/R.A.F. Pilot!Castiel&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Comparse/menzionati:&lt;/b&gt; paratrooper!Sam, John/Mary, Jo, Bobby, Ellen, Amelia e Jimmy Novak&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Warning:&lt;/b&gt; slash, WWII!AU (post-War, in questo capitolo), fluff, lemon&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Rating:&lt;/b&gt; nc17&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Wordcount:&lt;/b&gt; 4070&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Prompt p0rnfest #5:&lt;/b&gt; SUPERNATURAL Castiel/Dean, It’s not the long walk home that will change this heart, but the welcome I receive at the restart (Roll away your stone, Mumford &amp; Sons)&lt;br /&gt;&lt;b&gt;A/N:&lt;/b&gt; Una battuta è mezza rubacchiata alla puntata finale di Band of Brothers (perché qualsiasi cosa sulla Seconda Guerra mondiale deve per legge contenere riferimenti a B.o.B., ok?).&lt;br /&gt;Questa fic è ambientata (ovviamente) &lt;b&gt;prima del '67&lt;/b&gt;. Ho pianto lacrime di sangue quando ho realizzato che no, niente Impala. Nemmeno di un'annata diversa perché iniziarono a produrle nel '58. Dopo aver terrorizzato me stessa e la povera &lt;span class='ljuser ljuser-name_chibi_saru11' lj:user='chibi_saru11' style='white-space:nowrap'&gt;&lt;a href='http://chibi-saru11.livejournal.com/profile'&gt;&lt;img src='http://l-stat.livejournal.com/img/userinfo.gif?v=92.1' alt='[info]' width='16' height='16' style='vertical-align: bottom; border: 0; padding-right: 1px;'/&gt;&lt;/a&gt;&lt;a href='http://chibi-saru11.livejournal.com/'&gt;&lt;b&gt;chibi_saru11&lt;/b&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt; con immagini degli orrori prodotti dalla Chevrolet negli anni '50, ho scoperto che i '40 erano meglio (mica per niente ci hanno ambientato una puntata, eh *ç*), ma non c'è nulla di paragonabile a Baby. Sigh.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://ered-chronicles.livejournal.com/58450.html"&gt;&amp;lt;&amp;lt;&amp;lt;&amp;lt; Capitolo Precedente&lt;/a&gt; (ma si può leggere anche come stand alone)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a name="cutid1"&gt;&lt;/a&gt;Dean aveva creduto di non desiderare altro che tornare a casa, ormai. Di certo rivedere la sua famiglia era stato un sollievo. Quando lui e Sammy erano arrivati a casa (insieme, perché di pullman che arrivavano fino a Lawrence ce n'era uno solo ogni due giorni) e John si era commosso mentre li abbracciava, una lacrima avrebbe anche potuto essergli sfuggita, e Sam avrebbe potuto fare finta di niente perché in fondo era un bravo fratellino. Avrebbe potuto, eh. Non che fosse veramente successo.&lt;br /&gt;I primi giorni erano trascorsi in una sorta di estasi in cui tutte le cose più noiose sembravano improvvisamente meravigliose. Sua madre aveva quasi avuto un infarto quando l'aveva visto tagliare il prato, anche se nulla avrebbe mai battuto Sam che si alzava per lavare i piatti di sua spontanea volontà.&lt;br /&gt;Non ci volle molto però perché la vita da civile iniziasse a lasciare Dean sempre più inquieto. Anche Sam a volte sembrava fuori posto nella sua stessa casa, e anche se non ne parlavano, entrambi dormivano pochissimo, un po' per abitudine, un po' per gli incubi. Accadeva che si trovassero sul patio in piena notte, a condividere il silenzio e un paio di birre.&lt;br /&gt;- Tu cosa pensi di fare? - chiese una notte (ormai era quasi mattina) Dean, appoggiando la bottiglia ormai vuota.&lt;br /&gt;- Colazione. - rispose Sam alzandosi.&lt;br /&gt;- No, intendo... in generale.&lt;br /&gt;- Ah. - Sam si sedette di nuovo - Riprendo il college. Ci sono delle borse di studio per chi è stato in Europa. Magari potresti provare, sai? Non eri così male a scuola, potrebbero prenderti in una buona università.&lt;br /&gt;- Mi ci vedi a marcire sui libri, nerd? - bofonchiò Dean irritato, guadagnandosi un pugno in un braccio - Ehi!&lt;br /&gt;- Te lo sei voluto.&lt;br /&gt;- Ok, ok. - sospirò - Magari potrei lavorare nel garage con papà e zio Bobby...&lt;br /&gt;- Ma avresti voglia di cambiare aria. - Sam finì la frase per lui - Senti, so che non ti piace parlarne, ma è normale... dopo quello che abbiamo passato, non riuscire a riprendere la vita esattamente com'era prima. Insomma, io... io vorrei davvero finire il college ma non sono più nemmeno sicuro di riuscire a passare ore sui libri.&lt;br /&gt;- Non dire scempiaggini, Sammy.&lt;br /&gt;- &lt;i&gt;Sam&lt;/i&gt;.&lt;br /&gt;- Sammy.&lt;br /&gt;- Mi sono lanciato dietro le linee nemiche per evitare che il giorno dello sbarco i crucchi fossero tutti concentrati su voi femminucce e devo sopportare il nomignolo di quando avevo cinque anni?&lt;br /&gt;- Femminucce, eh? - Dean si alzò di scatto - Papà non ti ha insegnato a portare rispetto ai Marines?&lt;br /&gt;- Ti brucia ancora perché non ho scelto l'amato corpo di papà o è che mi invidi ma avevi troppa paura di volare?&lt;br /&gt;Finì a pugni. Quando scesero a colazione, John e Mary fecero finta di non vedere occhi neri e labbra spaccate. Poi Mary prese da parte Sam e John prese da parte Dean.&lt;br /&gt;- Si può sapere cos'è successo con tuo fratello, Dean?&lt;br /&gt;- Niente.&lt;br /&gt;- Non era una richiesta.&lt;br /&gt;- Niente, &lt;i&gt;signore&lt;/i&gt;.&lt;br /&gt;- Non credo di averti insegnato a mentire, e quell'occhio nero a me non sembra “niente”. - John sospirò - Ora, a meno che il cane dei vicini abbia imparato a tirare di boxe...&lt;br /&gt;- È tutto risolto, adesso.&lt;br /&gt;Si erano chiesti scusa senza guardarsi negli occhi, indecisi se essere ancora arrabbiati o ammettere a se stessi che se l'erano proprio cercata.&lt;br /&gt;John smise di fare su e giù per la stanza e si fermò di fronte a Dean, il quale non abbassò gli occhi per un istante. - Ascoltami, figliolo. Qualsiasi cosa sia, tu e tuo fratello non siete mai arrivati a questo punto. Sì, vi ho divisi centinaia di volte mentre vi accapigliavate da bambini, ma non vi siete mai fatti male. Ma non penso che sia per qualcosa che è successo fra di voi. Sbaglio?&lt;br /&gt;- Nossignore.&lt;br /&gt;Ci sarebbero state un miliardo di cose che John avrebbe potuto dire in quel momento. Avrebbe potuto dire che capiva, che era successo anche a lui di sentirsi fuori posto, quasi minacciato, paradossalmente, una volta tornato a casa dalla guerra. Avrebbe potuto dire che lui non aveva mai smesso di sognare la trincea puzzolente che era stata la tomba di tanti suoi compagni e che era anche per questo che non avrebbe mai voluto che i suoi figli facessero lo stesso, ma che qualcuno doveva pur farlo e che era fiero di lui, di loro. Avrebbe potuto cercare di far parlare di Dean, avrebbe potuto chiedergli come si sentiva o cosa gli passava per la testa. Ma in ogni caso, si sarebbe guadagnato solo un 'sissignore' o un 'nossignore' scocciato.&lt;br /&gt;Invece gli mise una mano su una spalla e disse: - Bobby ed io stiamo pensando di ingrandire un po' il garage, quindi potrebbe servirci una mano in più. Per adesso però ci sono già Ellen e Jo... e non fare quella faccia, ragazzo, Jo è una bomba coi motori, tale e quale a sua madre.&lt;br /&gt;- Umpf.&lt;br /&gt;John sogghignò. - Paura della concorrenza?&lt;br /&gt;- Ma se le ho insegnato io tutti i trucchetti del mestiere!&lt;br /&gt;- Appunto, l'allieva che supera il maestro.&lt;br /&gt;Jo era praticamente cresciuta con loro, e mentre John insegnava a Dean tutto quello che sapeva sui motori, Dean a sua volta faceva da mentore, con alterne fortune, a Sam e Jo. Inizialmente riponeva tutte le proprie speranze nel fratello minore e si tirava dietro Jo solo perché altrimenti uno degli adulti gli urlava dietro di non escluderla, ma era stato ben presto chiaro che Sam preferiva i libri, mentre Jo, be', non aveva nulla a che vedere con le ragazzine spocchiose e insopportabili che Dean incontrava a scuola. Non le importava nemmeno di macchiarsi i vestiti di olio, e Dean l'aveva un po' amata, per qualche tempo. Ma come meccanico lui restava il migliore.&lt;br /&gt;- Figuriamoci! - grugnì.&lt;br /&gt;- Comunque ti stavo dicendo che puoi prenderti una vacanza. I soldi della tua paga sono ancora tutti in banca, puoi viaggiare come avevi sempre desiderato. E ti darò la macchina.&lt;br /&gt;- C-c-cosa?&lt;br /&gt;- Hai sentito bene, ragazzo. - confermò John con l'espressione soddisfatta del gatto che ha appena mangiato il canarino.&lt;br /&gt;- Ma hai sempre detto-&lt;br /&gt;- Quello vale ancora. Un graffio alla mia bambina e ti spezzo le gambe. Ma sono certo che la tratterai con amore. Vedo come la guardi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dean era partito senza alcun piano. Aveva guidato finché riusciva a tenere gli occhi aperti, fermandosi poi a dormire in macchina o in qualche motel dove capitava per i primi giorni. Poi, quando il paesaggio aveva iniziato a cambiare, si era fermato. Era andato avanti così, un po' facendo qualche lavoretto qua e là, un po' godendosi la vita e giocando a poker riuscendo a non perdere un centesimo. Aveva un talento naturale per quello, aveva spennato i suoi commilitoni innumerevoli volte (e aveva anche provveduto a perdere un po' per ridistribuire la ricchezza).&lt;br /&gt;Pensò ai ragazzi, che non rivedeva da quando la guerra era finita. Con qualcuno, si era scambiato qualche lettera. Ma c'era una persona di cui non aveva notizie da parecchio. Gli mancava. Non avrebbe voluto ammetterlo, ma gli mancava. Una telefonata non avrebbe fatto altro che riavvicinargli quella voce e fargli pesare ancora di più la lontananza, ma non riusciva a pensare di non sentirlo mai più. E poi magari un giorno si sarebbero potuti incontrare di nuovo, chissà.&lt;br /&gt;Così si diresse verso una cabina telefonica ed estrasse il bigliettino stropicciato che non aveva mai lasciato le sue tasche.&lt;br /&gt;- Casa Novak? - chiese appena sentì alzarsi la cornetta dall'altra parte.&lt;br /&gt;- Sono la signora Novak, lei chi è?&lt;br /&gt;Dean smise di respirare. Castiel... era sposato. Castiel era sposato e non gli aveva detto niente. O forse si era sposato dopo la guerra. Non sapeva se facesse più male l'ipotesi in cui Castiel gli aveva mentito solo per portarselo a letto o quella in cui l'aveva messo da parte con tale facilità.&lt;br /&gt;Ma no, dopo tutto era giusto così. Cosa potevano sperare di avere, loro? Due uomini, e per di più con l'Oceano di mezzo. Era meglio che Cass si fosse sistemato. Non doveva essere stato difficile: la divisa in quel periodo aveva più fascino che mai, e una ferita di guerra era apprezzatissima (Dean ripensò con rabbia a quella maestra così carina che si era quasi portato a letto, che aveva rovinato tutto con un 'oh' estatico al vedere la cicatrice sul suo braccio). Non che Cass ne avesse bisogno, visto che era dannatamente attraente di suo. E gentile, e intelligente, e secondo gli standard di quel popolo di pazzi aveva anche senso dell'umorismo, e poi, e poi, e poi Dean doveva piantarla di pensare a lui come un ragazzetto innamorato.&lt;br /&gt;Ma non poteva fare a meno di chiedersi se anche lui aveva ancora gli incubi, e se sua moglie si svegliava con lui e lo confortava. In ogni caso, non avrebbe mai potuto capire davvero. Ma forse era questo che cercava, cercava di andare avanti e anche Dean avrebbe dovuto farlo, anziché riflettere su quanto gli mancassero quelle labbra morbide e sempre un po' screpolate, e quella voce profonda e melodiosa.&lt;br /&gt;Quella sera Dean si ubriacò come non faceva dalle celebrazione per il VE-Day (Victory Europa). Ma non era per Castiel. Assolutamente no. Per provarlo, fece la stessa cosa anche il giorno successivo. E quello dopo ancora.&lt;br /&gt;Poi si rimise in viaggio, trovò un altro posto dove fermarsi e un'altra cameriera con cui flirtare. Gli sarebbe piaciuta molto, se non avesse avuto la testa completamente altrove. E se non fosse stato così concentrato sul ripetersi “sono un uomo, un vero uomo, non c'è niente che mi possa interessare più di un paio di tette, sono un uomo, un vero uomo e i sentimenti sono una stronzata in cui ormai crede solo &lt;i&gt;Samantha&lt;/i&gt;” si sarebbe anche accorto che la ragazza si stava prendendo una vera cotta per lui. Non era una di quelle che flirtava con tutti i clienti che passavano, era carina, con una gran massa di ricci bruni e un sorriso malinconico, ma tutto quello che Dean avrebbe ricordato di lei sarebbe stato che fu grato che il suo nome fosse Cassie quando finalmente riuscì a portarsela a letto.&lt;br /&gt;Ma non era per Cass. Assolutamente no.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Qualche tempo dopo, decise di chiamare a casa. Chissà come stava Sammy, se si era rimesso a studiare.&lt;br /&gt;- Ehi, papà.&lt;br /&gt;- Dean! Per fortuna hai chiamato.&lt;br /&gt;- È successo qualcosa?&lt;br /&gt;- No, - lo rassicurò immediatamente John - ma c'è un poveretto che ti cerca da settimane. Non capisco niente di quello che dice, dev'essere inglese.&lt;br /&gt;Riuscì a strappare una risata a Dean, un attimo prima che questi si rendesse conto di cosa significava.&lt;br /&gt;- Ti ha detto come si chiamava?&lt;br /&gt;- Castiel Novak. Cosa stavano pensando i suoi genitori quando-&lt;br /&gt;- Scusa, devo proprio andare. Salutami Sammy e dai un bacio a ma' da parte mia.&lt;br /&gt;Cass l'aveva cercato. &lt;i&gt;Per settimane&lt;/i&gt;. Doveva richiamarlo immediatamente!&lt;br /&gt;No, non doveva affatto, era una pessima idea. Cosa credeva di fare? Castiel era &lt;i&gt;sposato&lt;/i&gt;, dannazione, e Dean aveva dei principi.&lt;br /&gt;Al diavolo i principi, non riusciva ad ignorare tutte quelle chiamate, non ce la faceva.&lt;br /&gt;Riprese il telefono e chiese alla centralinista di passargli il numero che gli aveva lasciato Castiel.&lt;br /&gt;Gli rispose la stessa voce femminile dell'altra volta.&lt;br /&gt;- Sì?&lt;br /&gt;- Sono Dean Winchester e cercavo Castiel Novak.&lt;br /&gt;- Come? Non è con lei?&lt;br /&gt;- C-cosa?&lt;br /&gt;La voce si allontanò dal telefono. - Jimmy, scusa, tuo fratello non aveva detto che andava a trovare il signor Winchester?&lt;br /&gt;Ci fu un assenso borbottato da una voce maschile così simile a quella di Castiel da far rabbrividire Dean. E darsi dello stupido. Ma certo! Cass gliel'aveva detto che sarebbe vissuto con suo fratello e la moglie, almeno finché non trovava una sistemazione, visto che la sua casa a Londra era stata fra quelle distrutte dai bombardamenti.&lt;br /&gt;La donna si riavvicinò al telefono, e stavolta il suo tono era leggermente preoccupato: - A quest'ora dovrebbe essere già arrivato, non capisco.&lt;br /&gt;- Non si preoccupi, - rispose immediatamente Dean - mi metterò in contatto con lui al più presto e gli dirò di chiamarvi.&lt;br /&gt;Non stette ad ascoltare il ringraziamento della donna, e mise giù in tutta fretta, poi richiamò casa.&lt;br /&gt;- Ecco, appunto, questo sarà lui. - lo accolse la voce di suo padre, e la risata di sua madre in sottofondo.&lt;br /&gt;- Cass... Castiel ha lasciato detto qualcosa?&lt;br /&gt;- Calmati, figliolo. - lo riprese John bonariamente - Se tu non avessi riattaccato in tutta fretta e mi avessi dato il tempo di-&lt;br /&gt;- Ha lasciato detto qualcosa?&lt;br /&gt;- Non mi interrompere quando parlo.&lt;br /&gt;- Scusa.&lt;br /&gt;John sospirò e Dean seppe che la sua insistenza gli avrebbe attirato un sacco di domande, più tardi, ma in quel momento non gliene fregava un accidente.&lt;br /&gt;- Il tuo amico ha detto che sarebbe venuto in Kansas a fare non ho capito cosa...&lt;br /&gt;La voce di sua madre in sottofondo precisò: - A trovare dei parenti, John. È vero che il ragazzo ha un accento strano, ma fingere di non capirlo non ti porterà lontano.&lt;br /&gt;- Sissignora. - rispose John, e Dean poteva immaginarselo mentre si metteva sull'attenti sotto lo sguardo esasperato di Mary - A trovare dei parenti, e ci teneva a fartelo sapere così potevate incontrarvi. Ti ha lasciato il numero.&lt;br /&gt;Dean si affrettò a cercare carta e penna, e si segnò il numero con mani tremanti.&lt;br /&gt;Com'era prevedibile, non gli rispose nessun parente di Cass per il semplice fatto che non ne aveva da quelle parti; ma era troppo furbo per ammettere col padre di Dean di essere arrivato fin lì apposta per lui. Era la reception di una pensione.&lt;br /&gt;Le semplici parole: - Cerco il signor Novak. - stavolta sembrarono uscirgli dalla gola con estrema difficoltà.&lt;br /&gt;La receptionist lo mise in contatto con la camera, e il telefono squillò per alcuni interminabili secondi prima che una voce semi addormentata, molto arruffata e molto inglese gli rispondesse: - Pronto?&lt;br /&gt;Adesso Dean avrebbe risposto con molta calma, avrebbe salutato e chiesto come stava...&lt;br /&gt;- Cass! - gridò, guadagnandosi un'occhiataccia da parte di un passante.&lt;br /&gt;- Dean? Dean, sei veramente tu?&lt;br /&gt;- Chi altro ti chiama così?&lt;br /&gt;- Iniziavo a temere di aver fatto il viaggio a vuoto. - rispose Castiel, e dalla voce sembrava stesse sorridendo.&lt;br /&gt;A Dean si formò una specie di nodo all'altezza del cuore. - Quindi sei davvero venuto qui solo per me?&lt;br /&gt;- Solo? Chiami, metti giù senza una parola e poi sparisci dai radar per settimane. Che altro dovevo fare?&lt;br /&gt;- Ma un viaggio così...&lt;br /&gt;- Non mi importa. Stai bene, vero?&lt;br /&gt;Dean sentì tutta la tensione di quelle settimane scivolare via. Scoppiò a ridere. - Sì, sì. Dio, sì. Credevo che tu fossi sposato.&lt;br /&gt;- Eh?&lt;br /&gt;- Credevo - ripeté senza fiato - che tu fossi sposato. Quando ho telefonato e mi ha risposto “la signora Novak”. Sono un idiota, Cass.&lt;br /&gt;Ci fu un momento di silenzio dall'altra parte, seguito immediatamente dalla risata di Cass. Era un suono che Dean non aveva udito spesso. - Sì, lo sei. Be', la tua idiozia mi ha portato qui, quindi forse non è poi così male. Però adesso muoviti a raggiungermi.&lt;br /&gt;- Cass, sono a due stati di distanza, mi ci vorrà un po'.&lt;br /&gt;- Io ero in Europa. Non mi importa quanto sei distante, fa' girare un po' il motore di quella macchina di cui cantavi tanto le lodi e &lt;i&gt;sbrigati&lt;/i&gt;.&lt;br /&gt;- Come sai che ho la Chevy?&lt;br /&gt;- A forza di chiamare casa tua ho fatto amicizia con tuo padre. - sbuffò Castiel.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tre giorni e un numero incalcolabile di caffè dopo, Dean era di nuovo in Kansas. Per la precisione, di fronte ad una pensioncina a gestione familiare, con gerani a tutte le finestre, che gridava 'adorabile' in maniera raccapricciante. Avrebbe chiamato Cass 'femminuccia' per quella scelta per almeno una settimana. &lt;i&gt;Dopo&lt;/i&gt; essersi fatto scopare a dovere, però.&lt;br /&gt;Volò verso la sua stanza, e bussò così forte da rischiare di buttar giù la porta. Quando Castiel gli aprì, gli si buttò addosso a lui.&lt;br /&gt;- Mi sei mancato. - confessò col volto nascosto nell'incavo del suo collo.&lt;br /&gt;- Anche tu, ma dovresti lasciarmi andare adesso. Devo chiudere la porta. E sto per soffocare.&lt;br /&gt;- Uh, sì, certo. - borbottò Dean, improvvisamente insicuro.&lt;br /&gt;Ma Castiel non gli lasciò il tempo di rimuginare. Appena fatta scattare la serratura gli prese il viso fra le mani e si appropriò delle sue labbra. Dean lo strinse a sé sentì che la guerra era davvero finita, anche per lui. Gli strattonò la camicia, impaziente di levarla di mezzo, facendo saltare un paio di bottoni nel processo. Castiel se ne accorse e gli rivolse un sorrisetto divertito, ma anche lui aveva le guance arrossate e il respiro accelerato, e anche le sue mani si muovevano in fretta e senza raffinatezza. Alzò le braccia per aiutare l'altro a sfilargli la maglietta, e sentì la piastrina di riconoscimento ricadergli sul petto con un rumore metallico. Anche dopo che era tornato, non aveva perso l'abitudine di tenerla sempre addosso.&lt;br /&gt;Castiel inclinò il capo, lanciandogli uno sguardo vagamente malinconico, e sollevò la propria, di piastrina, che anche lui aveva ancora al collo.&lt;br /&gt;Se fosse stato un romantico, Dean avrebbe detto che in quello sguardo si erano detti un oceano di cose meglio che con le parole, che un'occhiata poteva trasmettere più sentimenti di qualsiasi poesia e altre stronzate simili. La verità era che non si erano detti proprio niente di nuovo con quello sguardo. Era tutto quello che sapevano, tutto quello che erano stati, che li univa. Dean non aveva mai desiderato un altro uomo prima, né avrebbe mai creduto di poterlo fare, ma ora era sicuro che non c'era donna al mondo con la quale avrebbe potuto stabilire un legame altrettanto profondo. Avevano visto l'inferno insieme, e ne erano usciti. Ogni respiro era una grazia, e ogni alba era preziosa, era un'alba che non tutti quelli che erano partiti con loro avrebbero visto.&lt;br /&gt;Castiel si sfilò la piastrina, prese anche la sua e le depose in buon ordine sul comodino. Bizzarramente, quell'interruzione non aveva reso il momento imbarazzante, né aveva in alcun modo raffreddato l'atmosfera. Dean tornò a baciare Castiel, stavolta con meno fretta ma con altrettanta foga. Adorava mordergli il labbro inferiore e sentire l'altro trattenere il respiro ogni volta.&lt;br /&gt;Le dita di Castiel intanto avevano slacciato cinture e bottoni. Dean si staccò giusto il tempo di calciare via scarpe e pantaloni. Castiel scivolò fuori dai vestiti con una grazia che, dato il momento, aveva dell'assurdo e Dean non poté fare a meno di notare per la milionesima volta quanto fosse bello.&lt;br /&gt;Quando, un attimo dopo, si sentì addosso il calore del suo corpo, salì ancora di un gradino nella scala verso il paradiso.&lt;br /&gt;Accarezzò la schiena e i fianchi di Castiel, recuperando la memoria di quel terreno familiare e godendo nel ritrovare la pelle liscia e calda sotto i polpastrelli ruvidi. Mosse qualche passo all'indietro, trascinando con sé l'altro, fino ad incontrare coi polpacci il letto, su cui si lasciò cadere.&lt;br /&gt;Castiel gli baciò la gola ed iniziò a masturbarlo, portandolo in meno di un attimo da una mezza erezione ad essere sul punto di venire. Quelle mani bianche, così delicate all'apparenza ma in realtà così forti, lo facevano impazzire ogni volta.&lt;br /&gt;Proprio quando stava per implorarlo di fermarsi, Castiel scivolò via dalla sua presa e si allungò a prendere del lubrificante, convenientemente già preparato sul comodino. Ottimo, perché Dean non aveva nessuna voglia di aspettare. Castiel gli depose un rapido bacio su una spalla e si chinò fra le sue gambe. Dean ebbe un involontario brivido di anticipazione. Prima, nei momenti rubati all'ospedale militare, non avevano mai avuto tempo, una camera chiusa a chiave e un vero letto, ma solo momenti rubati di piacere rapido e gemiti soffocati nei cuscini. Dean contava di mandare a quel paese pudore e orgoglio e far finalmente vedere, anzi, sentire a Castiel l'effetto che gli faceva.&lt;br /&gt;E, decisione cosciente o meno, quando un dito si infilò delicatamente nella sua apertura, Dean si sentì mugolare e chiedere di più, al che Castiel non si fece pregare, continuando a prepararlo rapidamente, mordendosi le labbra nell'impazienza.&lt;br /&gt;Dean gli strappò praticamente di mano il lubrificante e se ne versò una generosa dose su un palmo. Lo scaldò per un istante e poi lo distribuì abbondantemente sul membro di Castiel, prendendosi qualche secondo per estrargli un sottile gemito di piacere, per poi guidarlo dentro di sé.&lt;br /&gt;Lentamente, Castiel scivolò dentro fino in fondo. Col primo, delicato, movimento dei fianchi, Dean gli allacciò le gambe intorno alla vita e gettò il capo all'indietro, invocando il suo nome.&lt;br /&gt;Cass si sistemò appena nella sua presa, migliorando l'angolazione quel tanto che bastava per far sì che Dean non chiamasse più solo il suo nome, ma anche tutti i santi del paradiso. Si lasciò andare anche lui, esorcizzando tutta la nostalgia che avevano provato fino ad allora, annegandola in un mare di brividi di piacere che li scuotevano insieme. Si aggrappò alle cosce di Dean così forte che probabilmente gli avrebbe lasciato il segno, ma a quel punto a Dean non importava, avrebbe potuto anche restargli a vita l'impronta di una delle sue mani e questo non gli avrebbe impedito di raggiungere l'orgasmo più appagante dei suoi ventinove anni. Anzi, il pensiero aveva un che di stranamente allettante.&lt;br /&gt;Castiel lo seguì un istante dopo, un grido di piacere soffocato in un morso sulla sua spalla e un tremito lungo tutto il corpo. Poi si accasciò su di lui.&lt;br /&gt;- Bentornato a casa. - mormorò Castiel, prima di addormentarsi pacificamente sul suo petto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Epilogo&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;- Dean, torno fra due mesi, non sto via tutta la vita! - cercò di calmarlo Castiel.&lt;br /&gt;Dean sbuffò. Non aveva detto una parola riguardo al viaggio del compagno, non era mica una femminuccia lagnosa, lui!&lt;br /&gt;Castiel alzò gli occhi al cielo. - Ti conosco abbastanza bene da accorgermi di quando metti il muso. Vieni qui. - gli passò un braccio intorno alle spalle - Lo sai che mi mancherai, vero?&lt;br /&gt;- Sarei venuto con te, se avessi potuto. - gli ricordò. Il garage in quel periodo era sempre pieno, e Dean non poteva permettersi di andarsene per così tanto tempo, senza contare l'aggiunta dei costi del viaggio al mancato stipendio.&lt;br /&gt;- E farti tutte quelle ore in aereo? - lo punzecchiò Castiel - Una volta dicevi che avresti preferito farti sparare.&lt;br /&gt;Dean ignorò il suo ultimo commento. Era vero, aveva la fobia del volo, ma pur di non essere separato da Cass per ben due mesi avrebbe anche sopportato. Una fiaschetta di whisky prima di partire e via. Ma non era quello il caso, purtroppo, e Dean si era ritrovato con una serie di riflessioni alquanto sgradite.&lt;br /&gt;- Preferiresti restare lì? - chiese di punto in bianco a Cass.&lt;br /&gt;- Cosa? Perché me lo chiedi? - gli rispose questi accigliato.&lt;br /&gt;- Voglio dire, a Londra hai la tua famiglia e tutto.&lt;br /&gt;Castiel sospirò e gli prese il mento fra due dita per costringerlo a guardarlo negli occhi. - Ehi, ne abbiamo già parlato quando mi sono trasferito qui. Mio fratello mi manca, ma non c'era altro a tenermi legato. Qui invece - sorrise - c'è tutta la tua vita. Per me &lt;i&gt;questa&lt;/i&gt; è casa.&lt;br /&gt;- Adesso però c'è la tua nipotina. - continuò Dean.&lt;br /&gt;- Sì, e sono davvero felice che Jimmy mi abbia chiesto di farle da padrino. Ma non significa che rinuncerò a te per questo. La prossima volta verrai anche tu, così te la farò conoscere.&lt;br /&gt;- E come mi chiamerà? - commentò amaramente - Zio Dean?&lt;br /&gt;Il volto di Castiel si incupì per un istante. Le spiegazioni erano sempre un problema. Ufficialmente, Castiel viveva in uno sfigatissimo monolocale sopra l'appartamento di Dean. In pratica, tutta la sua famiglia e gli amici più intimi, come Jo o Bobby, sapevano che non era così. Non avevano mai fatto commenti e Castiel non sapeva se fosse perché non si erano preoccupati di indagare o perché sapevano e non avevano niente da ridire. Ma al di fuori di quella piccola cerchia era tutta un'altra cosa.&lt;br /&gt;- Non mi importa come ti chiamerà. - ribatté Castiel testardo - Io non mi vergogno di te.&lt;br /&gt;Dean fissò l'espressione determinata in quegli occhi chiari e pensò che, diamine, due mesi erano davvero lunghi.&lt;a name='cutid1-end'&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://ered-chronicles.livejournal.com/59968.html"&gt;Bonus Chapter&lt;/a&gt;&lt;br&gt;&lt;br&gt;</content>
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